
Nonostante i quasi sessant’anni di presenza nel mercato degli infissi e delle costruzioni, alla Enzo Reschini la passione è ancora quella di una volta. Un tratto distintivo che ne ha accompagnato il viaggo industriale lungo una serie di progetti non certo banali.
Dal momento in cui, da ragazzo, il fondatore rimase incantato dal potere taumaturgico di una saldatura, il tempo sembra essere passato solo se si parla di quell’adeguamento necessario a integrare tradizione e nuove soluzioni tecnologiche.
Progetti sempre diversi uno d’altro e in grado di portare il fatturato 2025 dell’azienda con quartier generale a Piediripa, in provincia di Macerata, a 5,7 milioni di euro con l’aiuto dei suoi 27 dipendenti. Un grado in intraprendenza mantenuto alto negli anni che ha permesso alla pmi marchigiana di crescere, cercando di anticipare i cambiamenti di rotta nel mondo dell’edilizia.
Una storia di famiglia, tra tradizione e innovazione
Quella di Enzo Reschini è una storia famigliare, partita nel 1968. Come racconta Simona Reschini, general manager della Enzo Reschini:
“Dobbiamo tutto alla voglia di mio padre di conoscere tutti i segreti nascosti dietro un’apparentemente semplice saldatura. Di lì in avanti l’impresa investì nelle persone, nell’innovazione, per mettere a fattore comune quel know how indispensabile per affrontare con sicurezza anche i progetti più complessi. Lavoriamo perciò per assicurare il funzionale e il bello anche negli spazi moderni di cui ci occupiamo”.
Per questo motivo l’azienda del maceratese ha messo in campo la divisione Smart building, quotidianamente impegnata in ricerche nel campo dell’innovazione tecnologica. Un percorso che termina con la progettazione e la realizzazione di nuovi prodotti focalizzati su risparmio energetico, bio-architettura e domotica.

Simona Reschini, general manager della Enzo Reschini
“Il punto di forza delle proposte dell’Enzo Reschini è sicuramente legato alle competenze tecniche, come pure all’esperienza e alle capacità per fare fronte anche alle richieste più difficili a cui rispondere. Perché non esistono soluzioni standard nel nostro modo di vivere questo lavoro. Il valore aggiunto sta nel riuscire ad analizzare il problema seguendo il solco tracciato dalle esigenze del cliente”.
La sfida degli infissi fuori scala
Impegno non di poco conto quando, magari, il committente si convince ad abbellire l’esterno della propria abitazione con qualcosa di veramente fuori scala dimensionale. Spiega la general manager:
“È stata una sfida tanto complessa quanto appagante: abbiamo inserito un infisso scorrevole in vetro lungo ben undici metri nella facciata di una villa di grandi dimensioni. Per poterlo assemblare, abbiamo dovuto “inventare” lo spazio necessario all’interno dell’officina. Giorni che ho vissuto in prima persona comprendendo, ancora una volta, come l’impossibile possa diventare possibile grazie alle competenze dei nostri tecnici”.

Una delle maggiori imprese per la Reschini è stata realizzare un infisso scorrevole in vetro lungo ben undici metri nella facciata di una villa di grandi dimensioni
Al fianco dei talenti delle costruzioni: creare “il bello”
In fase di transizione verso un nuovo stabilimento, capace di assorbire inizialmente solo la lavorazione dell’alluminio, la Enzo Reschini mantiene da sempre un rapporto molto stretto con quegli architetti e ingegneri che fanno da punto di incontro con la clientela.
“I primi vengono da noi con uno schizzo, da trasformare spesso in un’idea ambiziosa. Con loro si sviluppa così un lavoro di squadra e, in sostanza, sono partner con cui ragionare sul modo migliore per tradurre le volontà del committente in qualcosa di unico, solido e che duri nel tempo. In altre parole proseguiamo a seminare nel segno della cultura del bello, talvolta curando anche aspetti di design”.
Riconoscente per l’aver potuto sfruttare appieno le opportunità offerte da Industria 4.0, la pmi di casa a Piediripa ha indirizzato i propri sforzi programmatici verso un preciso tratto della gestione aziendale. Sottolinea Simona Reschini:
“Non è stato solo un incentivo, ma ci ha soprattutto consentito di accelerare il processo dell’integrazione tra progetto e produzione. Industria 4.0 ha permesso di essere ancora più precisi e quindi limitare gli errori. Crescita complessiva supportata a 360 gradi dalla digitalizzazione dei progetti di gestione integrata”.
Giovani, competenze e grandi progetti: quale futuro per l’industria delle costruzioni
Un’altra sfida “importante da vincere”, chiarisce Reschini, è quella legata all’inserimento dei giovani nel team aziendale.
“Si fa un pochino di fatica, ma con il tempo e una giusta dose di passione si riesce a trasmettere le competenze tecniche a chi ha voglia di imparare questo mestiere. Non è sicuramente facile, tanto che siamo in cerca di un ingegnere che possa andare a rinforzare l’ufficio tecnico ormai da più di un anno”.
Nel frattempo, la Enzo Reschini non naviga di certo a vista, dando priorità alla “programmazione”, il tutto dopo essere uscita (come altre imprese) dal boom di commesse generato dal superbonus. Precisa Simona Reschini infatti:
“Al momento siamo impegnati con le demolizioni e le ricostruzioni collegate al sisma del 2016 e stiamo valutando se riprendere o no alcuni rapporti internazionali, in primis con la Libia”.

