
Il 22 aprile la Commissione ha presentato la Comunicazione Accelerate Eu, che definisce un pacchetto di misure per rispondere ai recenti aumenti dei prezzi dei combustibili fossili e rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione. Tra gli interventi è prevista anche un’accelerazione della transizione verso fonti domestiche e a basse emissioni. Gli obiettivi di Accelerate Eu includono la protezione dei consumatori e dell’industria dai picchi di prezzo, nonché accelerare l’elettrificazione e sviluppo di energia prodotta localmente.
Transizione energetica: la Commissione stima 660 miliardi di euro fino al 2030
L’iniziativa, richiesta dal Consiglio europeo di marzo e illustrata il 22 aprile dai vicepresidenti Teresa Ribera (Transizione), e Dan Jørgensen (Energia), combina interventi di breve periodo. Il fine è contenere l’impatto dei prezzi su famiglie e imprese, con azioni strutturali per ridurre l’esposizione dell’Ue ai mercati energetici globali e rafforzarne la resilienza. Il fabbisogno complessivo per la transizione energetica è stimato dalla Commissione in circa 660 miliardi di euro l’anno fino al 2030.

“Le scelte che facciamo oggi influenzeranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani”, ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sottolineando come la strategia per la decarbonizzazione rimane la priorità Ue per garantire il futuro del Continente.
Trattandosi di una Comunicazione, c’è un “però”: le misure proposte non sono vincolanti e rimandano a norme che dovranno essere approvate nei prossimi mesi. Il documento, a ogni modo, è stato discusso dai Capi di Stato e di Governo in occasione del Consiglio europeo informale del 23 e 24 aprile.
Accelerate Ue: le principali proposte avanzate
Sono diverse le proposte avanzate da Bruxelles per agevolare i Paesi membri nella transizione energetica. Già da maggio 2026, per esempio, sarà lanciata una proposta mirata a ridurre la pressione fiscale sull’energia per le industrie energivore e i settori produttivi più in difficoltà.
Le misure contenute da Accelerate Ue, però, propongono diversi approcci. Tra questi:
- Coordinamento a livello Ue: rafforzamento del coordinamento tra Stati membri sul riempimento degli stoccaggi gas, eventuali rilasci di scorte petrolifere e gestione delle emergenze. È previsto un ruolo più attivo dei gruppi di coordinamento gas e petrolio per garantire una visione comune della situazione;
• Monitoraggio dei carburanti: con l’istituzione di un “Fuel Observatory” europeo per monitorare produzione, importazioni, esportazioni e livelli di stock dei carburanti. L’obiettivo è individuare rapidamente eventuali criticità e supportare misure mirate, anche in caso di emergenza;
• Misure temporanee di sostegno: possibilità per gli Stati membri di introdurre strumenti mirati (sostegni al reddito, voucher energetici, riduzione delle accise sull’elettricità per i consumatori vulnerabili). La Commissione prevede inoltre un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per consentire interventi di emergenza a favore dei settori economici più esposti;
• Elettrificazione: entro l’estate 2026 è prevista la presentazione di un “Electrification Action Plan”, che dovrebbe includere un target di elettrificazione e misure per rimuovere le barriere nei settori industriale, dei trasporti e degli edifici. È richiamata anche l’attuazione del piano sugli investimenti nei carburanti sostenibili, in particolare per l’aviazione;
• Reti e infrastrutture: l’accelerazione dell’elettrificazione è accompagnata da un rafforzamento delle infrastrutture di rete. La Commissione sottolinea la necessità di completare rapidamente il negoziato sul Grids Package e di attuare pienamente la normativa esistente. Tra le azioni immediate, figura il repowering di impianti rinnovabili esistenti (eolico, offshore e idroelettrico) per aumentare rapidamente la capacità disponibile;
• Fiscalità e oneri: annunciata una futura proposta legislativa su oneri di rete e tassazione energetica, con l’obiettivo, tra gli altri, di rendere l’elettricità fiscalmente più favorevole rispetto ai combustibili fossili;
• Investimenti e strumenti finanziari: oltre al richiamo alle risorse Ue disponibili (in particolare Rrf e fondi di coesione) e al ruolo degli investimenti privati, la Commissione prevede: - l’organizzazione, tra Q2 e Q3 2026, di un “Clean Energy Investment Summit” per accelerare il finanziamento privato (con focus su storage, ricarica, elettrificazione e carburanti sostenibili);
- o un esercizio di coordinamento con gli Stati membri per riallocare e accelerare l’utilizzo dei fondi Ue verso investimenti energetici ad impatto rapido (tra cui pompe di calore, rinnovabili, batterie, infrastrutture e misure contro la povertà energetica);
- o la possibilità di ulteriori semplificazioni per facilitare il dispiegamento dei fondi;
- o lo sviluppo di strumenti finanziari standardizzati e nuovi modelli di business per sostenere efficienza energetica ed elettrificazione, in particolare per le Pmi;
- o il rafforzamento delle iniziative su carburanti sostenibili, inclusa un’asta europea da €2 miliardi per eSAF.

