
Sostenere il talento femminile nei percorsi universitari scientifici e contribuire a ridurre il divario di genere nelle competenze più strategiche per l’innovazione e la competitività del Paese. È questo l’obiettivo della quarta edizione di “Women in STEM”, il bando promosso dalla Fondazione Giuseppina Mai di Confindustria, con il supporto di partner di Sistema, tra associazioni confindustriali e imprese.
Per l’anno accademico 2026/2027 il bando mette a disposizione 13 borse di studio del valore di 3.000 euro (lordi) ciascuna, destinate a studentesse iscritte al primo anno di un corso di laurea magistrale in discipline STEM, cioè Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. L’iniziativa nasce per accompagnare le giovani più meritevoli nel completamento del percorso di studi e favorire il loro ingresso in ambiti professionali ad alto contenuto tecnologico, sempre più centrali per la crescita del sistema produttivo.
Un sostegno al talento femminile nelle discipline STEM
Tra le novità di questa edizione c’è l’ampliamento della platea dei partner. Accanto alle associazioni del Sistema Confindustria partecipano infatti anche nuove imprese associate, a conferma della capacità del progetto di radicarsi progressivamente sul territorio e di affermarsi come una vera iniziativa nazionale di Sistema.
Una rete più ampia consente non solo di rafforzare il sostegno economico alle studentesse, ma anche di creare connessioni più dirette con il mondo delle imprese, della ricerca applicata e dell’innovazione. Il coinvolgimento di soggetti diversi, uniti da un obiettivo comune, rafforza inoltre il valore collettivo dell’iniziativa e la sua capacità di incidere concretamente sui percorsi formativi e professionali delle giovani.
L’iniziativa si inserisce in un contesto nel quale il divario di genere nelle discipline tecnico-scientifiche resta ancora marcato. Secondo i dati recenti di AlmaLaurea, le donne rappresentano ormai la maggioranza dei laureati in Italia, ma continuano a essere sottorappresentate nei percorsi STEM. La distanza è rilevante anche in prospettiva occupazionale, perché proprio queste competenze sono tra le più richieste dalle filiere industriali e dai settori a maggiore potenziale di sviluppo.
Con “Women in STEM”, la Fondazione Giuseppina Mai intende, quindi, intervenire su un passaggio decisivo: sostenere le studentesse non solo nell’accesso ai percorsi scientifici, ma anche nella prosecuzione degli studi magistrali, contrastando il rischio di abbandono e favorendo la costruzione di carriere qualificate nel campo dell’innovazione e della tecnologia.
Chi può partecipare e quali sono i requisiti
Possono candidarsi le studentesse regolarmente iscritte al primo anno in corso di una laurea magistrale STEM, erogata in presenza o online, rientrante tra le classi individuate dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Tra i requisiti richiesti, l’aver conseguito la laurea triennale entro il 31 dicembre 2025 con una votazione non inferiore a 106/110 e una media ponderata degli esami almeno pari a 27/30. È inoltre necessario presentare un ISEE 2026 non superiore a 37.000 euro e non aver già ricevuto altre borse di studio per il medesimo corso di laurea.
La domanda di partecipazione dovrà essere presentata esclusivamente online entro il 30 settembre 2026, attraverso il form indicato nella pagina dedicata al bando. Alla candidatura dovranno essere allegati il curriculum vitae, la certificazione o autocertificazione relativa alla laurea triennale con l’elenco degli esami sostenuti e la media ponderata, l’attestazione ISEE, una lettera motivazionale sulla scelta del percorso STEM ed eventualmente la descrizione di tirocini curriculari o extracurriculari svolti presso aziende o enti.
L’elenco delle vincitrici sarà pubblicato sul sito di Confindustria entro il 3 novembre 2026.
Oltre la borsa di studio: mentorship e collegamento con le imprese
Il percorso non si esaurisce nel contributo economico. Durante gli studi, le vincitrici potranno beneficiare di iniziative di mentorship curate dai partner del Sistema Confindustria, con il coinvolgimento di associazioni, imprese e ricercatrici.
In questo modo, il bando punta a costruire un ponte concreto tra formazione universitaria, competenze scientifiche e mondo del lavoro.
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