
Lo scorso 14 aprile gli istituti scolastici hanno aderito all’iniziativa “Imprese in cattedra”, pensata per permettere a studenti e studentesse di confrontarsi con le imprese e le loro storie. È stata una mattinata ricca di spunti e riflessioni quella vissuta il 14 aprile dai cento imprenditori e imprenditrici di Confindustria Bari e BAT. Il gruppo si è mobilitato per un’”invasione pacifica delle scuole” in occasione di “Imprese in cattedra”, evento pianificato nell’ottica di suscitare interesse dei e delle più giovani verso la cultura d’azienda del territorio e l’arte dietro ogni attività imprenditoriale.
Restare è possibile
L’iniziativa “Imprese in cattedra” ha toccato cinquanta istituti scolastici e consentito di raccontare a circa cinquemila partecipanti quale fascino sia lavorare all’interno delle aziende del territorio. Gli imprenditori hanno anche spiegato come non si debba necessariamente emigrare per avere migliori prospettive di vita, con la speranza così di non dover più fare i conti con statistiche drastiche. Per esempio, la Puglia dal 2011 ha perso 130mila giovani per un valore stimato complessivo di 40 miliardi di euro.
Passione e futuro
Il confronto ha rappresentato una mobilitazione di massa che, inserita nel programma Capitale della cultura d’impresa di Confindustria 2026, non è apparsa come una lezione di economia aziendale, ma come racconto di esperienze. Gli imprenditori hanno così dato voce alle loro avventure aziendali, condividendo aneddoti con le classi di seconda e terza media o del biennio della scuola superiore. L’idea alla base di “Imprese in cattedra” è legata al desiderio di contagiare le generazioni più giovani con lo spirito d’intraprendenza e trasmetter informazioni utili sull’industria del territorio, nonché sui percorsi di studio e di lavoro che offre.
Un quadro d’insieme da modificare
L’iniziativa “Imprese in cattedra” parte dal fatto che le aziende non hanno futuro se non ci sono giovani da assumere, scenario impensabile fino a qualche anno fa. Gli studi pubblicati da Unioncamere mostrano infatti come la Puglia, nel periodo tra il 2025 e il 2029, avrà bisogno di oltre 200mila nuovi lavoratori e lavoratrici. Purtroppo, in quasi in 50% dei casi, saranno figure professionali difficili da trovare.
All’interno delle imprese
Erano presenti all’iniziativa, svolta presso l’Istituto comprensivo Michelangelo di Bari, Mario Aprile, il presidente di Confindustria Bari e BAT; Giuseppe Silipo direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Puglia; Maria Veronico, dirigente scolastico del’Istituto comprensivo Michelangelo Bari; Giuseppina Lotito, dirigente Usr territoriale di Bari, insieme all’imprenditrice Chiara Veronico di Veronico srl e imprenditore Nicolo’ Scoditti di Hybris, che hanno raccontato ai ragazzi le dinamiche interne alla loro impresa.
Il punto di vista del presidente
“Sono cresciuto e continuo a vivere in una realtà che è troppo anti-industriale. Noi oggi vogliamo cambiare la narrativa, far scoprire ai ragazzi e ragazze quanto è bello e quanto è forte il nostro tessuto produttivo”, ha detto il presidente di Confindustria Bari e BAT Mario Aprile, “Vogliamo dire alle nuove generazioni che non c’è bisogno di andare fuori per coltivare i propri sogni. Vanno sviluppati qui, il futuro va costruito qui. Come imprenditori e imprenditrici, dobbiamo lavorare a questo obiettivo col mondo scolastico e il mondo universitario, sempre al nostro fianco”.

