
Quasi vent’anni di presenza e una crescita costante nel mercato dello yacht design. Nel curriculum di CS Naval, società con quartier generale a Sarzana, in provincia di La Spezia, non manca l’esperienza necessaria per soddisfare le aspettative dei cantieri navali che continuano a dare fiducia alla pmi ligure.
Alla base c’è un team tanto giovane quanto preparato, assemblato negli anni sotto la spinta dei due fondatori Giacomo Cervia, yacht designer, e Simone Salvetti, ingegnere meccanico. Raggiunto nel 2025 il fatturato di 800mila euro e potendo contare su 13 dipendenti, la realtà industriale dello spezzino continua a proporsi come un adeguato interlocutore per quei cantieri che vogliono proporre alla propria clientela barche di un certo profilo, spesso di lunghezza superiore ai 50 metri. L’ad Cervia racconta:
“Siamo in grado di offrire servizi che in pochi riescono a mettere sul piatto della bilancia. Questo perché CS Naval non è altro che la diretta sintesi tra il lavoro del designer e quello del realizzatore del progetto, un’ibridazione difficile da trovare sul mercato. In altre parole creiamo imbarcazioni belle ma fattibili, per la quasi totalità una diversa d’altra considerati gusti e necessità dei futuri armatori. Alcune, insomma, sono in qualche modo “sorelle”, ma mai identiche tra loro: c’è infatti chi desidera cabine di un certo tipo o ringhiere che possono variare dal vetro all’acciaio, dal titanio al carbonio. Piccole o grandi modifiche che finiscono per differenziare i vari progetti”.
Diversificazione, qualità, ricerca: la ricetta per competere
Un iter di progettazione e costruzione dell’imbarcazione, quello di CS Naval, che passa per un’infinità di step, tutti assolutamente indispensabili per non lasciare nulla al caso. La versatilità produttiva è premiante, spiega l’ad:
“Noi facciamo solo l’arredamento esterno, anche se capita pure di doverci dedicare all’interno, all’allestimento di locali tecnici, ai garage o alle zone di stivaggio. Comunque la parte della carpenteria viene poi, eventualmente, modificata in cantiere. In sede produciamo gli elaborati e decidiamo come debba essere pitturata la barca-nave, i colori, la scelta del tipo di tek, le piscine. A quel punto l’armatore è chiamato ad approvare le nostre scelte e in caso positivo si può iniziare a lavorare”.

I due fondatori della pmi ligure Cs Naval: Giacomo Cervia, yacht designer, e Simone Salvetti, ingegnere meccanico.
Una realtà di nicchia, ma estremamente ricercata
Ma qual è stato in questi anni il momento di massimo impegno per il team di CS Naval? Il gioco di squadra ha sicuramente permesso di superare le difficoltà nelle diverse stagioni imprenditoriali.
“Beh, sicuramente sono state le 13mila ore complessive di lavoro passate su una imbarcazione di 107 metri. Lì abbiamo dovuto occuparci degli allestimenti di scale lunghe 36 metri e rivestite con monitor interattivi. Un intervento mastodontico durante il quale c’erano contemporaneamente sette persone (di solito ne servono al massimo tre) a dare vita ad effetti digitali quali foglie che cadevano o farfalle capaci di seguire chi era in quel determinato momento sulle scale”.
Quindi opere importanti che hanno contribuito a dare sostanza allo status della pmi di casa a Sarzana, azienda che ora può fare affidamento su un portfolio clienti qualificato.
“È come fossimo l’ufficio tecnico dei cantieri con cui collaboriamo. Ormai ci conoscono bene e con loro abbiamo un solido rapporto di stima e amicizia. Il settore è piccolo e ci conosciamo un po’ tutti tra Livorno a Genova”.
Un percorso iniziato in un periodo storico non certo facile per tante realtà industriali, ma che per CS Naval ha invece significato un punto di partenza per certi versi fortunato.
“Abbiamo deciso di aprire quando avevamo solo 26 anni, ma l’azzardo ha poi pagato buoni dividendi. A contribuire alla crescita dell’impresa è stata paradossalmente la crisi del 2009, che ha colpito molto più chi già c’era da tempo rispetto a chi, come noi, era sceso in campo da poco”.

Iter di progettazione e costruzione dell’imbarcazione: il knowledge CS Naval passa per un’infinità di step, tutti assolutamente indispensabili per la qualità degli yacht progettati
Crescita a piccoli passi e costante: dal design navale al refit
Nonostante uno sviluppo costante che ha portato anche a valutazioni sull’eventualità di ampliare ulteriormente il perimetro commerciale, i vertici aziendali di CS Naval hanno deciso di proseguire a muoversi a piccoli passi.
“Non vogliamo strafare, insomma, mantenendo la barra diritta. Oltre agli altri progetti e servizi ci occupiamo pure di refit. È una parte marginale del nostro fatturato, ma interessante. Nel recente passato, per esempio, un armatore ci ha chiesto di aumentare il volume della sua imbarcazione che, alla fine dei lavori, è passata dai 90 metri di partenza a 100”.
Colpita in passato dagli effetti di un turnover che, per fortuna, al momento non costituiscono più un problema, CS Naval continua comunque a focalizzarsi sul formare in prima persona i tecnici del futuro.
“Pur restando faticoso trovare giovani interessati a crescere in questo ambito lavorativo, abbiamo in azienda stagisti che seguono corsi pratici semestrali. Durante il primo mese si concentrano sui server, poi sul disegno e via via il loro impegno quotidiano aumenta di difficoltà. La speranza è sempre la stessa: riuscire a tenere con noi i migliori al termine del periodo di formazione”.

