
Tanto unica quanto poco conosciuta, la figura professionale dell’avvisatore marittimo è da sempre indispensabile per il funzionamento dei porti e dei traffici marittimi. Svolta in quasi tutti i più grandi scali italiani, questa particolare attività ha a Marina di Ravenna una sua apprezzata interprete in Daniela Gentili, amministratrice unica dell’azienda “Avvisatore Marittimo”. Stesso nome del tipo di lavoro che porta avanti da più di quarant’anni, la realtà vanta 500mila euro di fatturato nel 2025 e 3 dipendenti.
Chiarisce l’ad Gentili:
“Il nostro è un compito che va indietro nel tempo, da fine ‘800 quando si narrava di un finanziere che iniziò a mettersi di vedetta per monitorare l’arrivo e la partenza delle navi. Un lavoro che di fatto non c’era e che poi è stato codificato per 2 precisi motivi: non solo far sapere a terra che una nave stava per entrare in porto, ma anche poter programmare i controlli legati alla salute pubblica. In seguito è entrata in scena la radio e le comunicazioni sulla banda Vhf, modi di avere un contatto audio ormai superati da tempo, per quanto ancora utilizzati. Adesso, infatti, in tempo reale possiamo sapere la posizione di un’imbarcazione in ogni zona del mondo”.
“Un bastimento carico carico di”: com’è cambiata la gestione portuale
Entrata in servizio nel 1984, quando si decise di ampliare ulteriormente il servizio nel porto di Ravenna, Gentili è stata testimone di tutti i cambiamenti avvenuti in termini tecnologici, ma pure in quelli legati alle merci trattate.
“Appena arrivata venne adottato un nuovo sistema telematico in grado di mettere in collegamento gli operatori dei servizi portuali, e non solo, con la capitaneria di porto. Eravamo agli albori per quanto riguarda la figura dell’avvisatore marittimo e si rivelò un passaggio fondamentale per lo sviluppo del servizio, necessitando comunque di un investimento importante per quei tempi. In passato abbiamo gestito numeri importanti, con carichi di argilla per l’edilizia, soprattutto del modenese, piuttosto consistenti. Ora in porto ci si occupa principalmente delle rinfuse, merci varie e miste non caricate nei container, di materie prime per il settore della ceramica di Sassuolo, di cereali, di minerali per diversi impieghi, di oli vegetali, fertilizzanti, di cantieristica e, in piccola parte, di petrolio”.
Dovendo fare i conti, dal punto di vista dei competitor presenti sulle coste dell’Adriatico, più con la slovena Capodistria, che con Venezia, Marina di Ravenna è costretta a scontare una posizione geografica complessa da gestire.

Daniela Gentili, amministratrice unica dell’azienda “Avvisatore Marittimo”
Lo spiega infatti l’ad di Avvisatore Marittimo:
“Nonostante nei servizi del porto siamo in grado di offrire una professionalità seconda a pochi, mentre lo scalo sloveno dispone di acque profonde, a Marina di Ravenna ci troviamo a dover far transitare le navi in un canale lungo 12 chilometri e molto basso in quanto a pescaggio. Ciclicamente sono inoltre necessari interventi per rimuovere la sabbia presente sul fondo, forse anche per questo Capodistria può permettersi prezzi in generale più bassi, nello specifico leggermente inferiori ai nostri per sbarco e attracco”.

La sala controllo di Avvisatore Marittimo
Governare il sistema portuale con la tecnologia
Ormai da due anni, gli avvisatori marittimi del porto di Ravenna possono disporre di strumenti ancora più al passo con i tempi, sistemi a sensori che ne rendono sicuramente meno complicato il lavoro quotidiano.
“Con questo ausilio tecnologico, oltre a poter vedere le navi in entrata, abbiamo a disposizione una centralina metereologica capace di misurare l’intensità di pioggia e vento con anche la visibilità. C’è solo da stare attenti perché sono strumentazioni estremamente delicate quelle legate al meteo. Inoltre, con l’aiuto della fibra adesso è molto più semplice trattare i tantissimi dati che riusciamo a ottenere. Le nostre giornate restano in ogni caso molto impegnative. Le passiamo informando gli equipaggi delle navi sono cosa devono o non devono fare, ma pure fornendo tempestive indicazioni a chi aspetta le navi da terra”.
Emergenze e fattori di rischio: la strategia d’intervento di Avvisatore Marittimo
Pronti come sempre a intervenire in caso di emergenza, soprattutto riguardo alla salute delle persone e con l’ausilio di elicotteri nei casi più preoccupanti, Daniela Gentili e i suoi colleghi ne hanno fatta tanta di strada mentre continuavano sostanzialmente a “dirigere il traffico” all’interno dello scalo romagnolo.
“Trascorrevamo intere giornate, anche sedici ore di fila, a parlare alla radio per informare chi ne aveva bisogno. A forza di telex, tra cui quelli dai costi altissimi inviati dagli armatori e che noi giravamo alle navi, il delirio era assicurato. Al tempo inoltre ti dovevi fidare della posizione, non sempre corretta, che ci dava il capitano. Ora nessuno può nasconderci più nulla visti i sette monitor con cui teniamo tutto sotto stretto controllo”.
Per il futuro prossimo, infine, i programmi dell’Avvisatore Marittimo ravennate sono piuttosto precisi, pur con una postilla in chiusura.
“Vogliamo cercare di elaborare e interfacciare il nuovo sistema con l’intelligenza artificiale. Non sarebbe di certo una cosa banale e ci darebbe una mano a risparmiare tempo. In altre parole abbiamo bisogno di istruire l’Ia, ma almeno per ora, onestamente, non abbiamo né il tempo né la voglia”.

