Luglio 2026
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L’Ia è ormai una risorsa imprescindibile per chi fa impresa, ma per governarne il potenziale servono consapevolezza, competenze e visione strategica. Da questo assunto muove il numero di luglio de L’Imprenditore, che esplora l’impatto dell’intelligenza artificiale su tutte le dimensioni dell’impresa. Al centro resta il capitale umano, autentica forza delle Pmi italiane, chiamato a guidare il cambiamento del lavoro e dell’innovazione. In un contesto segnato dalla sovranità tecnologica, ci interroghiamo su come integrare l’Ia nelle filiere e nei processi produttivi, comunicare senza cadere in uno storytelling artificiale e cogliere le opportunità offerte dagli strumenti normativi e finanziari europei. Hub di innovazione, politiche industriali mirate e progetti di ricerca di eco internazionale rappresentano le infrastrutture della crescita, mentre le nuove generazioni sono “terre rare” per il Sistema-Paese. In questi scenari, l’Ia può diventare una leva di competitività solo se armonizzata con la dimensione umana, sociale e culturale dell’impresa.
Descrizione
L’intelligenza artificiale è un asset strategico per le imprese, ma servono quadri normativi e di applicazione chiari per utilizzarla in chiave produttiva. Le Pmi sono lo specchio di questa transizione, che deve essere intrapresa in primis dalle persone, da manager e da chi fa governance ogni giorno, per poi tradursi nelle fondamenta della crescita industriale.


