
In Calabria il lavoro c’è e quando le opportunità si manifestano, i giovani calabresi sono pronti a coglierle. È questo il messaggio che arriva dal primo Career Day organizzato da Unindustria Calabria al Polo Fieristico “Giovanni Colosimo” di Catanzaro, una due giorni di incontri che ha fatto registrare una partecipazione ben oltre le aspettative, con migliaia di giovani presenti e una risposta significativa anche da parte del mondo produttivo. Un segnale importante per un territorio che continua a interrogarsi su occupazione, formazione e capacità di trattenere competenze.
Numeri, quelli della prima edizione, che raccontano con chiarezza la portata dell’iniziativa: oltre 4.000 visitatori in due giornate, più di 1.100 prenotazioni ai colloqui one to one, 135 tra imprese partecipanti, enti di formazione, ITS e università, 3 panel di approfondimento e un workshop dedicato agli studenti. Una partecipazione ampia, con una forte presenza di ragazzi arrivati da tutta la regione, che conferma il bisogno reale di occasioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Un ponte tra imprese e giovani
Per il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, il Career Day rappresenta molto più di un semplice evento fieristico.
«È una manifestazione rivoluzionaria che va coltivata, fertilizzata e portata avanti. I numeri record raccontano un’altra storia rispetto alla narrazione tradizionale: quella di un’economia sana, viva, che investe, innova, compete e si presenta ai giovani. Ma anche i giovani si sono presentati alle imprese».
Ferrara ha poi sottolineato come il lavoro vero inizi ora, nella fase successiva all’evento. Bisognerà infatti comprendere quanti inserimenti lavorativi potranno nascere da questi incontri e analizzare con precisione il mismatch tra i profili richiesti dalle aziende e quelli effettivamente disponibili, coinvolgendo scuole, università, ITS e istituzioni in un percorso comune di costruzione delle competenze.
Mazzuca: “Il Sud non è un deserto industriale”
Tra gli interventi istituzionali più significativi anche quello di Natale Mazzuca, vicepresidente nazionale di Confindustria con delega alle Politiche di Sviluppo per il Mezzogiorno.
«La presenza di tanti ragazzi e di tante aziende dimostra che il Sud non è un deserto industriale. Ci sono imprese, ci sono antenne per lo sviluppo e c’è un sistema che vuole ridurre la distanza tra formazione e mondo del lavoro. La priorità è abbattere il mismatch, perché lì si gioca la possibilità di trasformare l’offerta di lavoro in occupazione vera».
Un messaggio che si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo del Mezzogiorno nel sistema produttivo nazionale e sulla necessità di rafforzare il dialogo tra imprese e formazione.
Piccola Industria, investire sui giovani significa investire sul territorio
Anche Fortunato Rizzo, presidente di Piccola Industria di Unindustria Calabria, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il sistema produttivo regionale.
«La partecipazione registrata dimostra che in Calabria esistono energie, competenze e giovani pronti a mettersi in gioco, quando vengono create occasioni concrete di incontro con le imprese», ha spiegato.
Per Rizzo, il Career Day rappresenta un passaggio di particolare rilievo soprattutto per il mondo delle piccole e medie imprese, chiamate sempre più spesso a confrontarsi con il tema del capitale umano e della difficoltà di reperire competenze.
«Per la Piccola Industria calabrese, investire sui giovani significa investire sulla competitività, sulla permanenza dei talenti e sul futuro della Calabria».
Università e imprese, il ruolo degli atenei calabresi
Tra i segnali più forti emersi dal Career Day anche la presenza compatta del sistema universitario regionale, con i tre principali atenei calabresi coinvolti nel confronto con imprese e studenti. Un segnale concreto della volontà di rafforzare il dialogo tra formazione superiore e fabbisogni del mercato del lavoro.
Per Gianluigi Greco, rettore della Università della Calabria, il Career Day è stato «un evento importantissimo che parla di una Calabria differente», capace di mettere in connessione giovani, imprese e competenze. Una lettura condivisa anche da Giovanni Cuda, alla guida della Università Magna Graecia di Catanzaro, che ha definito l’iniziativa «straordinaria», sottolineando la necessità di creare una sinergia sempre più strutturata tra istituzioni, università e sistema produttivo.
Sulla stessa linea anche Massimo Lauria, prorettore della Università Mediterranea di Reggio Calabria, che ha parlato di una «linea di non ritorno», evidenziando la necessità di mettere in rete strumenti, competenze e opportunità per sostenere sviluppo, innovazione e occupazione qualificata in Calabria.
Occhiuto: “Un’altra Calabria è possibile”
Entusiasta anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha evidenziato il valore civico dell’iniziativa.
«È molto bello che Unindustria Calabria abbia voluto organizzare questo incontro. È un gesto di grande responsabilità civile da parte degli imprenditori calabresi. Le oltre 1.000 richieste di colloqui mostrano che un’altra Calabria è possibile, capace di produrre lavoro e di offrire ai giovani delle ragioni concrete per restare».
Un’affermazione che restituisce forse il senso più autentico della manifestazione. Perché a Catanzaro non si è parlato soltanto di occupazione, ma della possibilità concreta, per molti giovani, di costruire il proprio futuro in Calabria senza essere costretti a cercarlo altrove.
A dispetto di una narrazione che spesso associa il Mezzogiorno alla fuga dei talenti, da questa due giorni è emersa anche un’altra storia: quella di imprese che cercano competenze e di ragazzi pronti a mettersi in gioco senza lasciare la propria terra.

