
Furono un gruppo di giovani nei primi anni ’70, mossi dalla passione per il mare e le attività che venivano svolte all’interno del porto mercantile di La Spezia, a dar vita ad Art Sub, azienda inizialmente specializzata in servizi subacquei sulle chiglie delle navi e nella cura dei cavi sottomarini.
Un impegno industriale che la Pmi ligure ha raffinato e ancor più codificato nei decenni a seguire con l’inserimento nel “catalogo” aziendale di ulteriori servizi oltre la superficie del mare. È Fabrizio Forma, amministratore delegato dell’azienda spezzina, a raccontarlo:
“È stato a partire dagli anni ’90 che c’è stata una svolta. Abbiamo iniziato a investire in modo consistente in mezzi e attrezzature, pontoni e chiatte su tutti, acquisti che ci hanno permesso di partecipare a gare di una certa importanza, completando nel frattempo l’offerta complessiva di Art Sub. Un percorso che negli ultimi tempi ha portato la Pmi ad ampliare il raggio d’azione commerciale a tutta la Liguria, scelta fatta dopo aver rilevato a Genova un’impresa simile per dimensioni e fatturato”.
Non solo “lupi di mare”: l’importanza delle partnership strategiche
Intanto Art Sub, facendo entrare nell’azienda come socio il Gruppo Scafi (leader nel settore del rimorchio portuale), ha avviato una partnership in grado di far crescere i propri numeri per quanto riguarda il trasporto marittimo di collegamento tra i vari porti italiani. Spiega l’ad:
“Oltre ai cospicui investimenti fatti, la forza della nostra proposta è sicuramente legata a doppia mandata agli uomini che si spendono sotto e sopra il mare. Affrontano da sempre sfide non certo semplici, perché, posso assicurare, questo non è affatto un lavoro come gli altri”.
Sfidare il mare: i servizi offerti da Art sub in emergenza
Tra gli interventi di cui hanno maggiore bisogno i clienti, soprattutto aziende attive nel territorio, Art Sub provvede a Fincantieri, come pure armatori di singoli yacht o arsenali militari, ma restano prioritari quelli in regime d’emergenza. Forma ammette che:
“Ci chiedono di occuparci di problemi importanti che possono avere le eliche delle navi, ma anche del trasferimento dei vivai dei mitilicoltori da dentro a fuori diga. Quando vengono rovinate dalle forti mareggiate che sempre più spesso le colpiscono, interveniamo pure sulle scogliere e ci interessiamo inoltre della manutenzione di moli, banchine e pontili”.

Tra gli interventi di cui hanno maggiore bisogno i clienti, soprattutto aziende attive nel territorio, Art Sub si occupa principalmente di regime d’emergenza.
Se si chiede quali siano state le operazioni più impegnative o particolari portate a termine in questi anni di presenza nel settore marittimo, l’ad della Pmi di casa a La Spezia non ha difficoltà a fornire esempi chiarificatori.
“Una volta è capitato di intervenire d’urgenza quando uno yacht è affondato proprio all’entrata del porto, ostruendola. Operazione di complesso svolgimento come del resto quella che ci portò in Croazia per demolire un bacino galleggiante. Lo dovemmo adagiare sul fondo del mare per poi tagliarlo a “fettine”. In quel caso, per la maggior parte, sono state necessarie immersioni al buio in cui i sub dovevano obbligatoriamente focalizzare la struttura che avevano davanti solo attraverso il contatto portato con le mani”.
“In fondo al mar”: tra rischi e sfide, la formazione è vitale
In altre parole, ciò che vivono quotidianamente operatori del mare estremamente qualificati come quelli che lavorano per Art Sub è un mondo spesso ricco di fascino, ma assolutamente a parte. In cui bisogna per forza essere preparati a gestire un qualsiasi cambio di programma o un’emergenza con grande autocontrollo. Conferma l’ad Forma:
“Essere operatori tecnici subacquei implica l’obbligo di avere conoscenze estreme e per questo motivo qui da noi organizziamo corsi ogni anno. Un periodo di formazione, 600 ore tra la parte teorica e pratica (fino al limite dei 50 metri di profondità), da cui alla fine escono dieci figure professionali che non hanno alcuna difficoltà a trovare subito un impiego, a tempo indeterminato e con ottime retribuzioni. Perché il problema di fondo è proprio legato alla difficoltà di trovare candidati per le posizioni più richieste. Quindi abbiamo deciso di tornare a formarceli in casa, essendo in questo modo certi della bontà del know how che gli viene trasmesso da tecnici di provata esperienza”.

Fabrizio Forma, amministratore delegato di Art Sub.
Aiutati nelle missioni più o meno complesse dalla tecnologia e quindi pure dai Rov, sorta di sottomarini teleguidati capaci di rendere un minimo meno impegnative determinate missioni, i dipendenti di Art Sub si dividono tra pubblico, enti e comuni costieri in particolare, e i più importanti cantieri liguri.
“Nel frattempo stiamo investendo in maniera sempre maggiore su mezzi marittimi ancora più versatili in termini di utilizzo. A breve, infatti, arriverà una grande chiatta di 40×30 metri, dotata di una gru del peso di 200 tonnellate. Il mezzo ci permetterà di essere sempre più commercialmente appetibili: credo proprio potrà fare una notevole differenza nel nostro mercato di riferimento”.

