
Cresce l’export della meccanica varia italiana, ma nei mercati non c’è clima di entusiasmo. Nel 2025 l’export della meccanica varia italiana è cresciuto del 3,2%, in linea con l’aumento generale delle esportazioni nazionali del 3,3%.
Il risultato, come evidenziato dall’ultima indagine dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria, mostra una performance superiore dell’Italia rispetto ai principali partner europei, ma non indica una completa solidità del settore. Si respira, all’interno dei mercati esteri, un clima di incertezza dovuto alla crisi internazionale.
Mercato interno stagnante: la fotografia di Anima Confindustria
La crescita è guidata da specifiche aree geografiche, mentre il mercato interno resta stagnante. È quanto rileva Anima Confindustria, specificando che un’importante quota del surplus export si concentra negli Stati Uniti, che si sono confermati il primo paese di destinazione per la meccanica
Anima nel 2025 con oltre 4,9 miliardi di euro (+12,3%).
Il recente annuncio della Casa Bianca sui dazi aggiuntivi per gli articoli in alluminio e acciaio, alcuni articoli di rame e alcuni articoli derivati in alluminio e acciaio, potrebbe impattare fortemente sull’export della meccanica rappresentata da Anima Confindustria. “La crescita del 2025 riflette una redistribuzione geografica della domanda, con concentrazione su pochi mercati chiave e indebolimento di altri’, afferma Pietro Almici, presidente Anima Confindustria. “Il dato va quindi letto con attenzione, soprattutto alla luce dell’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da aspettative industriali in calo e aumento dei costi, ma soprattutto da un clima di incertezza che regna a livello internazionale”, aggiunge.
Meccanica vari: i principali partner commerciali Ue e competitor
I paesi Ue rimangono il principale mercato per la meccanica varia, come evidenziato dalle analisi dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria: +2,4% e oltre 17 miliardi di euro. La Germania si conferma il primo partner commerciale europeo, con 3,7 miliardi di euro e una sostanziale stabilità con il 2024 (+0,2%). La Francia cala dello 0,8%, mentre la Spagna registra la crescita maggiore (+11,2%). La Polonia (1,16 miliardi di euro e +4,3%) sale al settimo posto nella classifica delle esportazioni italiane, superando la Cina (-14,1%). Considerando Asia e Medio Oriente, l’export si concentra su pochi paesi ad alto valore e categorie strategiche.
L’Arabia Saudita sale al primo posto tra i mercati di destinazione, con 1,4 miliardi di euro esportati e +4,3% rispetto al 2024, la Cina scende a 1,13 miliardi di euro e Singapore crolla (-46,5%), mentre le crescite maggiori nel 2025 si sono concentrate negli Emirati Arabi Uniti (+27,1%) e in Qatar (+18,1%). Nel resto del mondo, importante balzo dell’Algeria (+70,6%) e dell’Australia (+10,8%), che entrano a far parte dei primi 20 paesi di destinazione della meccanica italiana. Anche il Sud America si conferma un’area di grande rilevanza.
Passando all’import, la Germania si conferma primo paese di provenienza con 3,99 miliardi di euro (+9,4%), seguita dalla Cina e dagli Stati Uniti. A livello di aree geografiche, l’Ue assorbe la quota predominante (56,4% del totale), mentre l’Asia Orientale si afferma come secondo polo di approvvigionamento (Fonte: Elaborazione Ufficio Statistica & Market Intelligence Anima su dati Istat).

