
La XXV edizione del Premio Anima segna un traguardo fondamentale: venticinque anni dedicati a promuovere l’incontro virtuoso tra la cultura d’impresa, l’arte e la responsabilità sociale. Celebrare questo “Giubileo” del Premio non significa soltanto guardare ai traguardi raggiunti, ma interrogarsi su ciò che lasciamo alle nuove generazioni, unendo la forza e la memoria della nostra storia a una rinnovata visione strategica per il Paese.
In una fase storica complessa come quella attuale, segnata da forti incertezze geopolitiche, transizioni industriali e disuguaglianze crescenti, il tema che abbiamo scelto per questo venticinquesimo anno, “L’eredità che genera futuro”, suona al contempo come un imperativo etico e come una responsabilità ampiamente condivisa.
Sviluppo sostenibile, sfide e scenario socioeconomico
Come evidenziato chiaramente dal Rapporto ASviS 2026, il percorso dell’Italia verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite presenta luci ed ombre che non ci consentono di rallentare. Se da un lato si registrano significativi progressi in settori cruciali quali la transizione energetica e l’innovazione circolare, dall’altro emergono ancora marcati ritardi sulla coesione sociale, la parità di genere, la lotta alla povertà e l’equità territoriale.
Le attuali dinamiche economiche e sociali dimostrano infatti che la crescita materiale, se disconnessa dall’impatto umano ed ecologico, rischia di accentuare le fragilità preesistenti invece di ridurle.
Oggi assistiamo a un vero salto di qualità, confermato anche dalla ricerca La terza via della sostenibilità di iSustainability: secondo la ricerca, la sostenibilità ha superato la fase della mera conformità burocratica ed è entrata stabilmente nei processi decisionali dei board aziendali (il 65% delle imprese dichiara che influenza le proprie decisioni strategiche), mentre la maggioranza (il 67%) la riconosce ormai come leva competitiva. Tuttavia, permangono ancora forti vulnerabilità e ostacoli burocratici, specie per le piccole e medie imprese che faticano ad affrontare la burocrazia e gli investimenti in adattamento climatico.
In questo scenario, il mondo privato e l’impresa etica sono chiamati a svolgere un ruolo primario e proattivo. Non possiamo concepire la competitività della nostra industria separandola dalla tutela dei territori, dalla promozione del lavoro dignitoso e dall’inclusione. Nessun futuro è autenticamente sostenibile se non è anche equo: l’impresa moderna ha il dovere di farsi motore di trasformazione positiva, generando un valore strategico che vada ben oltre il solo profitto economico per trasformarsi in capitale sociale e umano.
Arte e cultura come strumenti di responsabilità democratica
In questa cornice, l’arte e la cultura (in tutte le loro espressioni, dal cinema al teatro, dalla letteratura alla fotografia e al giornalismo) si confermano una bussola insostituibile per interpretare le trasformazioni del nostro tempo. Non si tratta di un lusso accessorio o di un’operazione di facciata (artwashing), ma di un vero motore per il Paese: basti pensare ai dati del rapporto “Io sono cultura” della Fondazione Symbola, secondo cui il sistema produttivo culturale e creativo muove circa 310 miliardi di euro (il 15,4% del Pil nazionale), dimostrando come la cultura sia un investimento strategico ad altissimo rendimento.
Attraverso i linguaggi della creatività, il Premio Anima intende valorizzare proprio quei talenti della comunicazione che sanno raccontare le fragilità dell’oggi con sensibilità ed empatia, indicando soluzioni concrete e accendendo i riflettori su sfide troppo spesso dimenticate.

Sabrina Florio, presidente di “Anima per il sociale nei valori d’impresa”
Impegno civile, memoria storica e tutela dei più fragili in un unico grande disegno culturale: è questo il filo conduttore dell’edizione 2026, che intende premiare opere capaci di esplorare le contraddizioni umane, dare voce alle persone invisibili e trasformare la cultura in un vero e proprio strumento di responsabilità democratica. Unendo il valore dell’arte all’azione dell’impresa socialmente responsabile, ogni progetto si fa presidio fondamentale contro l’indifferenza, ponendosi concretamente al servizio del bene comune.
Innovazione e welfare aziendale: la nuova Menzione Speciale Unindustria
Proprio per consolidare questo legame con il tessuto produttivo del territorio, l’edizione di quest’anno introduce un’importante novità: la Menzione Speciale Unindustria “BenEssere d’impresa”. Questo riconoscimento è dedicato alle aziende associate a Unindustria che hanno avviato e implementato politiche virtuose di sostenibilità, individuando criticità e opportunità di miglioramento per la propria comunità.
Si tratta di progettualità capaci di generare ricadute positive dirette su lavoratori, territori e utenti finali, in perfetta aderenza con il pilastro social degli standard di rendicontazione Esg (Environmental, social, governance).
L’obiettivo di questa nuova categoria è dimostrare in modo ancora più tangibile come l’impresa possa farsi generatrice di valore sociale condiviso e coesione comunitaria, ponendo la dignità umana, il benessere organizzativo e l’inclusione al centro del proprio modello di sviluppo.
Un dialogo continuo e strutturato per il futuro
In definitiva, costruire un’eredità che genera futuro significa scommettere su un dialogo continuo e strutturato tra sistema economico, espressione culturale e società civile. È con questa profonda consapevolezza che celebriamo venticinque anni di impegno: tenendo lo sguardo sempre rivolto alle nuove generazioni, al valore delle nuove competenze e alla capacità di fare rete.
Nel percorso verso un rinnovato umanesimo industriale, guidato dagli alti richiami contenuti nel documento pontificio “Magnifica Humanitas” che ci esorta a rimettere la centralità della persona umana al centro di ogni progresso, la cultura e l’impresa socialmente responsabile devono camminare fianco a fianco per ricostruire legami di comunità. Solo dimostrando che l’empatia e la responsabilità civile sono le uniche risposte possibili alle urgenze del nostro presente, la sostenibilità smetterà di essere una semplice dichiarazione di intenti per diventare l’impalcatura reale e concreta del nostro domani.
La XXV edizione del Premio Anima si terrà a Roma, nella splendida cornice della Terrazza Caffarelli in Campidoglio, martedì 10 novembre 2026 alle ore 18.00.
Per conoscere tutti i dettagli, maggiori info a questo link.

