
Nata parecchi anni prima con alle spalle un importante gruppo industriale, nel 2003 Vibrocemento (quattro milioni di euro di fatturato nel 2025 a fronte di 32 dipendenti), ha di fatto cambiato pelle diventando una realtà regionale molto flessibile e smart in grado di ottenere risultati se possibile ancora più soddisfacenti rispetto a quelli generati in precedenza. Di casa a Monastir, in provincia di Cagliari, la pmi sarda ha spaziato a piacimento nel settore dei prefabbricati di qualità, pur dovendo fare i conti con periodi in cui l’essere resilienti e pragmatici è servito a evitare problematiche maggiori.

Il direttore generale di Vibrocemento Massimo Nurra
Imprese del cemento e prefabbricati: la sfida sul mercato
“Il dover creare tutto dal nulla solo su commissione e con modalità tailor made è quello che rende l‘impegno nella prefabbricazione così complesso da portare avanti”, commenta il direttore generale di Vibrocemento Massimo Nurra, “Il mercato non è sempre costante nelle richieste e noi abbiamo tutti dipendenti a tempo indeterminato, quindi, quando tra il 2012 e il 2017 siamo andati in grande sofferenza, sono stati giorni davvero pieni di incertezze. Due anni più avanti, però, abbiamo iniziato a ripartire e nel 2024 ci siamo goduti i migliori dodici mesi del terzo millennio, trend che continua anche ora senza un solo minuto di tregua”.
Pmi del cemento: il vantaggio competitivo è nei servizi
Un impegno commerciale che ha alla base strategie precise e centrate sul trovare le modalità per contrastare la strapotenza industriale dei colossi sbarcati in Sardegna dal resto d’Italia.
“Il nostro punto di forza è sicuramente il servizio, unico aspetto in cui possiamo realmente competere con quel tipo di concorrenza. È un modus operandi premiante e che induce l’intero gruppo di lavoro a essere sempre propositivo. Anche io, che ho iniziato l’esperienza in azienda nel 1990, non sono certo un amministratore costantemente incollato alla scrivania, ma seguo tutto da vicino. In più abbiamo un nome ormai consolidato e una grande continuità interna alla struttura, tanto che il 60-65% di chi lavora qui lo fa da 40 anni e il turnover non sappiamo proprio cosa sia”.
Vibrocemento: qualità, sicurezza e leadership regionale
Pronta a lanciarsi in qualsiasi progetto che preveda l’utilizzo di cemento e acciaio, con un’attenzione adesso ancora più focalizzata sulle tematiche legate a qualità, ambiente e sicurezza, Vibrocemento sta consolidando la leadership a livello regionale attraverso un lungo percorso partito, tra le altre cose, con la partecipazione ai lavori per la costruzione del palazzetto dello sport di Cagliari.
“Erano gli anni ’70 e ci occupammo della parte prefabbricata del nucleo della costruzione. Speriamo che tra qualche tempo l’azienda possa tornare protagonista in un nuovo progetto nel settore sportivo, ma nel frattempo, come detto, il portafoglio dei committenti è assolutamente pieno”, chiarisce Nurra.
Mercato del lavoro: la difficoltà nel trovare nuove competenze
Per quanto riguarda invece la propensione delle giovani generazioni ad avvicinarsi a un genere di lavoro come quello sviluppato negli anni da Vibrocemento, il direttore generale della pmi sarda si è fatto un’idea sufficientemente precisa.
“Di sicuro non è facile attrarre ragazzi e ragazze verso di noi e a volte l’impressione che ho, quando vengono a parlare di un possibile impiego è che i dati sulla disoccupazione non siano reali. Quello che mi capita di toccare con mano è insomma un qualcosa di estremamente diverso, uno scarso interesse complessivo, ma in ogni caso consiglio a tutte le imprese in cerca di nuove leve di fare uno sforzo in più per rendere attraenti ai loro occhi le proprie realtà industriali. In un certo modo dobbiamo adeguarci e pure per questo motivo credo di essere diventato un buono psicologo, anche se, nonostante questo, non sono ancora riuscito a trovare le tre, quattro figure necessarie per integrare il nostro ufficio amministrativo”.
Sostenibilità, investimenti e prospettive future nell’industria del cemento
Dopo aver iniziato a investire sul fotovoltaico come Gruppo (guidato dalla Fornaci Scanu, di cui Nurra è amministratore delegato) nel 2011, Vibrocemento è ora arrivata a poter contare su una potenza di cinque mega, energia indispensabile per gestire al meglio soprattutto situazioni di forte stress legate all’impennata dei prezzi energetici.
“L’obiettivo raggiunto non è già cosa di poco conto, però stiamo pensando di indirizzarci verso l’accumulo. Progetto ulteriore che richiederebbe un investimento intorno al milione e mezzo di euro e per il quale, in caso di valutazione positiva sulla tematica tecnologica relativa alle batterie da utilizzare, crediamo di riuscire ad essere operativi tra il 2027 e il 2028. Un percorso quasi obbligato considerato il periodo storico non certo stabile che stiamo continuando a vivere, reso ancora più complesso dal fatto che in Vibrocemento le voci materie prime e manodopera incidono per l’80% sul capitolo costi”, conclude Massimo Nurra.

