
La filiera aerospaziale punta in orbita, mentre quella aeronautica solca rotte sicure. Entrambi i comparti crescono infatti in maniera sostanziosa secondo quanto emerge dalla prima mappatura della filiera aerospaziale italiana, realizzata congiuntamente dal Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (Ctna) e da Confindustria, presentata il 27 aprile al Mimit.
Il lavoro, realizzato con il coinvolgimento dei distretti regionali e delle sedi territoriali di Confindustria, ampliando significativamente il perimetro di rilevazione rispetto alle analisi precedenti, evidenzia come la filiera aerospaziale italiana e quella aeronautica siano cresciute del 63% e del 30% rispetto al 2021.
Una rilevazione che restituisce la dinamicità delle imprese del settore e il valore generato nelle sedi operative regionali, distinguendo tra competenze consolidate ed emergenti. Tra le principali aree coinvolte dall’indagine figurano l’aeronautica (aerostrutture, motori, avionica, Mro, sistemi radar, Rpas) e lo spazio (satelliti, comunicazioni sicure, robotica, infrastrutture spaziali, servizi su dati satellitari).
Filiera aerospaziale e aeronautica: 80% sono Pmi
Nel 2024 la filiera aerospaziale ha registrato 21,4 miliardi euro di fatturato complessivo di cui il 5% investito in R&D, con 54.300 addetti e una base industriale costituita all’80% da Pmi.
Rispetto al 2021, l’espansione del comparto aerospaziale e aeronautico è evidente, con un trend in costante crescita: il segmento spaziale cresce del +63% in termini di fatturato (da 1,9 a 3,1 mld) e del +51% per numero di addetti rispetto al 2021. Quanto all’aeronautica, le stime parlano di un +30% di fatturato (da 14,1 a 18,3 mld) e un +17% di addetti.
L’indagine Ctna e Confindustria
Basata su dati raccolti tramite contatto diretto con le imprese e validati per la componente finanziaria in collaborazione con Intesa Sanpaolo, la mappatura restituisce un quadro quantitativo e qualitativo dell’ecosistema aerospaziale nazionale, evidenziandone dimensioni, distribuzione territoriale e profilo tecnologico.
Introduce inoltre un approccio innovativo nella lettura territoriale, basato sul valore generato nelle sedi operative regionali.
Il campione analizzato comprende 38 grandi imprese, 220 Pmi, 18 start-up, 38 enti di ricerca e 24 università. Per la prima volta, la filiera viene classificata secondo tassonomie tecnologiche internazionali (Ecare ed Esa), distinguendo tra competenze consolidate ed emergenti. La rilevazione, su base volontaria, è ampia e rappresentativa seppur non esaustiva dell’intera filiera.
Il Ctna riunisce 15 distretti regionali, 2 grandi imprese (Leonardo, Avio Aero) 3 istituti di ricerca nazionali (Cnr, Cira, Ingv), la federazione industriale di settore Aiad e l’Agenzia Spaziale Italiana.
Marsiaj (Confindustria): “Settore solido e competitivo, ma le politiche industriali sono da rafforzare”
L’Italia si conferma uno dei pochi Paesi con una filiera completa, in grado di coprire tutti i livelli: dai grandi integratori fino ai fornitori di componenti e servizi. Il settore, inoltre, si presenta come un’infrastruttura industriale distribuita sul territorio nazionale: Campania, Lazio, Lombardia e Piemonte concentrano il 74% degli addetti aeronautici; mentre Lazio, Lombardia e Piemonte l’81% degli addetti nel segmento spaziale.
“I risultati di questa mappatura rappresentano un passaggio fondamentale per la piena consapevolezza del valore strategico della filiera aerospaziale italiana“, ha sottolineato Giorgio Marsiaj delegato per l’Aerospazio di Confindustria. “I dati evidenziano un settore solido, competitivo e in crescita, ma soprattutto mettono in luce la necessità di rafforzare ulteriormente le politiche industriali, gli investimenti in innovazione e l’integrazione tra imprese, ricerca e sistema formativo. È per questo che, come Sistema Confindustria e in coordinamento con le Istituzioni, stiamo lavorando a un progetto strutturato di rafforzamento della filiera: per sostenerne la crescita, favorire l’aggregazione e allargare la base a soggetti nazionali in grado di complementare le capacità tecnologiche e manifatturiere esistenti. Una logica di Sistema Paese che supera i confini dei singoli territori perché le opportunità dei prossimi anni si colgono insieme, e vogliamo continuare a essere uno dei principali sistemi industriali del settore a livello globale”.

Giorgio Marsiaj, delegato di Confindustria per l’Aerospazio e presidente e ceo di Sabelt
“Il percorso di mappatura avviato dal Cluster nel 2021, con l’obiettivo di costruire una conoscenza strutturata e condivisa della filiera aerospaziale nazionale, anche grazie al contributo di validazione dei dati da parte di Intesa Sanpaolo, si rafforza oggi con la preziosa collaborazione di Confindustria, che ha consentito di ampliare la base di analisi e la penetrazione nei territori”, ha evidenziato invece Cristina Leone, Presidente del CTNA, “Il Cluster svolge un ruolo centrale nel connettere i distretti aerospaziali italiani, imprese, PMI, università e centri di ricerca, contribuendo a consolidare un ecosistema integrato e competitivo, pienamente inserito nelle catene del valore europee e internazionali. Un dinamismo confermato dai dati, che evidenziano il valore strategico del settore aerospaziale per il sistema Paese: un comparto che integra industria e ricerca, genera innovazione e rappresenta un pilastro della crescita, della competitività del Made in Italy e del posizionamento dell’Italia nelle grandi filiere globali”.

