
Trasformare la nuova stagione di investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza in una leva di sviluppo industriale per il Paese. Con questo obiettivo Confindustria ha lanciato “Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza” il nuovo progetto dedicato alla costruzione e al rafforzamento delle filiere industriali strategiche italiane.
La piattaforma digitale proprietaria, sviluppata da Confindustria, è stata presentata mercoledì 24 giugno, presso l’Auditorium della Tecnica, per favorire scouting, profilazione e matching industriale tra imprese. L’obiettivo è rendere visibili competenze, capacità produttive e specializzazioni presenti nel sistema industriale italiano, creando nuove opportunità di collaborazione lungo le catene del valore.

Presentazione della piattaoforma Confindustria, “Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza”
L’evento ha posto l’attenzione su un comparto che nei prossimi anni sarà tra i principali motori della crescita del tessuto produttivo europeo. Presente all’evento il ministro delle Imprese e del Made In Italy e dell’Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo, Adolfo Urso. Tra i relatori anche Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti; Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale Leonardo; Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale Fincantieri; Riccardo Procacci, Amministratore Delegato Avio Aero.
Ricerca e sviluppo prioritari per crescere
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha ribadito quanto iniziative come Connext Filiere siano fondamentali per lavorare a una crescita strutturale del Paese:
“Quello di oggi è un dibattito sulla politica industriale. L’obiettivo Nato della spesa in difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 non è solo un traguardo finanziario: deve essere uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. Questa decisione, infatti, impone una strategia nazionale capace di trasformare tale scelta in un’opportunità per costruire un piano industriale di lungo periodo per il Paese in cui gli investimenti si traducano in innovazione, competenze, occupazione qualificata e competitività”.

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini
Il leader degli industriali ha trattato poi l’importanza nel trattenere know how e professionalità di punta nel Paese. Vale soprattutto per la manifattura, vale più di tutto sulla capacità di essere attrattivi per settori “maturi” come quello dell’aerospazio e difesa, che per tradizione e autorevolezza hanno la capacità per essere competitivi anche con i big player internazionali:
“La cosa da evitare è che gli investimenti finiscano all’estero. Per il nostro sistema delle imprese è prioritario generare crescita in Italia, puntando su ricerca e sviluppo a livello nazionale, nella consapevolezza che gli investimenti nei settori dell’aerospazio e della difesa generano sempre importanti ricadute dual use, con applicazioni strategiche anche in ambito civile. L’Europa e l’Italia devono capire che solo sostenendo con risorse adeguate le loro filiere strategiche saranno in grado di non perdere la grande sfida che ci lanciano Stati Uniti e Cina. Germania, Francia e Spagna, infatti, stanno rafforzando le proprie basi industriali. La Spagna, secondo i dati Sipri, tra il 2024 e il 2025 ha aumentato del 50% le spese nel comparto e negli ultimi 9 anni queste sono passate dal 1,1% del Pil nel 2016 al 2,1% nel 2025. Noi non possiamo rimanere indietro”.
Lo spazio come dimensione industriale italiana
L’Italia parte da una base industriale già consolidata. Secondo la mappatura realizzata da Ctna – Il Cluster tecnologico nazionale aerospazio – e Confindustria, il settore aerospaziale nazionale vale oltre 21,4 miliardi di euro di fatturato, impiega 54.300 addetti e investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo. La filiera è composta per oltre l’80% da piccole e medie imprese altamente specializzate e diffuse su tutto il territorio nazionale.
Il valore delle Pmi, come tasselli fondamentali del mosaico che compone il settore aerospazio e difesa, è emerso anche dall’intervento del ministro Urso.
“La forza italiana sta nella sua filiera, che unisce grandi campioni nazionali, Pmi altamente specializzate, startup innovative e distretti industriali diffusi in sedici regioni del Paese. Per questo abbiamo messo in campo 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per rafforzare l’ecosistema spaziale nazionale e sostenerne la crescita. Il programma Artemis, con Luca Parmitano pilota della missione Artemis III e il modulo abitativo lunare sviluppato a Torino dall’industria italiana, è una dimostrazione concreta del ruolo che il nostro Paese può svolgere nei programmi più avanzati a livello internazionale”.

Da sinistra, Giorgio Marsiaj (vice Presidente Aerospazio Confindustria); Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini; il presidente di Piccola Industria Confindustria, Fausto Bianchi.
Crescita industriale in pillole: perché puntare al 3,5% di spesa per la difesa
Il raggiungimento dell’obiettivo Nato del 3,5% del Pil per la difesa entro il 2035 potrebbe tradursi, per l’Italia, in un incremento cumulato del Pil pari al +3% (+51 miliardi) grazie a un effetto moltiplicativo stimato intorno a due volte il valore degli investimenti, questo a patto che destiniamo l’aumento della spesa alle filiere del nostro tessuto produttivo.
Qualora, invece, decidessimo di rivolgere gli investimenti strategici importando dall’estero la crescita cumulata non supererebbe lo 0,9% del Pil. Si prevede, inoltre, una forte crescita della produttività, con un valore aggiunto dell’industria che aumenta più del Pil (+6,5%) e traina occupazione (+2,1%) ed entrate fiscali, oltre a generare importanti ricadute tecnologiche sull’intero sistema produttivo.
Il progetto guarda sia alla space economy che ai comparti della difesa, della cybersecurity, dell’aeronautica civile e della cantieristica, settori accomunati da elevata intensità tecnologica e da una crescente integrazione tra applicazioni civili e militari. Nella space economy, ad esempio, la produttività supera del 65% la media nazionale e il nuovo documento strategico di settore prevede risorse per 7,8 miliardi di euro entro il 2028. Il mercato italiano della cybersecurity invece vale oltre 2,2 miliardi di euro e cresce a ritmi superiori al 12% annuo.

Da sinistra, Cristina Leone (Presidente Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio); Fausto Bianchi (Presidente di Piccola Industria Confindustria); Maria Anghileri (Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria)
Pmi, crescita dimensionale e filiere strategiche
Uno degli elementi centrali del progetto è il coinvolgimento delle Pmi. Per Confindustria, il rafforzamento della filiera passa dalla capacità di accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale, aggregazione, accesso al credito e partecipazione ai grandi programmi industriali e tecnologici. In questo contesto, Connext Filiere punta a rafforzare le connessioni tra Pmi e capifiliera, favorendo una maggiore integrazione delle imprese lungo le catene del valore dei settori aerospazio, difesa e sicurezza.
“Piccola Industria ha scelto di sostenere Connext Filiere perché i mercati dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza rappresentano un’opportunità concreta per le piccole imprese: sfidanti per definizione, spingono all’innovazione e alla competitività”, ha dichiarato il presidente di Piccola Industria Confindustria, Fausto Bianchi, intervenuto all’evento.

Fausto Bianchi, presidente di Piccola Industria Confindustria
Rievocando i 4 asset strategici del suo mandato (territori, identità, rappresentanza e crescita), Bianchi ha inoltre sottolineato come il progetto sia strettamente legato all’obiettivo di rafforzare la dimensione competitiva delle imprese:
“L’obiettivo di crescita dimensionale, per linee interne o per aggregazione, che il progetto si pone è uno dei temi centrali di questo mandato di presidenza. Stiamo parlando della prima sperimentazione di un modello di relazione tra capifiliera e imprese della filiera che, se avrà successo, potrà essere replicato in altri settori”.
Dai territori alle filiere: il ruolo decisivo delle Pmi
Se la presenza delle Pmi nel comparto è già ampia e diffusa, la sfida è rafforzarne il ruolo all’interno delle catene del valore e dei grandi programmi industriali. Partecipare alla crescita dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza non rappresenta soltanto un’opportunità per le singole imprese, ma una leva di sviluppo per i territori e per l’intero sistema produttivo nazionale. Il contributo delle Pmi al comparto è fondamentale: si pensi che in Italia 31.000 da imprese da 20 a 50 dipendenti danno un contributo all’export di 53 miliardi di euro.
In questa prospettiva, Piccola Industria intende coinvolgere il sistema associativo e le realtà territoriali per rafforzare la coesione delle filiere e favorire una politica industriale sempre più vicina alle esigenze delle piccole imprese. Come sottolineato dal presidente Bianchi:
“Le aziende che rientrano nella fascia tra 10 e 100 dipendenti rappresentano il nostro ecosistema di riferimento. In Italia le filiere coinvolgono 17 milioni di addetti, a fronte di 500mld di contribuzione al dato complessivo del Pil, e tantissime migliaia di Pmi. È andando sui territori che si capisce davvero l’importanza della piccola media impresa e la loro importanza nel tenere insieme i distretti industriali: non è solo un esempio di coesione sociale, ma anche la necessità di immaginare uno sviluppo per quei territori. Per noi Connext Filiere è allora un’opportunità che permette di attenzionare progetti, strumenti, incentivi e policy e far sì che siano concepiti non solo per le medie imprese, ma soprattutto per le piccole. L’imprenditore deve sapere che questo progetto sarà utile per costruire una politica industriale orientata al territorio”.
Una visione condivisa anche da Giorgio Marsiaj, vice presidente di Confindustria per l’Aerospazio:
“Senza Pmi forti non esiste una filiera forte. In uno scenario internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra sistemi produttivi, Confindustria punta a svolgere un ruolo sempre più operativo nel favorire connessioni industriali, investimenti e sviluppo dimensionale delle imprese. La sfida non è creare una filiera da zero, ma valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per l’intero Sistema Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera, per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, valorizzando l’intero ecosistema industriale nazionale”.

Giorgio Marsiaj, Vice Presidente Aerospazio Confindustria
Aerospazio, difesa e sicurezza rappresentano la prima applicazione concreta della piattaforma Connext Filiere. Dopo il convegno di lancio del 24 giugno, il progetto proseguirà con una serie di appuntamenti territoriali nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello ad altre filiere strategiche.

