
Le Dolomiti e la Val di Fiemme non sono certo la prima zona d’Italia che viene in mente quando si parla di pasta. Eppure, il lavoro iniziato nel lontano 1908 a Predazzo, in provincia di Trento, dalla famiglia Felicetti è riuscito a portare in moltissime parti del mondo prodotti capaci di sorprendere per il sapore inconfondibile regalato dalla purezza dell’acqua e dell’aria di montagna.

La dirigente dell’ufficio marketing, Marialaura Felicetti.
Pastificio Felicetti, una storia di crescita tra qualità e innovazione
Rimasto il solo a portare avanti un progetto futuribile, dopo acquisizioni e la progressiva uscita di scena della decina di competitor che popolavano questi territori intorno agli anni ’60, dal almeno un trentennio il Pastificio Felicetti ha iniziato a puntare con forza su una qualità ancora più riconoscibile. Una storia di successo che ha permesso alla Pmi trentina di far crescere il proprio fatturato fino ai 66 milioni di euro del 2025 con l’aiuto dei suoi 146 dipendenti. Percorso reso sicuramente più impegnativo dal fatto di dover produrre ad alta quota. È infatti l’unica azienda europea a farlo al di sopra dei mille metri di altitudine, con tutte le problematiche che ne conseguono.
Come spiega la dirigente dell’ufficio marketing, Marialaura Felicetti:
“Siamo quotidianamente di fronte a non poche complessità. Scendere e salire sulle nostre strade non è un compito agevole, ci vuole infatti un’ora buona per raggiungere l’autostrada. Abbiamo insomma costi di gestione diversi rispetto ad altre realtà industriali in termini logistici e amministrativi. In inverno poi dobbiamo fare i conti soprattutto con la neve, mentre in estate con l’impatto sul traffico dei tanti turisti e turiste che vengono a passare dei giorni di vacanza in Val di Fiemme”.
Molto, però, è compensato dalla soddisfazione per i commenti di chi collabora con Pastificio Felicetti.
“Ci dicono che si ricaricano solo per il fatto di venirci a trovare in un posto così bello. E non facciamo assolutamente fatica a credergli”.
Materie prime italiane e ricerca della qualità nella Pmi trentina
Nel processo di affinamento della produzione, la S.p.A. della provincia di Trento non ha mai derogato al principio della ricerca delle migliori materie prime, integrando il tutto con l’uso della tecnologia necessaria per restare al passo con i tempi.
“In questo modo continuiamo a preservare l’unicità, l’identità della produzione di Pastificio Felicetti attraverso studi molto accurati. In più, l’aver scelto di utilizzare esclusivamente semole di provenienza nazionale, escluso il kamut che arriva da Canada, è di sicuro un fattore distintivo e sintomo di qualità”.

Produzione ed export: la pasta delle Dolomiti conquista i mercati esteri
Potendo vantare in catalogo oltre 100 formati, il Pastificio Felicetti raggiunge complessivamente le 35mila tonnellate prodotte all’anno, di cui 20mila realizzate nel sito di Predazzo e 15 mila in quello di Molina di Fiemme, inaugurato nel 2022. Dinamiche d’impresa, ma pure legate al desiderio di soddisfare sempre di più la clientela, che hanno portato parecchio lontano da Predazzo queste paste d’alta quota create con grano proveniente da Puglia, Sicilia e Basilicata (mentre invece il farro è coltivato in Umbria e Marche).
“Al momento la percentuale export di Pastificio Felicetti si attesta sul 55-60% del fatturato. I mercati in cui siamo maggiormente presenti e quindi apprezzati sono, in Europa, la Germania e il Regno Unito, con gli Stati Uniti a mostrare il più grande interesse al di fuori dei confini continentali”.
Monograno Felicetti: la pasta biologica scelta dagli chef stellati
Il punto di forza della produzione è certamente la Monograno, linea che fa parte, assieme alle Originale, Biologica e Speciale, delle quattro principali proposte della dinastia di pastai trentini. È ottenuta da semole biologiche monorigine coltivate in terreni ben precisi. Una pasta monovarietale dallo spiccato carattere, insomma.
“L’abbiamo messa in commercio nel 2004 per andare incontro alle richieste dei consumatori più esigenti e dei professionisti della ristorazione”. Chef, come il tre stelle Michelin Norbert Niederkofler, il mono stellato Alessandro Gilmozzi e Michele Casadei Massari, che non esitano ad utilizzarla per le proprie, pregiate invenzioni culinarie.
Sostenibilità ambientale: il progetto del Pastificio Felicetti per il futuro
Intanto il Pastificio Felicetti prosegue a impegnarsi sulla strada di una concreta ricerca della massima sostenibilità ambientale, perché, come ribadiscono i suoi vertici aziendali, “non c’è più tempo da perdere”.
Sottolinea Marialaura Felicetti:
“L’etica ambientale è da sempre un nostro punto di partenza primario. Per tutelare la natura che ci circonda le confezioni di pasta sono, oltre che riciclabili, anche sostenibili con il packaging realizzato in carta. E quando ci hanno chiesto gli scarti per produrre biometano abbiamo subito detto di sì. Per noi significherà un risparmio annuo di 590mila metri cubi di metano, ma è un’idea, un progetto che non porterà vantaggi solo per Pastificio Felicetti ma per tutta la valle. Un ulteriore passo avanti pure sotto il profilo della corporate social responsibility, progressi documentati dall’ultimo report aziendale di sostenibilità”.

