
Se la chiave del successo ottenuto negli ultimi 40 anni può essere individuata nella visione innovativa applicata al mondo dei trasporti, il futuro di Trans Italia è ancora più radioso nel segno della multimodalità.
Con 200 milioni di euro di fatturato nel 2025 e 650 dipendenti, le prospettive di crescita di Trans Italia si prospettano ancora più ricche, grazie a progetti legati a quella multimodalità che porta con sé vantaggi anche sul piano della sostenibilità ambientale ed economica. Di casa a Fisciano, in provincia di Salerno, ma potendo contare su 15 filiali italiane e 20 estere, a partire dal 1984 la Pmi campana ha iniziato a strutturarsi come un’azienda tanto ambiziosa, quanto attenta, a non fare mai il passo più lungo della gamba, seguendo una traiettoria industriale estremamente congrua e progressiva.
Logistica intermodale, trasporti sostenibili e inclusivi
“L’idea alla base del nostro progetto di crescita è da subito stata pensare in modo differente a come spostare le merci, non limitandoci cioè al trasporto su gomma”, spiega Luigi D’Auria, titolare e vice presidente del consiglio di amministrazione di Trans Italia. “Dal 1997, in sinergia con il Gruppo Grimaldi, abbiamo così iniziato a spedire da Salerno a Barcellona e poi su Valencia tramite nave, sfruttando le grandi potenzialità delle prime ‘autostrade del mare’. Una traiettoria commerciale arricchita negli anni da molti altri collegamenti con porti internazionali che hanno finito per sviluppare con ancora maggiore forza il trasporto intermodale, logistica che viene messa a terra attraverso l’utilizzo di almeno due tipi di vettori tra nave, treno e camion”.
Un percorso integrato pure con il trasporto ferroviario, soprattutto dalle sedi del Nord Italia verso il Nord Europa, alimentando i flussi tanto da andare nella direzione della multimodalità. Un’ulteriore evoluzione in grado, seguendo i progetti Green Corridor di abbassare del 70% le emissioni di CO₂. “Una ventina d’anni fa abbiamo anticipato i tempi della sostenibilità economica e, dopo la maturazione dei mercati su certi temi, anche quelli dell’ambientale e del sociale”, prosegue D’Auria, “In quest’ultimo ambito, per esempio, Trans Italia ha recepito i desideri del personale viaggiante non contento di stare fuori per tanto tempo. Non li abbiamo insomma messi davanti alla scelta se privilegiare il lavoro o la famiglia, dando sostanza a una cultura d’impresa maturata seguendo anche gli input trasmessi da una clientela esigente e industrialmente al passo con i tempi”.
Verso l’elettrico e la sostenibilità ambientale
Mentre l’approccio al mercato e la filosofia di Trans Italia restano orientate a risolvere ogni complessità, l’azienda del salernitano continua a investire sulle varie modalità di trasporto con l’obiettivo di ridurre le cosiddette attività di “primo e ultimo miglio”. “Inoltre stiamo rendendo sempre più green il nostro parco macchine, già da qualche tempo alimentato dal bio gas e ultimamente anche dal bio diesel”, chiarisce D’Auria, “L’evoluzione ci sta portando pure verso l’elettrico, tutte cose che vanno nella direzione di una sostenibilità reale”.

L’azienda del salernitano continua a investire sulle varie modalità di trasporto con l’obiettivo di ridurre le cosiddette attività di “primo e ultimo miglio.
Parallelamente, l’azienda sta cercando di sottrarre dalle strade sempre più camion. “Quando nel 1997 presero il via i collegamenti marittimi tra Italia e Spagna, erano solo una ventina i veicoli trasportati per nave e i viaggi duravano mediamente 4 giorni. Adesso invece ci vogliono circa 36/48 ore per le destinazioni più lontane, oltretutto riuscendo a far sì che un numero stimabile di 550 camion a viaggio non saturino le strade d’Europa, evitando così potenziali incidenti, l’usura dei mezzi e altre problematiche collegate alla cura dell’ambiente”.
Benessere sul lavoro: le persone al centro
Nel frattempo, in Trans Italia si studiano interventi capaci di migliorare la vita del personale, provando a renderla più bilanciata oltre che meno rischiosa durante le ore di lavoro. “Una delle principali direttrici da seguire nel nostro modo di fare impresa è garantire il benessere di chi lavora in azienda. Tra le iniziative prese, spicca l’uso di auricolari integrati con la piattaforma digitale presente sui veicoli così da avere in tempo reale dati sulla salute del personale viaggiante. In questo modo possiamo accorgerci di eventuali problemi cardiovascolari, come anche di quelli pressori”.
Infine, in chiave futura, la dinamica Pmi con quartier generale a Fisciano ha intenzione di continuare a sviluppare un tipo di multimodalità, se possibile, ancora più avanzato alzando l’asticella degli obiettivi aziendali. “In progetto, sempre in collaborazione con il Gruppo Grimaldi, abbiamo un collegamento tra la Turchia e l’Europa. Scelta sicuramente innovativa, visto che in questo caso diventa centrale nell’operazione un Paese terzo. Inoltre, riducendo a 300-350 chilometri il transito su strada, per esempio sulla linea tra Milano e il Portogallo, ci stiamo anche preparando a gestire il fatto che nel prossimo quinquennio si verificherà una pesante carenza di certe figure professionali, autisti su tutte. Quindi, l’unica soluzione percorribile per non subire seri contraccolpi sarà quella di aumentare il trasporto intermodale”, conclude Luigi D’Auria.

