
Prima delle premiazioni, un viaggio nella storia dell’automobile italiana. La visita privata guidata al Museo Alfa Romeo di Arese ha aperto la serata della XV edizione del Premio “Di padre in figlio – Il gusto di fare impresa”, accompagnando gli ospiti tra vetture che raccontano una parte importante della cultura industriale del Paese. Una cornice particolarmente adatta a un appuntamento dedicato alle aziende che sanno custodire la propria eredità e darle un futuro.
Il 5 ottobre, davanti a circa cento persone, le storie delle famiglie imprenditoriali sono diventate il centro della serata. Oltre 120 imprese si sono candidate a questa edizione. A conquistare il riconoscimento di vincitore assoluto è stata Annovi Reverberi SpA, affiancata dalle otto aziende premiate nelle rispettive categorie.
Condotta dalla giornalista di Sky Tg24 Irene Elisei, la cerimonia ha lasciato spazio al confronto sul futuro dell’impresa familiare. Alla tavola rotonda hanno partecipato Marina Salamon, presidente della giuria e presidente di Alchimia e Altana, Marco Nocivelli, amministratore delegato di Epta e vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche industriali e Made in Italy, e Alice Pretto, presidente di Essay Group e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.
La cena di gala ha accompagnato la proclamazione dei vincitori, portando al centro dell’attenzione i percorsi delle aziende e le scelte con cui le nuove generazioni hanno raccolto il testimone.
Annovi Reverberi, una storia d’impresa arrivata alla terza generazione
Fondata nel 1958 da Corrado Reverberi e Umberto Annovi per la produzione di pompe ad alta pressione e idropulitrici, Annovi Reverberi è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento globale, con applicazioni che spaziano dall’agricoltura al cleaning.
Nel 1993, con l’uscita di Umberto Annovi, la proprietà è rimasta alla famiglia Reverberi. Il passaggio alla seconda generazione ha consolidato un modello di gestione manageriale che oggi accompagna l’ingresso della terza.
La giuria ha premiato un’azienda capace di mantenere una costante spinta all’innovazione, testimoniata dall’ampio portafoglio di brevetti. La vocazione internazionale emerge anche dai numeri: l’export supera l’85% dei ricavi.
Premio Di padre in figlio: gli otto vincitori di categoria
Le aziende premiate raccontano modi diversi di affrontare la continuità familiare. C’è chi ha aperto il capitale per sostenere la crescita e chi ha investito nella ricerca, trasformando il ricambio generazionale in un’occasione di sviluppo.
Per Apertura del Capitale/della Governance, il riconoscimento è andato a F.lli Polli Srl, storica azienda di conserve vegetali e pesti fondata nel 1872. Dopo un percorso di managerializzazione, l’apertura del capitale a Platinum Equity ha consentito alla famiglia, oggi alla sesta generazione con Manuela Polli, di mantenere la continuità imprenditoriale e rafforzare gli strumenti a sostegno dell’espansione internazionale.
La categoria Donne al Comando ha premiato Pallini SpA, distilleria romana attiva dal 1875. Dal 2001 è guidata da Micaela Pallini, prima donna della famiglia al vertice, sotto la cui gestione l’azienda si è affermata come leader globale nel segmento del limoncello.
Per Fratelli al Comando ha vinto Bellini SpA. Attraverso un’operazione di acquisizione interna alla famiglia, Marco e Stefano Bellini hanno accelerato lo sviluppo dell’azienda di oli industriali, investendo nei biolubrificanti e adottando un modello di gestione basato sui dati.
Il premio Giovani Imprenditori è stato assegnato a Battistella Company Srl, attiva nei sistemi d’arredo modulari Made in Italy. Il “Progetto 90” ha portato alla guida del gruppo Alberto Battistella, esponente della terza generazione, la cui visione ha rafforzato la presenza internazionale e l’attenzione alla sostenibilità dei materiali.
Nella categoria Innovazione si è imposta Legor SpA, specializzata nella trasformazione dei metalli per oreficeria e moda. Gli investimenti tecnologici e l’integrazione delle competenze chimico-metallurgiche hanno dato vita al “3D Metal Hub” dedicato alla manifattura.
Per Internazionalizzazione, il riconoscimento è andato a Capua 1880 Srl, pioniera negli oli essenziali di agrumi per l’alta profumeria, che genera all’estero circa il 95% del fatturato.
Tra le Piccole Imprese ha vinto Speedy Block Srl, specializzata nel serraggio rapido. La giuria ne ha riconosciuto la capacità di competere con operatori multinazionali grazie ai continui investimenti in ricerca e sviluppo, sostenuti dall’eccellenza logistica e dal design Made in Italy.
Infine, Storia e Tradizione ha premiato Ferrari F.lli Lunelli SpA, simbolo del Trentodoc. Oggi guidata dalla terza generazione dei cugini Lunelli, l’azienda ha valorizzato un patrimonio che risale al 1902, trasformandolo nel tempo in un gruppo con più marchi di alta gamma.
Salsi: “Il passaggio generazionale richiede una preparazione anticipata”
Dietro ogni riconoscimento c’è un momento delicato della vita aziendale, che coinvolge anche gli equilibri della famiglia. Lo ha ricordato il padrone di casa e ideatore del premio, Alberto Salsi:
«La successione nelle imprese familiari non è un semplice passaggio di consegne, ma un processo complesso che coinvolge dimensioni emotive, organizzative, strategiche, finanziarie, societarie e di diversa natura. È un momento straordinario e unico nella vita dell’azienda, che deve essere pianificato con largo anticipo».
Una responsabilità che riguarda anche chi affianca l’imprenditore nelle sue decisioni. Per Salsi, affrontare questo percorso con consapevolezza significa conservare il patrimonio di conoscenze delle aziende familiari e la loro capacità di fare impresa. Le esperienze premiate dimostrano che gli strumenti per riuscirci esistono.

