
Il gusto per la massima qualità. Senza deroghe, tutelando sempre le aspettative di una clientela che non tollererebbe cambi di rotta potenzialmente capaci di stravolgere una tradizione ormai consolidata. Il successo di Caffè Guglielmo, storica azienda di casa a Copanello di Stalettì, in provincia di Catanzaro, continua a passare per l’indiscusso pregio di quei chicchi di caffè provenienti da tanti angoli del pianeta. Piccole gemme di sapore che vengono tostate nello stabilimento a due passi dal mar Jonio, prima di diventare miscele inimitabili da un punto di vista organolettico.
Caffè Guglielmo: 80 anni di tradizione del caffé
Arrivata nel 2025 a un fatturato di 17 milioni di euro e potendo fare affidamento su 47 dipendenti, la pmi calabrese prosegue a muoversi nel solco tracciato ormai un’ottantina d’anni fa dal capostipite Guglielmo Papaleo. Ancora in corso la Seconda Guerra mondiale, l’imprenditore decise di lanciare la sua linea di produzione, vendita e degustazione di caffè. Così racconta il consigliere delegato di Caffè Guglielmo, Matteo Tubertini:
“L’obiettivo primario è fare bene il nostro lavoro, selezionando materie prime all’origine per portare nelle case o al bar quegli aromi che nel tempo hanno contribuito a fidelizzare i clienti. Siamo anche estremamente attenti al packaging, come pure a mantenere alto il grado d’innovazione indispensabile per stare costantemente al passo con i tempi”.
Tra tradizione e innovazione, nello specifico l’azienda ha introdotto un nuovo modo per rendere sempre più sicura la conservazione del prodotto attraverso una valvola protettiva salva freschezza.

La storica azienda Caffè Guglielmo, di casa a Copanello di Stalettì, in provincia di Catanzaro
Le rotte del Caffè Guglielmo: il sapore italiano conquista la Corea del Sud
Potendo disporre di sedi strategiche a Bologna, Roma e Milano, Caffè Guglielmo cerca di rendere ancora più capillare la presenza del suo marchio all’interno dei confini nazionali.
Oggi infatti, il 65% del fatturato viene da Calabria e Sicilia, mentre il 20% dal resto d’Italia e il 15% dall’estero. Nel frattempo il perimetro commerciale dell’azienda del catanzarese si è ulteriormente ampliato: dopo aver messo piede a Londra, in altre parti d’Europa e, oltreoceano, a Boston, il caffè prodotto a Stalettì è decisamente il più amato in Corea del Sud, territorio dove sono state aperte numerose caffetterie monomarca considerato il tangibile gradimento riscontrato.
“Se in precedenza i coreani bevevano in particolare il cappuccino, ora si sono ulteriormente raffinati e preferiscono quell’espresso di cui vanno pazzi. Nel mondo, poi, ci sono tanti calabresi che hanno un legame sentimentale con il nostro caffè. In ricordo delle loro origini non ne possono proprio fare a meno”.
Parallelamente, l’espansione delle sedi di distribuzione situate in Portogallo, Svizzera, Repubblica Ceca è indice un aumento significativo dell’interesse all’estero verso Caffè Guglielmo, apprezzato sempre più anche dalla gente del posto.
Il segreto imprenditoriale di Caffè Guglielmo
Ma qual è il segreto che c’è dietro le torrefazioni proposte ai consumatori dalla storica pmi calabrese? Spiega Tubertini che:
“Essenziale, per le varie miscele che portiamo sul mercato, è trovare il giusto equilibrio tra robusta e arabica, sempre in nome nella massima qualità. Un compito complesso, considerato che, per esempio, esistono arabiche per palati fini che non trovano un meritato riscontro tra la clientela”.
Se poi volessimo trovare una best practice a cui l’azienda si ispira, prosegue il consigliere delegato, c’è un solo punto di riferimento a cui Caffè Guglielmo guarda con ispirazione: Illy.
“Per noi rappresenta un brand che non ha mai rinunciato a cercare materie prime al top di gamma, evitando di infilarsi in dinamiche poco soddisfacenti legate a battaglie sul prezzo. Scelte che anche noi non abbiamo alcuna intenzione di fare”.
Infatti, la produzione di Caffè Guglielmo si avvale principalmente di tre mercati selezionati per rifornirsi: Sud America, Sud-Est asiatico ed Africa. È nel Sud America, in particolare, che si trovano chicchi pregiati in Paesi come Equador, Honduras, Indonesia, Camerun, Costa d’Avorio ed Etiopia.
“Per mantenere il livello del prodotto su standard molto alti, selezioniamo accuratamente in ogni area caffè in grado di sorprendere a ogni sorso. Lo facciamo tenendo ben a mente quali caratteristiche organolettiche siano necessarie per soddisfare il gusto, ormai esperto, soprattutto dei consumatori di lunga data”.
Il piacere del caffè nel “pacco da giù”
Il caffè è uno di quei piaceri che non può mancare mai nelle tavole e case degli italiani. Soprattutto se rappresenta un’abitudine a cui molte persone sono costrette a rinunciare per spostarsi lontani o in altri paesi, lontani dalle terre d’origine. Caffè Guglielmo ha pensato però a un modo per “colmare le distanze” e far sentire a casa i suoi clienti affezionato.

I chicchi selezionati di Caffè Guglielmo
L’azienda con quartier generale a Copanello di Stalettì ha lanciato così sul mercato pure il cosiddetto “pacco da giù”: una selezione di caffè dedicata a chi si è dovuto spostare lontano da casa per lavoro o studio, che vede già centinaia di richieste, provenienti soprattutto dall’e-commerce. Sottolinea Tubertini:
“Negli ultimi quattro, cinque anni siamo cresciuti in maniera esponenziale, in alcuni frangenti pure a tripla cifra percentuale”.
Una dimostrazione di come anche la formazione dei baristi del territorio e la strategia imprenditoriale, siano un aspetto fondamentale nella programmazione quotidiana all’interno di Caffè Guglielmo.
Competenze e formazione, l’ingrediente segreto di una torrefazione competitiva
Un fattore chiave dell’espansione di Caffè Guglielmi riguarda sicuramente la preparazione, come racconta Matteo Tubertini.
“Se si vuole far toccare con mano a questi professionisti legati al caffè il nostro Dna, i corsi di formazione sono indispensabili. Molti di loro li hanno già seguiti, altri lo faranno a breve, ma posso dire che i baristi italiani partono tutti da un buon livello di preparazione, a differenza di quelli all’estero”.
In prospettiva futura, infine, la pmi del catanzarese si propone di fare altri passi verso una ancora più compiuta integrazione tra passato e futuro nel settore della torrefazione. L’obiettivo è puntare in modo concretamente su progetti innovativi, continuando a dare visibilità e garantire il giusto sviluppo anche alla catena di franchising avviata ultimamente.

