Le imprese culturali italiane, riunite agli Stati Industriali della Cultura, chiedono al Governo di riconoscere il valore industriale del comparto. Con 60 miliardi di fatturato e oltre 309mila occupati, il settore sollecita più investimenti, incentivi e una cornice normativa capace di sostenerne crescita e competitività.
Nel discorso per la Festa del Lavoro a Pontedera, il Presidente della Repubblica richiama il ruolo strategico dell’industria italiana. Innovazione sostenibile, competitività europea e lavoro le direttrici per rafforzare la crescita.
La strategia in quattro pilastri della Commissione Ue per rafforzare l’offerta abitativa, mobilitare risorse pubbliche e private e sostenere crescita, lavoro e attrattività dei territori.
Il rapporto fra mercato e intervento pubblico è entrato in una fase nuova. Non è una tendenza soltanto italiana, ma globale. Se l’Europa non sarà capace di adottare una politica industriale coordinata, corre il rischio di produrre una competizione distorta fra i singoli Stati. Se ne parla nell’ultimo numero della Rivista di Politica Economica
Nelle scorse settimane sono arrivate rassicurazioni dal ministero delle Imprese e del Made in Italy circa la pubblicazione entro il mese di giugno. Nel frattempo gli ordini delle imprese che producono beni strumentali si mantengono bassi e, più in generale, la crescita della produttività delle aziende italiane resta frenata. Anche in Europa diversi fattori rischiano di determinare una involuzione degli investimenti
Le classi dirigenti dovrebbero concentrarsi sui punti di forza invece che su aspetti ideologici che esasperano le fragilità del continente. L’Europa deve rafforzare il Mercato Unico e favorire la crescita di imprese di dimensioni sufficienti da poter competere con quelle americane o cinesi. La Transizione 5.0 può aiutare in questa direzione, ma – in assenza di eurobond – i paesi dovranno sostenere singolarmente gli investimenti privati
A giugno circa 400 milioni di cittadini sceglieranno i nuovi rappresentanti al Parlamento europeo. Un appuntamento di estrema rilevanza che determinerà le politiche comunitarie dei prossimi cinque anni, nelle quali la competitività deve tornare al centro dell’agenda politica di Bruxelles. Il messaggio dell’industria europea
Piccola Industria conclude il 2023 forte dei buoni risultati del Pmi Day, che per la quattordicesima edizione sfiora la cifra record di 50mila partecipanti. Al contempo il dibattito sui temi caldi non si ferma e su questo numero approfondiamo le sfide per le Pmi tra il lavoro che cambia e un mondo sempre più instabile
Conclusi, a Roma, i lavori della quinta edizione del Forum economico franco-italiano tra le rappresentanze industriali dei due paesi. Secondo il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, Francia e Italia possono assumere “un ruolo decisivo in Europa sia per costruire un tessuto industriale ancora più solido, sia per rafforzare la coesione”
I nostri competitor sono gli Stati Uniti e la Cina, che, pur avendo sistemi politici ed economici molto diversi tra loro, sono entrambi più veloci rispetto all’Unione europea. Non dobbiamo dividerci, ma portare avanti una visione unitaria perché i sistemi produttivi del Vecchio Continente sono fortemente interdipendenti