
Stati Uniti, Sud America e Europa sono il bacino più consolidato da cui arrivano i turisti che vogliono visitare l’Italia. Gli attuali equilibri geopolitici non destabilizzano il settore turistico che, però, sta già ripensando a nuove rotte e strategie che possano mantenere attivi i flussi nel Bel Paese.
“Non abbiamo contezza di cali in questo momento, quindi ci auguriamo che questa guerra possa finire per tante ragioni, inclusa quella turistica, e non dia un impatto negativo in quello che sarà l’andamento della nostra estate e autunno”. È quanto ha affermato la presidente di Federturismo-Confindustria Marina Lalli, interpellata a margine del convegno “Investire nel turismo italiano. Capitali, strategie e prospettive di crescita”, organizzato dalla stessa federazione a Roma e al quale è intervenuto anche il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.
Fondamentale mantenere attivo il turismo americano
Sono i turisti americani il segmento su cui più si concentra l’attenzione nella prossima stagione turistica italiana. Quanto agli allarmismi dei giorni scorsi lanciati, secondo Marina Lalli, da alcuni media su un possibile calo dei turisti statunitensi, Lalli ha detto che “sappiamo è che il turista americano è per noi importantissimo, è quello che spende di più, quindi ovviamente mantenerlo è fondamentale. I nostri tour operator, le nostre agenzie di viaggio si stanno adoperando per questo, ma anche le nostre strutture direttamente, quindi siamo confidenti che riusciremo ad avere anche i turisti americani in questa nostra prossima stagione turistica ben presenti e anche, ci auguriamo, ben spendenti”.
Costruire nuove rotte. “Compenseremo eventuali cali con i turisti dagli Usa, Sud America ed Europa”
Resta il nodo però dei flussi dal Far East, che rappresenta “sicuramente un problema perché, comunque noi avevamo delegato ormai tutte le rotte per arrivare con una sosta nel Golfo”. La presidente di Federturismo-Confindustria ha comunque riconosciuto che “Sono stati molto bravi anche loro a porsi come punto di raccordo, facendo degli investimenti importanti in ottimi aeroporti, ottime compagnie aeree. Per noi è veramente un problema, perché creare dall’oggi al domani nuove rotte non è così facile. Ricordiamoci poi che dal Covid molte delle rotte con l’Asia non erano poi ripartite con la stessa frequenza”. Quindi, ha concluso Lalli “quello che potrebbe mancare è proprio quel tipo di turismo, che ci auguriamo di compensare ovviamente con i turisti europei, ma anche con gli americani del Nord e Sud. Per esempio i turisti brasiliani sono molto importanti. Quindi se quest’anno dovesse davvero essere un problema l’Asia, lavoreremo su altri mercati”.
Stop burocrazia: al settore turistico servono più fondi
Per fronteggiare la situazione in cui verte l’Italia sul fronte turistico, la presidente Lalli ha comunque illustrato una serie d’interventi che già stanno prendendo piede. “Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha già iniziato molto velocemente a mettere in pratica ad esempio un coordinamento più serrato con il
Mimit. Non possiamo che essere positivi nei suoi confronti”.
Quanto ad altre richieste del settore, Lalli ha precisato che “servono più fondi per il turismo e un andamento più snello quando si vogliono fare investimenti nel settore. La burocrazia rappresenta un freno fortissimo che ci lascia indietro”.

