
Ogni minuto guadagnato può fare la differenza tra la vita e la morte. Questo il concetto fondante alla base del progetto Smart Ambulance, la nuova medicina d’emergenza in grado di far diventare l’ambulanza il primo reparto mobile di un ospedale sfruttando la tecnologia 5g. L’iniziativa è a cura di Bourelly Group in partnership con CoRiTeL (Consorzio di Ricerca sulle Telecomunicazioni), Tim Enterprise e con il patrocinio dell’Unione Industriali Napoli.

Il tavolo di presentazione del progetto Smart Ambulance l’8 ottobre 2026 scorso presso l’Unione industriali di Napoli.
La presentazione si è tenuta l’8 ottobre 2026 scorso presso l’Unione industriali di Napoli e nell’occasione, dopo il saluto del presidente Vittorio Genna, sono stati spiegati ai presenti i motivi per cui l’ambulanza non possa essere considerata più soltanto un mezzo di soccorso. Con il progetto Smart Ambulance, grazie alla connettività ultraveloce e alla bassissima latenza della rete 5g di Tim, le ambulanze sono ormai capaci di portare le competenze degli specialisti direttamente sul luogo dell’emergenza.
Un nuovo ecosistema sanitario digitale
I valori di Smart Ambulance traspaiono pienamente dalle parole dell’amministratore unico di Bourelly Health Service, Guido Bourelly:
“Il progetto Smart Ambulance punta a sviluppare un ecosistema sanitario digitale, nel quale ambulanza, centrale operativa, medico, ospedale e territorio siano costantemente collegati. Attraverso sistemi di connettività ad alte prestazioni, è possibile trasmettere in tempo reale dati e informazioni cliniche quali Ecg, parametri vitali, immagini diagnostiche, monitoraggio multiparametrico e flussi video ad alta definizione”.

Il presidente Vittorio Genna e l’amministratore unico di Bourelly Health Service, Guido Bourelly
In questa prospettiva, il mezzo di soccorso diventa un vero punto sanitario mobile della rete territoriale.
“La prospettiva industriale è quella di integrare competenze sanitarie e tecnologiche italiane con grandi operatori delle telecomunicazioni e dell’innovazione, sviluppando un modello esportabile anche sui mercati internazionali. Con Smart Ambulance si ha una chiara evidenza dell’importanza di fare sistema. L’integrazione tra conoscenza operativa di un’impresa del territorio, ricerca applicata di un consorzio e potenza infrastrutturale di grandi partner tecnologici, promossa con un impegno puntuale dell’Unione industriali Napoli, è il presupposto per la nascita di piattaforme tecnologiche complesse e competitive”.
Il vantaggio tecnologico di Smart Ambulance
L’innovazione di questa realtà dipende dal fatto che sarà possibile effettuare un teleconsulto in tempo reale: comunicazione video Full Hd tra l’équipe a bordo e il medico da remoto, con telecamera interna e bodycam per una vista ravvicinata della scena.
La diagnosi parte prima dell’arrivo in ospedale: Ecg, parametri vitali e biomarkers rilevati a bordo, come la troponina, sono visibili subito agli specialisti, con il supporto di analisi in corso, come lo screening neurologico Fast per l’ictus e l’eco fast bed side per la valutazione rapida del cuore, polmoni e organi addominali.
Per quanto riguarda la cartella clinica integrata (Fse), le informazioni del paziente, dove disponibili, sono consultabili nello stesso ambiente digitale dei dati raccolti durante l’intervento. Un altro fattore chiave è l’assistente Ia a supporto del medico, un avatar basato su intelligenza artificiale aiuta a consultare i dati, sintetizzare il contesto e predisporre il report, sempre sotto il controllo del professionista sanitario.
Infine, grazie ai Report e al passaggio di consegne, al termine dell’intervento il sistema produce una sintesi che il medico può rivedere e correggere prima dell’archiviazione, garantendo continuità informativa tra ambulanza e ospedale.
Accessi al pronto soccorso: in Italia il 68% dei casi non sono emergenze
Il business si posiziona in un contesto sociosanitario molto complesso, dove urge proporre soluzioni che snelliscano gli accessi al pronto soccorso. Come ha sottolineato il direttore scientifico di Bourelly Healt Service, Nicolino Esposito infatti:
“In Italia si calcolano circa 18,27 milioni di accessi ai pronto soccorso ogni anno, di cui il 68% sono codici bianchi e verdi. La spesa totale per il pronto soccorso è stimata in circa 3,5 miliardi di euro e il costo medio per accesso è di circa 192 euro, con un’attesa media per ricovero di circa 31 ore. Dal XIV Congresso Nazionale Simeu di Napoli emerge poi che 9 strutture di pronto soccorso su 10 oggi risultano sottorganico. Solo l’11% infatti dichiara di avere personale adeguato e l’89% di queste deve ricorrere a soluzioni tampone per coprire i turni, tra medici gettonisti, prestazioni aggiuntive e contratti libero-professionali”.

