
La manifattura italiana si conferma uno dei principali pilastri della crescita del Paese. La necessità di rafforzare la competitività europea e l’urgenza di valorizzare il lavoro di donne e giovani sono alcuni dei temi al centro dell’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che a Pontedera, in occasione della Festa del Lavoro, ha tracciato una linea chiara sulle priorità economiche e industriali dell’Italia.
Manifattura pilastro della crescita del Paese
“L’industria è pilastro dell’Italia. Quella manifatturiera contribuisce al Pil nazionale nella misura del 15%, seconda in Europa, ottava nel mondo. La manifattura italiana è veicolo fondamentale e motore di crescita”, ha dichiarato il Capo dello stato richiamando il peso del settore e invitando a superare una lettura ancorata al passato.
La traiettoria indicata è quella di un’innovazione “basata sulla sostenibilità”, definita come elemento guida per rafforzare la resilienza delle imprese in un contesto globale sempre più complesso.
Europa, nodo competitività e integrazione
Accanto al quadro nazionale, Mattarella ha richiamato il tema della competitività europea, messa sotto pressione dalle tensioni internazionali. “Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo”. Da qui la necessità di accelerare sull’integrazione e sul completamento del mercato interno: “Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni”.

Pontedera – Il Presidente Sergio Mattarella visita lo stabilimento Piaggio, oggi 30 aprile 2026.
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione)
Un passaggio che si inserisce nel dibattito europeo sul rafforzamento della base industriale e sulla necessità di orientare gli investimenti verso i settori a maggiore potenziale di crescita. “È tempo di visione. Non di misure di corto respiro. È tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”, ha sottolineato ancora Mattarella.
Lavoro, leva per la crescita
Nel discorso emerge anche il tema del lavoro, letto come fattore decisivo per sostenere sviluppo e coesione. “Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse”, spiega ancora il Presidente che, tra queste, individua in particolare il contributo di donne e giovani, come leva strategica ancora da valorizzare pienamente.
“La prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne”, mentre “l’altro punto critico da intendere come ‘riserva’ di potenziale sviluppo da attivare è il lavoro dei giovani”.
Nel messaggio del Presidente emerge una linea coerente: rafforzare la manifattura come motore della crescita, investire in innovazione sostenibile e colmare i divari che frenano il mercato del lavoro. Una traiettoria che lega competitività industriale e sviluppo nel medio-lungo periodo.

