
Il cloud non rientrerà tra gli strumenti sottoposti alle agevolazioni dell’Iperammortamento 4.0. Una decisione incomprensibile per Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria delle imprese dell’high tech digitale, incompatibile con la strategia di digitalizzazione delle imprese italiane. Soprattutto, anacronistica.
Si pensi che il mercato del cloud in Italia ha raggiunto nel 2025 il valore di 8,13 miliardi di euro, in aumento del +20% rispetto al 2024 (Fonte: Osservatorio Digital Innovation Politecnico di Milano). Escludere il software in cloud dall’Iperammortamento finisce così per danneggiare gli investimenti che le imprese potrebbero compiere in un settore in forte crescita, in direzione opposta e contraria all’innovazione che vorrebbero accogliere: a perderci sono soprattutto le Pmi.
“L’esclusione delle soluzioni software in cloud dal nuovo iperammortamento 4.0 pare incompatibile con una strategia di digitalizzazione delle imprese italiane, con un impatto particolarmente rilevante sulle piccole e medie imprese, per le quali i modelli as-a-service rappresentano spesso la modalità principale di accesso al software e ai servizi digitali“, avverte Anitec-Assinform.
Integrare il cloud nelle imprese: l’80% usa modelli as a service
Sottrarre il modello as a service alle imprese è come togliere un pilastro delle loro infrastrutture digitali. Concorda anche Marco Nocivelli, vice presidente di Confindustria per le Politiche industriali e il Made in Italy, per cui “oggi l’as a service è la modalità prevalente con cui le imprese italiane adottano software e servizi digitali e vale l’80% del mercato del cloud. Senza i software non si può realizzare la transizione digitale”.
In quest’ottica è comprensibile come la firma del decreto attuativo sul nuovo iperammortamento sia stata accolta sì con entusiasmo, perché attesa da cinque mesi, ma anche con perplessità dalle associazioni di categoria. A partire da Anitec-Assinform, per cui l’esclusione del cloud è “una scelta che indebolisce significativamente l’Allegato B”, cioè “escludere dalla misura la modalità oggi prevalente di adozione del software e dei servizi digitali da parte delle imprese“. Solo nel 2025 le imprese del settore Ict che hanno acquistato servizi di cloud computing di livello intermedio o avanzato sono aumentate del 68,1% (rispetto al 2023, Fonte: Istat).
Ignorare questo scenario, depotenziando l’utilità del cloud, sarebbe “una discontinuità netta rispetto all’impostazione consolidata dei fondi 4.0 dal 2019 a oggi”, sottolinea ancora l’associazione. “L’attuale formulazione del decreto attuativo vanifica quanto di buono era stato costruito con quegli aggiornamenti, riportando di fatto la struttura dello strumento all’impostazione del 2016, quando il mercato cloud era ancora marginale”.
Il baricentro strategico per la transizione tecnologica delle Pmi
Il decreto attuativo Med-Mimit, firmato lunedì 4 maggio, in queste ore è sotto esame al Senato. Per Anitec-Assinform sono ore decisive per correggere il tiro e integrare nelle agevolazioni del dl fiscale quegli strumenti necessari alle imprese per un’effettiva transizione tecnologica: al testo sono stati infatti presentati emendamenti per reintrodurre la modalità di erogazione a canone dei beni immateriali, tra cui il software in cloud appunto.
La decisione di estromettere il cloud dall’iperammortamento è per l’associazione “una scelta difficile da comprendere dal punto di vista tecnologico e strategico. Si afferma con continuità che tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la cybersecurity siano strategiche per il Paese, eppure”, prosegue Anitec-Assinform, “si esclude dal perimetro dell’incentivo la modalità con cui quelle tecnologie vengono prevalentemente erogate sul mercato”. Penalizzando in particolare le pmi, “il risultato è uno strumento che non è allineato alle modalità con cui le imprese realizzano concretamente i propri investimenti digitali”. Anitec-Assinform sottolinea anche che “i timori di impatto sul bilancio pubblico sono difficilmente giustificabili: storicamente, la voce ‘beni immateriali 4.0’ ha cubato poco più dell’1% del totale dei fondi erogati nell’ambito della misura”.

Il presidente di Anitec-Assinform, Massimo Dal Checco.
“Le imprese“, commenta il presidente di Anitec-Assinform, Massimo Dal Checco, “hanno bisogno di strumenti coerenti con l’evoluzione del mercato per programmare gli investimenti in innovazione. Le soluzioni as-a-service sono oggi centrali nei processi di trasformazione digitale: escluderle dall’iperammortamento significa rendere lo strumento inefficace proprio dove il mercato si è già mosso. Gli emendamenti al dl Fiscale che reintroducono l’agevolabilità dei canoni SaaS rappresentano l’ultima occasione per correggere il tiro: ci auguriamo che il Parlamento la colga”.

