
Sono circa 4 miliardi di euro i benefici stimati di cui godranno le imprese dell’Unione europea grazie all’accordo commerciale Ue-Mercosur. Grazie al Trattato, atteso il 1° maggio 2026 in via provvisoria, l’Ue sarà il primo partner della regione latinoamericana e l’Italia secondo partner europeo dell’area: un traguardo che Confindustria ha deciso di celebrare il 24 aprile, presso la propria sede, con il primo “High-level meeting on Italy-Mercosur economic relations”, a cui hanno partecipato le principali organizzazioni industriali e con i rappresentanti dei paesi Mercosur (Argentina, il Brasile, il Paraguay e l’Uruguay).
L’evento, pensato per rafforzare il dialogo e il clima di collaborazione tra le imprese coinvolte dal Trattato, si inserisce a pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore in via provvisoria del Trattato Ue-Mercosur, un accordo interinale che disciplinerà gli accordi commerciali tra i Paesi coinvolti, con benefici sostanziali per le imprese, consumatori e agricoltori che operano su scala internazionale.
“L’accordo Mercosur non è solo uno scambio commerciale, ma la volontà di fare crescere, con le migliori tecnologie, la nostra area e la loro area, lavorare insieme proprio per far crescere i prodotti. Con le associazioni industriali dei Paesi Mercosur abbiamo cominciato a scrivere una roadmap delle cose da fare insieme: io credo che questa sia per l’Europa e per l’Italia un’ottima opportunità di interscambio”, ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini durante l’evento “High-level meeting on Italy-Mercosur economic relations”, appuntamento che si pone come un’opportunità per trasformare l’accordo Ue–Mercosur in opportunità concrete per le imprese.
Oltre al Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, hanno presenziato l’evento la Vice Presidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti Barbara Cimmino, nonché i rispettivi Presidenti delle associazioni industriali Mercosur: Ricardo Alban (President, CNI-Confederação Nacional da Indústria do Brasil), Leonardo García (President, CIU-Cámara de Industrias del Uruguay), Martin Rappallini (President, UIA-Unión Industrial Argentina) e Carlos Insfran Micossi (Vice President, UIP-Unión Industrial Paraguay).
L’accordo Mercosur: benefici diretti e ambizioni commerciali
Sono trascorsi 25 anni di negoziati affinché l’Unione Europea e i paesi del Mercosur giungessero a un accordo. Il 1° maggio 2026, finalmente, questi sforzi culmineranno in un’intesa di ampia portata e alto livello di ambizione per le imprese di entrambi le aree. Grazie all’accordo Mercosur, l’Ue diventa il primo partner della regione latinoamericana per numero di intese commerciali e pone le basi per assicurare l’approvvigionamento di minerali critici, come litio e rame, favorendo la creazione di nuove catene del valore strategiche per lo sviluppo tecnologico europeo.
La sfera d’intervento su cui interverrà l’accordo Mercosur copre il commercio di beni e servizi, investimenti, appalti pubblici, concorrenza, sostegno alle Pmi e sviluppo sostenibile. Con l’entrata in vigore provvisoria del testo normativo, dal 1° maggio 2026, subentreranno cambiamenti significativi negli scambi commerciali, con ripercussioni dirette sulle filiere produttive e sui costi per le imprese.
– Abbattimento dei dazi. In primis, dal 1° maggio scatteranno le riduzioni daziarie previste su oltre 10mila prodotti europei. Una fetta che corrisponde a quasi il 91% delle esportazioni, consentendo alle circa 8.000 imprese italiane attive verso il Mercosur di beneficiare di una maggiore integrazione commerciale in un mercato integrato di oltre 700milioni di potenziali consumatori. L’abbattimento dei dazi è fino al 35% su prodotti alimentari e macchinari, del 20% sui veicoli e del 18% su prodotti chimici, plastica, gomma e strumenti ottici.
– Tutela dei prodotti. È inoltre prevista la tutela dei principali prodotti alimentari italiani attraverso il riconoscimento di 57 indicazioni geografiche di provenienza, pari a un sesto delle 344 europee.
– Sostegno all’export italiano. Le nuove condizioni commerciali sosterranno la crescita dell’export italiano, pari a 7,5 miliardi di euro nel 2025, consolidando il ruolo dell’Italia come secondo partner europeo dell’area dopo la Germania e confermando, inoltre, un saldo commerciale positivo di circa 600 milioni di euro.
Maggior competitività per l’industria europea. Per l’industria europea l’eliminazione dei dazi comporterà risparmi annui stimati in circa 4 miliardi di euro. Ciò assicurerà maggiore competitività di prezzo ai prodotti esportati e produrrà benefici crescenti nel tempo grazie all’abbattimento tariffario progressivo.
– Mitigare gli impatti economici dell’import. Il miglioramento delle condizioni di importazione di beni e semilavorati favorirà inoltre non solo le esportazioni verso il Mercosur, ma anche la capacità di competere in altri mercati internazionali, contribuendo ad attenuare l’impatto delle crisi globali sull’economia europea. Per quanto riguarda l’import dal Mercosur, pari a 6,9 miliardi di euro nel 2025, l’accordo rafforza la cooperazione sugli standard qualitativi, garantendo che i prodotti destinati al consumo restino soggetti ai requisiti dell’Unione.
Mercosur, un’opportunità concreta per le PMI
In questo scenario, l’accordo assume una rilevanza particolare per il sistema delle piccole e medie imprese, tradizionalmente più esposte agli ostacoli di accesso ai mercati extra UE.
“L’accordo UE-Mercosur, in vigore dal 1° maggio, rappresenta un’opportunità concreta soprattutto per le PMI, perché riduce una delle principali barriere all’accesso a questi mercati: da un lato i dazi, dall’altro la complessità delle procedure. Parliamo di Paesi che per la Piccola Industria sono sempre stati percepiti come lontani, non solo geograficamente ma anche operativamente. Il capitolo dedicato alle PMI va nella direzione giusta, perché introduce strumenti di semplificazione e accompagnamento che possono favorire un aumento stabile delle relazioni commerciali e dell’internazionalizzazione”, ha dichiarato Fausto Mazzali, Vice Presidente per Mercati esteri e Rapporti internazionali di Piccola Industria Confindustria, a margine dell’incontro tra Confindustria e i rappresentanti dei Paesi Mercosur.
Come rafforzare la partnership Italia – Mercosur: la roadmap di Confindustria
Per rafforzare e rendere operativa la collaborazione con le associazioni industriali dei Paesi Mercosur, Confindustria ha pensato a un piano dedicato a consolidare il partenariato economico. Il piano punta alla valorizzazione delle competenze, filiere strategiche e strumenti a supporto dell’internazionalizzazione.
“Credo ci siano spazi immensi di collaborazione”, è intervenuto Orsini, richiamando il potenziale concreto dell’accordo, “Abbiamo oggi un interscambio di quasi 15 miliardi e i 4 miliardi in meno di dazi sui prodotti dell’Unione Europea ci daranno la possibilità di rafforzare ulteriormente l’interscambio delle merci”.
Un potenziale che si esprimerebbe nella modernizzazione del Trattato, che in questo modo potrebbe creare nuove opportunità per le imprese su entrambe le sponde. Tre le direttrici d’intervento a cui punta il piano, che con un approccio integrato combina formazione, promozione industriale e intelligence sui mercati.
Nuove traiettorie di cooperazione e percorsi formativi
L’obiettivo dell’accordo è estendere la collaborazione tra l’industria italiana e quella dei Paesi Mercosur anche al capitale umano. Un intento che è stato perseguito durante l’evento realizzando un incontro dedicato alla Luiss e Its Academy Lazio Digital: l’incontro era strutturato per esplorare nuove traiettorie di cooperazione su competenze, upskilling e percorsi formativi innovativi.
In parallelo, grazie al MoU tra Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda e Senai Cimatec, il polo tecnico-professionale della Confindustria brasiliana (Cni) punta a sviluppare una piattaforma formativa avanzata dedicata ai settori tessile, moda e pelletteria.
Promozione dei comparti strategici
È ai comparti più strategici che è dedicata la missione che Confindustria guiderà a settembre 2026. Dal 7 all’11 settembre, Confindustria sarà impegnata in una missione di sistema in Argentina e Brasile, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, per valorizzare le opportunità nei comparti transizione energetica, infrastrutture, farmaceutica, macchinari, agri-tech e digitale.
“La transizione energetica è tra i settori in cui avremo la massima complementarietà, perché tutti i Paesi del Mercosur hanno obiettivi ben definiti e sono fiduciosi che le tecnologie italiane e europee possano dare loro modo di accelerare. I loro piani sono chiari e questo fa ben sperare anche per la nostra transizione: vedremo su scala molto più ampia dinamiche già avviate in altri contesti”, ha sottolineato la vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti, Barbara Cimmino.
Inoltre, il 13 ottobre 2026 la Union Industrial Argentina organizzerà un Foro “Pymes” Italia–America Latina, pensato per favorire incontri diretti e iniziative congiunte tra imprese.
ExPAND: L’intelligenza dei dati al servizio dell’export
Confindustria ha presentato alle associazioni industriali dei Paesi Mercosur ExPAND, lo strumento digitale che permette di calcolare l’export potenziale per settore e mercato. L’obiettivo è metterlo a disposizione dei partner Mercosur, per impostare strategie di internazionalizzazione più efficaci e guidate dai dati.

