
Un robot e un cane robot che interagiscono sul palco di un evento dedicato alle imprese. È una delle scene della Giornata dell’Open Collaboration, che il 1° ottobre ha riunito all’Auditorium della Tecnica di Roma aziende e protagonisti dei media e dello spettacolo. Il robot si chiama Roxy e ha un compito preciso: usare l’intelligenza artificiale per rendere più accessibili le informazioni sul mondo delle reti d’impresa.
La scena racconta bene lo spirito di ROCK, il percorso di RetImpresa dedicato all’innovazione collaborativa, arrivato alla terza edizione. Le imprese si incontrano, costruiscono progetti e cercano nuovi modi per farli conoscere. Anche attraverso una docuserie, come accade con The Perfect Pitch, le cui registrazioni per la seconda stagione sono partite al termine dell’evento.
A tenere insieme i diversi momenti della giornata, condotta dalla giornalista di Radio24 Debora Rosciani, una domanda concreta: che cosa diventa possibile quando un’impresa mette le proprie competenze in relazione con quelle di altre?
Roxy, l’intelligenza artificiale incontra le reti d’impresa
L’interazione tra Roxy e il cane robot ha portato sul palco una dimostrazione delle possibilità della tecnologia. Dietro il momento di spettacolo c’è un progetto sviluppato per RetImpresa da Protom Group, azienda tecnologica italiana nata a Napoli e attiva nell’intelligenza artificiale, nella trasformazione digitale e nell’ingegneria avanzata.
Roxy è un AI agent pensato per mettere informazioni e conoscenze sulle reti a disposizione di imprese e associazioni. Una tecnologia made in Italy che punta a rendere più semplice l’accesso a un patrimonio utile per chi vuole collaborare.
PGE, quando collaborare significa aiutare a ripartire
La stessa logica assume un significato particolare nel Programma Gestione Emergenze di Confindustria, coordinato da Piccola Industria in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile.
La Filiera PGE, creata nell’ambito di ROCK, riunisce le imprese disponibili a mettere a disposizione competenze, capacità produttive, beni e servizi quando si verifica un’emergenza. Una rete che si prepara in anticipo, per poter rispondere quando il tempo diventa decisivo.
Il percorso prende forma dopo il terremoto dell’Emilia del 2012. In occasione del sisma del Centro Italia vengono mobilitate oltre 250 aziende, con beni e servizi per circa tre milioni di euro. Durante il Covid il sistema contribuisce alla ricerca di dispositivi di protezione e alla riconversione produttiva per realizzare mascherine. Poi arrivano gli aiuti per l’accoglienza dei profughi ucraini e, dopo l’alluvione in Romagna del 2023, la ricerca di mezzi e attrezzature per sostenere la ripartenza delle attività.
Sono esperienze che danno un volto concreto alla collaborazione: imprese che aiutano altre imprese e il Paese nei momenti di maggiore difficoltà.
DEA, le imprenditrici mettono in comune le esperienze
Si chiama DEA – Donne Eccellenze d’Azienda la rete nazionale di imprenditrici del mondo Confindustria nata per trasformare competenze e relazioni in progetti condivisi.
L’idea è di Anna Del Sorbo, Vice Presidente di Piccola Industria, imprenditrice di seconda generazione alla guida di IDAL Group, realtà manifatturiera attiva nella cantieristica navale, civile e industriale.
Attorno al progetto si sta formando un primo nucleo di imprenditrici con percorsi differenti. Come ha sottolineato Anna Del Sorbo, il focus è fare business. Mettere in relazione le aziende e creare opportunità commerciali e progetti condivisi, più che portare avanti istanze di rappresentanza. In questa prospettiva, formazione e mentoring, insieme al supporto per l’accesso al credito e alla finanza, diventano strumenti per favorire la nascita e la crescita delle imprese.
The Perfect Pitch, dalle imprese alla serie tv
Per una startup, presentare il proprio progetto a un investitore è già una sfida. Farlo negli Stati Uniti, mentre una telecamera segue il percorso, aggiunge un’altra dimensione. Quella del racconto.
È l’idea di The Perfect Pitch, l’iniziativa di RetImpresa e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con il supporto della rete diplomatica italiana negli Stati Uniti. Nell’edizione 2026 Piccola Industria partecipa come partner.
La prima stagione ha accompagnato a Detroit tre startup italiane della mobilità sostenibile, Arlix, Limitless e Novac, per incontrare investitori, imprese e istituzioni. Il viaggio è diventato una docuserie di sei episodi su Mediaset Infinity, superando un milione di visualizzazioni.
Quest’anno il focus si sposta su fashion e fashion tech. La finale si è svolta nel pomeriggio della Giornata dell’Open Collaboration e le tre imprese vincitrici voleranno a New York a novembre. Al termine dell’evento sono inoltre partite le registrazioni della seconda stagione, che andrà in onda su Mediaset Infinity. A produrre la serie è Luckyhorn Entertainment, di Davide Ippolito. Il percorso verso il mercato americano tornerà quindi a essere una storia da seguire, con le idee delle imprese e il confronto con potenziali partner al centro della scena.
Da Pannofino a Suarez: come si racconta un’impresa?
Il rapporto tra innovazione e comunicazione è stato anche il tema del panel “Innovazione e Comunicazione: raccontare l’Impresa”. Un confronto che ha messo insieme esperienze apparentemente lontane ma accomunate dalla necessità di conquistare l’attenzione e costruire una relazione con il pubblico.
Sul palco Livio Vanghetti, per il punto di vista di Confindustria, Francesco Pannofino, con l’esperienza del mondo dello spettacolo, insieme ad Allegra Baistrocchi del MAECI, Riccardo Suarez, per il mondo dei creator e delle community, Daniele Grassucci di Skuola.net e Francesca Bardelli Nonino, che attraverso i social ha portato il racconto della grappa e dell’impresa familiare verso nuovi pubblici.
Un tema che riguarda da vicino anche le Pmi perché raccontare un prodotto significa far capire il lavoro che contiene ma anche le persone che lo realizzano e le idee da cui nasce. Allo stesso modo, la scelta di un linguaggio, di un volto, piuttosto che di un formato particolare, può aiutare a rendere comprensibile anche un’innovazione complessa.
Una giornata ricca in cui hanno avuto spazio anche WarmUP, il percorso di incubazione collaborativa di Rete IOBO e RetImpresa, con un primo focus sulla space economy, la call Canva ROCK sullo storytelling delle imprese e delle reti e la collaborazione con InnovAzioni, il progetto di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.

Il presidente di Piccola Industria, Fausto Bianchi, sul palco di Rock
Fare rete per crescere oltre la dimensione della singola impresa
I numeri di ROCK restituiscono la dimensione del percorso: 38 progetti di rete e di filiera, 24 incontri di networking sui territori, migliaia di B2B e una piattaforma digitale che riunisce oltre mille imprese e 460 progetti alla ricerca di partner e tecnologie.
Eppure, la collaborazione resta una sfida. I dati Istat richiamati durante l’evento mostrano che le imprese italiane innovano di più, mentre diminuisce la quota di quelle innovative che coopera formalmente con altri soggetti.
Riccardo Di Stefano, Vice Presidente di Confindustria per Education e Open Innovation, ha indicato la necessità di trasformare la collaborazione in un metodo stabile. Fabrizio Landi, Presidente di RetImpresa, ha ricordato come ROCK sia nato anche per innovare il modo di raccontare i progetti condivisi.
Nelle conclusioni, affidate a Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria, il punto torna alle opportunità per le aziende. «La condivisione di competenze, risorse e opportunità permette anche alle realtà più piccole di affrontare sfide e cogliere occasioni che, da sole, sarebbero difficilmente accessibili», ha sottolineato Bianchi.
Dalle attrezzature necessarie dopo un’alluvione agli incontri con gli investitori americani, i progetti presentati a ROCK mostrano quanto possa essere ampio questo spazio. E, soprattutto, quante storie d’impresa e di successo possano nascere da una collaborazione.

