
Grandi traguardi per le Pmi italiane, soprattutto per quanto riguarda l’export. La conferma arriva durante la giornata “Obiettivo Export: Imprese e territori del Centro Italia verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”, organizzata a Roma dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale presso l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” il 6 ottobre 2026.
Durante l’evento Fausto Bianchi, presidente di Piccola Industria di Confindustria, ha sottolineato quale valore aggiunto rappresentino oggi le piccole e medie imprese nella promozione del Made in Italy:
“In Italia 31mila imprese tra i 10 e i 50 addetti generano 53 miliardi di export, un valore che le piccole imprese di Francia, Germania e Spagna raggiungono solo messe insieme”.
Piccole, ma non minori, le Pmi italiane si dimostrano così competitive su scala internazionale ed essenziali per la bilancia economica. Per rafforzare la presenza estera delle Pmi, serve però una strategia per crescere e una visione di squadra.
Verticalizzazione e internazionalizzazione: l’importanza di fare rete per le Pmi
L’iniziativa “Obiettivo Export: Imprese e territori del Centro Italia verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026” è rivolta soprattutto alle regioni del Centro Italia, quali Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana e Sardegna, e si pone l’obiettivo di raccogliere le istanze del tessuto produttivo per costruire insieme alle imprese del territorio una strategia sempre più mirata di supporto all’internazionalizzazione e promozione del Made in Italy, in linea con gli obiettivi del Piano d’azione per l’export.

Il presidente Bianchi durante l’evento “Obiettivo Export: Imprese e territori del Centro Italia verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”, organizzata a Roma dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale presso l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” il 6 ottobre 2026.
L’appuntamento romano, organizzato martedì 6 ottobre 2026, chiude un percorso che ha già toccato Torino e Bari e prepara la Conferenza Nazionale dell’Export 2026, in programma il prossimo dicembre. L’idea alla base dell’iniziativa è portare il Sistema Paese più vicino alle imprese: non soltanto illustrare le politiche per l’internazionalizzazione, ma raccogliere esigenze e difficoltà dei territori e creare un confronto diretto con la rete diplomatica e commerciale italiana nel mondo.
Come sottolineato dal presidente di Piccola Industria, Fausto Bianchi, di per sé l’export non basta a contraddistinguere l’eccellenza produttiva del Paese: serve fare rete e un confronto costante con tutti gli attori che partecipano al loro successo. A partire dalle filiere. Bianchi ha tenuto ad aggiungere infatti che:
“Dobbiamo aiutare le Pmi a entrare nelle catene del valore locali attraverso partnership, joint venture, accordi commerciali e industriali. Questo vale soprattutto per le imprese più piccole, che pur avendo prodotti competitivi sono ancora prive delle dimensioni necessarie per affrontare questi percorsi. È possibile farlo facendo squadra, sostenendone la partecipazione a reti e filiere, mettendo insieme dati e competenze, piattaforme e strumenti del Sistema Paese, missioni istituzionali e imprenditoriali. Diventano decisivi anche l’accompagnamento commerciale, l’assistenza normativa, il credito, le garanzie, l’assicurazione dell’export e la finanza per gli investimenti. Una Pmi non deve necessariamente diventare grande prima di andare nel mondo: può crescere andando nel mondo, purché venga accompagnata”.

