
Diversificare per dare nuovi indirizzi industriali alle conoscenze acquisite. In altre parole, Esatek, azienda che da più di trent’anni si occupa dello sviluppo di applicazioni informatiche e di automazione industriale, ha scelto di cercare anche strade alternative per reinvestire il know how acquisito negli anni, vissuti da protagonista soprattutto nel settore dell’automotive.
Dall’impiantistica all’automotive: l’evoluzione imprenditoriale di Esatek
Di casa a Pignataro Interamna, in provincia di Frosinone, la Pmi laziale ha così rimodulato il proprio impegno in corso d’opera, rinunciando di fatto a continuare a lavorare con alcuni grossi player del mercato automobilistico per concentrarsi sulla ricerca di più profittevoli spazi d’azione commerciale. Come sottolinea il fondatore e presidente del consiglio di amministrazione, Tonino Tomassi:
“Da quasi vent’anni abbiamo deciso di fare questo passo e devo dire che ha portato ottimi dividendi. Ha tolto non pochi problemi gestionali e ci siamo inoltre accorti che l’azienda ha le capacità per viaggiare al meglio pure nei periodi di crisi, quando le commesse vengono centellinate e indirizzate solo verso quelle realtà industriali, come la nostra, in grado di garantire la massima affidabilità”.
Nel periodo in cui Esatek è stata partecipata da un’azienda ben addentro al settore dell’automotive, l’impresa del frusinate ha avuto la possibilità di frequentare ambiti legati all’impiantistica come sub fornitore. Un passaggio decisivo per inserirsi concretamente in un mondo che al tempo offriva grandi prospettive e ritorni.
“Prima di creare Esatek la mia formazione tecnica si era sviluppata proprio nel campo automobilistico e perciò sono riuscito ad accrescere ulteriormente quelle competenze che in seguito si sono rivelate importanti per attirare l’attenzione di brand d’alto profilo. E quindi, nel ruolo di sub appaltatori abbiamo progressivamente allargato il raggio d’azione e il nostro peso specifico in più ambiti”.
L’espansione nel ramo siderurgico
Sempre nell’ottica di farsi trovare pronti a sfruttare le possibilità che si presentano lungo la propria traiettoria industriale, Esatek sta facendo passi avanti anche in un altro settore piuttosto promettente. “È quello in cui hanno un ruolo primario le macchine forgiatrici, utilizzate in particolare nella siderurgia ma pure in contesti diversi. Le stiamo sviluppando per conto di una holding tedesca e sappiamo che sono già apprezzate pure al di fuori dei confini italiani. Le seguiremo a breve, visto che il prossimo step del progetto legato alle macchine forgiatrici prevede una nostra più assidua presenza all’estero”.

Il fondatore e presidente del consiglio di amministrazione di Esatek, Tonino Tomassi
Diversificare per rispondere ai cambiamenti di mercato
Con così tanti rami di specializzazione, Esatek non ha mai smesso di focalizzarsi sulla formazione e le competenze. Prosegue infatti Tomassi:
“Non ho mai cambiato idea sul fatto che sia utile continuare ad acquisire nuove competenze, in primo luogo per evitare di essere pericolosamente agganciati a un unico mercato. Oltretutto nell’automazione le occasioni vengono spesso da sé, a patto si disponga delle conoscenze per poter rispondere al meglio alle necessità dei clienti. Della farmaceutica, invece, non ci siamo ancora interessati sia perché al momento non ne abbiamo bisogno, sia per la grande complessità che presenta la compliance di settore”.

La sala di controllo per l’automazione industriale.
Per quanto riguarda poi l’intelligenza artificiale e le sue apparentemente infinite applicazioni, il fondatore di Esatek ha un punto di vista molto preciso. “In azienda siamo restii a mettere nelle mani dell’Ia i nostri progetti di realizzazione. Personalmente sono parecchio dubbioso sul suo utilizzo a livello progettuale, a meno che non si prenda in considerazione solo la capacità di trattare i dettagli. Penso comunque che pure tra qualche anno non riuscirà a surrogare l’uomo, perché alla fine dei conti non è affatto intelligente. Al momento noi umani siamo più efficienti, insomma”.
Prospettive future: cosa aspettarsi da Esatek
Nel frattempo, in casa Esatek si guarda ai nuovi progetti. Mantenendo sempre i piedi ben ancorati a terra.
“Non so cosa accadrà nell’immediato futuro, considerata l’evoluzione, gli spostamenti di forze che stanno caratterizzando gli ultimi anni sul nostro pianeta. Di sicuro stanno cambiando i poli della conoscenza e dell’economia, ma spero che alla fine troveremo anche questa volta un equilibrio”.
Intanto nel quartier generale di Pignataro Interamna si continua a esplorare, parallelamente al mondo delle macchine forgiatrici, quello dell’oledinamica. Chiude Tonino Tomassi:
“Ripeto, abbiamo intenzione di proseguire a guardarci attorno, ma senza voler per forza aggredire ambiti industriali che non fanno al caso nostro. In un certo senso stiamo navigando a vista come fanno in questo momento parecchie imprese italiane. Questo non è necessariamente un male, perché si possono materializzare opportunità che magari in precedenza non avevi la necessaria attenzione per riuscire a cogliere”.

