
Tutelare le nuove generazioni di imprenditori e imprenditrici in Italia, evitando la dispersione di competenze e stimolando la proliferazione di nuove imprese sul territorio. È la priorità che i Giovani imprenditori di Confindustria sottopongono al Governo, richiamando l’attenzione sulla fuga di cervelli, e di talenti, che da anni ormai attanaglia il Paese.
Perdere le nuove generazioni di imprenditori e imprenditrici è una situazione che danneggia il grado di innovazione italiano. Pregiudicando, così, il suo sviluppo. Le nuove generazioni infatti:
“sono le nostre terre rare. Dobbiamo fare di tutto per valorizzarle, creare le condizioni perché possano trovare un futuro nel nostro Paese, trattenendo e attraendo talenti, mettendo al primo posto il merito”.
Ad affermarlo, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, è Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, parlando dei giovani.
“È da loro”, aggiunge, “che arrivano le idee e i progetti più innovativi ed è l’innovazione, insieme alla digitalizzazione, ad aumentare la competitività e la produttività del paese“.
Giovani imprenditori e imprenditrici: la situazione in Italia
In Italia trovare lavoro è letteralmente un’impresa. Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’Italia è il paese che in Europa registra il più basso tasso di occupazione giovanile (47,6%), contro la media Ue del 65,6%.
Se guardiamo però ai giovani imprenditori under 35, la fotografia che emerge dal report è di un paese in cui le nuove generazioni vogliono fare impresa. Si parla di circa 2 milioni di under 30 attivi nell’imprenditoria giovanile, dato per cui l’Italia si piazza al 15° posto nella Ue per numero di giovani imprenditori e imprenditrici. Il sostegno economico è in questo scenario fondamentale.
“È importante”, prosegue Anghileri, “sostenere chi ha un’idea e stimolare la nascita di nuove imprese in Italia. Sarebbe una spinta a invertire la tendenza del calo di giovani imprese in Italia”.
Un elemento preoccupante secondo l’Anghileri, che fotografa un paese dove manca la fiducia per il futuro.
Imprese giovanili al Sud: ogni anno 100mila giovani lasciano il Mezzogiorno
Il rischio è che senza fiducia, e sostegni economici, le eccellenze italiane trovino possibilità altrove.
“Ci sono cento ragazzi al giorno, spesso qualificati, che vanno fuori dall’Italia e 42 aziende under 35 che chiudono o delocalizzano”, spiega la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, “Ogni anno oltre 100mila giovani lasciano il Mezzogiorno per andare al Nord. In questo contesto fa riflettere la misura di una flat tax al 7% nel Sud per i pensionati che arrivano dall’estero. Facciamo misure come questa e non facciamo, invece, niente per trattenere i ragazzi che abbiamo formato”.

Lecchese, classe 1987, Maria Anghileri è presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria da novembre 2024
Il dialogo con le istituzioni, allora, deve ripartire dalla presa di coscienza sulle difficoltà oggettive che i e le più giovani riscontrano nel fare impresa. “Abbiamo già attivato un confronto con gli under 40 di tutte le forze politiche. Ci aspettiamo che dalla politica ci sia una profonda presa di coscienza del problema. Disperdere la risorsa giovani vuol dire ritardare l’innovazione, restare indietro nella sfida digitale, nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale” conclude la presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria.

