
L’occasione per cambiare rotta e poter pensare finalmente in proprio, ad Andrea Moneta si è presentata lo scorso anno. In precedenza aveva lavorato come automation e team manager in un’azienda tedesca nel campo del trasporto su rotaia, utilizzando l’intelligenza artificiale. Le idee per dare sostanza a un futuro innovativo, quindi, non gli mancavano di certo.
«Ho avuto l’intuizione che si potessero creare servizi alternativi per le piccole e medie imprese e così, nel novembre del 2025, mi sono lanciato in questa avventura digitale», spiega l’amministratore delegato di Moneta, startup con sede a Canepina, in provincia di Viterbo. «In questa fase iniziale sono concentrato sulle cose che mi piacciono di più, senza spingere troppo sull’acceleratore. Andiamo nelle varie aziende e costruiamo per loro soluzioni su misura che uniscono dati e business intelligence».
Titanium porta la business intelligence in tempo reale
A ottobre, nell’ambito della fiera A&T (Automation & Testing) Vicenza, appuntamento annuale dedicato, tra le altre cose, a intralogistica, IA e robotica, Moneta presenterà un nuovo prodotto.
«Si chiamerà Titanium e con la sua prima versione si potranno sfruttare i vantaggi della business intelligence in presa diretta. Permetterà infatti di fare un’analisi dedicata sulla parte analitica del quotidiano di una realtà industriale, riuscendo a far vedere in tempo reale alla proprietà come sta andando l’azienda».
Impegnata in un lavoro sinergico con altre realtà del settore alla ricerca di ulteriori spazi di manovra, Moneta è scesa in campo potendo contare su un modus operandi che le consente di offrire servizi in tempi contenuti.
«In meno di due mesi siamo in grado di dare risposte esaustive ai committenti. Operando in modo ottimale possiamo offrire le nostre competenze digitali a costi molto contenuti, intorno a un quinto di quanto chiesto dai grandi player del settore. E, conoscendo perfettamente le problematiche che porta con sé l’attuale situazione economica, con noi non sono necessari anticipi o grandi investimenti. Non vogliamo far indebitare le imprese mentre cercano di accrescere il loro know-how digitale».

Titanium, la soluzione sviluppata da Moneta per integrare dati provenienti da fonti diverse e trasformarli in strumenti di business intelligence.
Nel primo anno di vita del progetto, l’impresa laziale ha scelto di concentrare il proprio focus sulle PMI con un fatturato compreso tra 5 e 80 milioni di euro.
«Una fascia abbastanza ampia che ci dà la possibilità di orientarci praticamente ovunque in questi primi dodici mesi. Un periodo che non faccio fatica a definire di “sopravvivenza” e in cui resteremo vigili in attesa di identificare la nicchia di mercato giusta per iniziare a cambiare passo, facendo la differenza per davvero. Le idee da mettere a terra in un prossimo futuro le ho, confortato tra l’altro dall’ottima riuscita a Milano di un’azienda molto simile alla nostra», conferma Moneta.
Intelligenza artificiale, prima vengono dati e competenze
Per quanto riguarda l’IA, il punto di vista di Moneta è piuttosto articolato e, per certi aspetti, controcorrente. «Credo che molto del travolgente entusiasmo iniziale si sia già perso. La sensazione è che la maggior parte dei tool in commercio non dia all’imprenditore medio la certezza di poter essere utile quando si troverà davanti al cosiddetto “collo di bottiglia”.
Penso che, per iniziare, vada prima compreso cosa sia veramente l’intelligenza artificiale. È un calcolo statistico, un grande modello linguistico che restituisce probabilisticamente la risposta più vicina alla domanda che gli viene posta. Non è solo chatbot, ma anche machine learning, la tecnica usata dal computer per apprendere in maniera automatica senza la necessità di essere programmato».

Andrea Moneta, amministratore delegato e fondatore della startup Moneta.
Per sfruttarne appieno le potenzialità, secondo Moneta, la forza dell’IA deve quindi essere mediata dall’uomo attraverso un lavoro attento, che parte dalla pulizia dei dati per poi passare alla loro integrazione.
«Non bisogna pensare che si possa avere una risposta precisa e affidabile in un battito di ciglia. Ci vuole, a mio avviso, un approccio diverso. È come se volessimo dimagrire di 50 chili: non lo si può fare in modo troppo veloce, ma bisogna partire dal primo grammo con criterio e massima applicazione, come facciamo insieme al cliente qui in Moneta».
Soluzioni digitali tailor made per ogni impresa
Un lavoro improntato al tailor made, che la startup con quartier generale a Canepina continua a svolgere seguendo un percorso identitario.
«Anche se la struttura di partenza, l’architettura, è per il 90% uguale in ogni progetto, alla fine del percorso digitale la parte combaciante resta non più del 20%. Facendo un esempio, se la stoffa usata per confezionare i vestiti è la stessa, le misure sono sempre diverse tra loro. Questo approccio garantisce un risultato sartoriale perfettamente aderente alle richieste di chi continua a darci fiducia».
Dall’e-commerce al packaging, i nuovi progetti di Moneta
In questa caldissima estate, intanto, Moneta si appresta a rilasciare anche una web application per l’e-commerce. Un prodotto che si propone di risolvere, in particolare, il problema dell’inserimento delle foto.
«Abbiamo visto che una delle maggiori difficoltà riscontrate riguarda proprio le immagini – sottolinea Andrea Moneta –. Quindi abbiamo pensato a un’applicazione che possa fare tutto con facilità e internamente, a differenza di altre già presenti sul mercato. Inoltre stiamo per presentare una app strutturata per l’Avis di Canepina, mentre è allo studio una soluzione per il packaging, che si muoverà tra il digitale e il fisico, per i ristoranti».

