
Nei primi anni ’90, due cugini campani di Cava de’ Tirreni sono partiti da una piccola macchina da stampa per creare una storia industriale di successo: la tipografia Grafica Metelliana. Dal capannone stile “Silicon Valley” alla rete di vendita e diversificazione merceologica: come è cambiato il mercato e l’azienda.
Con il sogno di riuscire un giorno a poter avere una propria tipografia, nei primi anni ’90 due giovani cugini campani hanno dato il via ad una storia industriale di successo, percorso pluridecennale in grado di far arrivare la loro Grafica Metelliana (12 milioni di euro di fatturato nel 2025 e 64 dipendenti) a un livello sicuramente al di sopra delle migliori speranze. Partiti di fatto da zero, hanno avuto la lungimiranza necessaria per acquistare all’inizio una piccola macchina da stampa, passo a cui fece seguito la scelta che ha probabilmente aiutato a cambiare la narrazione della Pmi con quartier generale a Mercato San Severino, in provincia di Salerno.
“Entrando in un ambito direi sovraffollato, considerato che a Cava de’ Tirreni, da dove è partito tutto, a fronte di poco più di 50mila abitanti le tipografie erano in quel momento ben otto, c’era quindi assoluta necessità di differenziarci dagli altri”, spiega Gerardo Di Agostino, amministratore delegato di Grafica Metelliana, “Obiettivo inseguito puntando sull’offset più che sulla classica tipografia con i caratteri. Comprato un computer Macintosh, abbiamo fatto progressivamente breccia nel mercato e superato la concorrenza sfruttando il fatto che le innovazioni introdotte piacevano moltissimo alle agenzie di comunicazione da subito diventate i nostri più grandi sponsor”.
Primi passi da imprenditori: dal capannone stile “Silicon Valley” alla creazione della rete di vendita
Dinamiche premianti, capaci di dare ulteriore impulso a un’azienda che da quel momento in poi non si è più guardata indietro, collezionando una serie di tangibili riconoscimenti in un periodo in cui altri hanno cominciato a fare fatica. “Eravamo giovani e con il coraggio per indebitarci, crescere, essendo sempre un passettino avanti alla concorrenza in termini tecnologici. Poi messa su una piccola rete di vendita il lavoro è ulteriormente aumentato e il capannone che avevamo è diventato troppo piccolo per i nuovi flussi. A quel punto ci siamo guardati intorno e, non riuscendo a trovare un terreno in una zona con ormai pochissimi spazi liberi come quella di Cava de’ Tirreni, abbiamo infine deciso di spostarci a Mercato San Severino, dove i primi problemi, ma rientrati velocemente, sono arrivati solo con il Covid-19”.
Detto ciò, nel 2026 Grafica Metelliana può ancora essere inquadrata come una realtà dinamica, con in più quella voglia di differenziare il proprio impegno commerciale che non può mancare ad una Pmi di successo, soprattutto in questo momento storico. “Avere la possibilità di spaziare a piacimento dalla cartotecnica al packaging passando per le etichette adesive è il modus operandi necessario per essere sempre al passo con i tempi”, conferma Di Agostino, “Per quanto riguarda poi l’inventiva, beh questa non ci manca di certo: anche chi vuole mettere in commercio qualcosa di particolare sa che, per esempio, siamo molto bravi nel creare dal nulla un packaging estremamente attrattivo”.
Cambiare per evolvere: l’impatto della diversificazione merceologica e del confronto generazionale
Anche se siamo solo esecutori di quello che ci chiedono”, prosegue, “E dipendiamo dal tipo di indirizzo che le agenzie di comunicazione danno al cliente, noi di Grafica Metelliana siamo capaci di muoverci con la stessa competenza nel settore alimentare, tra cui cantine vinicole e campo dolciario, ma anche nella cosmetica, avendo il vantaggio operativo di essere attrezzati per operare in maniera verticale, mentre la maggioranza dei competitor possono farlo solo orizzontalmente”.
Avviato negli ultimi anni un progressivo cambio generazionale all’interno dell’azienda con l’entrata in scena delle nuove generazioni della famiglia, per la realtà grafica di base nel salernitano è adesso diventato fondamentale concentrarsi sul riuscire a mantenere un buon equilibrio all’interno dell’impresa. “Il problema delle vocazioni è sentito pure da queste parti, dove se prima della pandemia non avevamo turnover, adesso invece qualche dipendente è andato via. Ammetto che inizialmente questa situazione mi aveva fatto dispiacere, ma ora ho metabolizzato questi addii. L’importante penso sia seguire i ragazzi lungo il loro percorso di inserimento e crescita professionale, facendo allo stesso tempo capire a chi è già dentro il progetto quanto la proprietà tenga a fargli vivere al meglio le ore lavorative”.
Costretta già nei mesi passati a fare i conti con l’aumento del 10-15% dei prezzi prospettato dai fornitori, Grafica Metelliana non ha comunque pensato di mettere in stand by i propri piani per il futuro, finendo invece per programmare a breve un investimento da cinque milioni di euro nel settore Label. “Ci prepariamo a stampare anche etichette adesive a bobina, insomma, per oli, vini, birre e tutto ciò che è imbottigliato. A partire da metà maggio si aprirà così un nuovo mercato e in questa ottica stiamo già montando in azienda macchine specifiche, molte delle quali provenienti dall’estero”, conclude Gerardo Di Agostino.
Sergio Torrisi







