
Da oltre un secolo, nel “paese delle erbe”, c’è una famiglia che continua a celebrare la grande biodiversità del territorio. Una ricca storia aziendale, quella della “Liquoreria – Erboristeria Sarandrea”, iniziata nel lontano 1918 a Collepardo, in provincia di Frosinone, e che sorge appunto dalla passione dei Sarandrea per la ricerca delle tante piante officinali capaci di offrire gli estratti necessari per la creazione di liquori artigianali, cosmetica e fitopreparazioni.
Erboristeria e tradizione: le origini di Sarandrea a Collepardo
Come spiega la cotitolare della Pmi laziale, Alessandra Sarandrea:
“Questa zona è da sempre legata all’utilizzo di oltre 300 piante, tra le 1200 catalogate, da cui estraiamo proprietà benefiche. Un percorso partito nel Medioevo nella vicina Certosa di Trisulti con il lavoro dei frati cappuccini e che parecchi anni più avanti nostro nonno ha deciso di proseguire dando di fatto vita all’attuale Sarandrea”.
Al tempo i certosini di Trisulti erano famosi per aver creato i cosiddetti “orti dei semplici”, spazi in cui venivano fatte crescere le piante con le quali poi venivano curate le persone inferme. Nella loro farmacia sono ancora conservati medicamenti, estratti di piante datati 1700”.
Ricerca e innovazione: l’erboristeria tra università e formazione
Un amore per la cura di piante officinali tassativamente spontanee che la famiglia Sarandrea ha così sviluppato nel tempo, fino a farne un’attività imprenditoriale che nel 2025 ha prodotto un fatturato di 3,5 milioni di euro a fronte di 26 dipendenti.
“Debbo dire che siamo una realtà molto particolare. Nel nostro catalogo sono infatti presenti più di 6000 pezzi, considerato che, oltre alla parte liquoristica, ci occupiamo pure dell’estrazione di essenze per aziende erboristiche che fanno integratori alimentari e collaboriamo anche con varie università tra cui le romane La Sapienza e Tor Vergata, la milanese Sacro Cuore, quelle di Siena, Pisa e Torino. Inoltre abbiamo rapporti con istituti del territorio, che hanno mandato qui in sede studenti e studentesse per il progetto scuola-lavoro. Una parte di loro, dopo gli stage necessari per entrare, hanno ottenuto assunzione a pieno titolo”.

Marco Sarandrea, titolare e proprietario della “Liquoreria – Erboristeria Sarandrea”, nonché socio fondatore e docente dell’Accademia delle Arti Erboristiche.
Erbe officinali e sostenibilità: il modello green dell’impresa Sarandrea
Completamente del posto, il personale di Sarandrea contribuisce a rendere ancora più green l’impegno per la sostenibilità ambientale messo in campo dalla Pmi di Collepardo.
“Sono lavoratori e lavoratrici a chilometri zero, i loro brevi spostamenti contribuiscono a non farci pesare troppo sull’ambiente circostante. Pure la raccolta delle piante officinali, lontano da fonti in inquinamento, avviene nelle vicinanze, riducendo al minimo le distanze da percorrere. L’unica pianta che non possiamo trovare sul territorio o in aziende che, comunque, non si servono di colture intensive è il ginseng”.
Nel vasto panorama erboristico che da forza all’offerta commerciale di Sarandrea spiccano principalmente due proposte alcoliche pluripremiate.
“Sono l’amaro San Marco, nel passato preparato come medicinale e che ora invece si è ritagliato uno spazio importante nel campo della degustazione, e la nostra sambuca. Quest’ultima è un unicum: è prodotta da un distillato di fiori di sambuco, diversa dalle altre in commercio perché rispetta la ricetta originale dei frati certosini”.
Erboristeria e fitoterapia: tinture madri e gemmoderivati a base di erbe officinali
Inoltre a Sarandrea vengono in particolare richieste tinture madri e gemmoderivati, cioè preparati ottenuti dalla macerazione di tessuti embrionali freschi delle piante, utilizzati nel settore fitoterapico per la creazione di integratori alimentari.

La cotitolare della “Liquoreria – Erboristeria Sarandrea”, Alessandra Sarandrea.
Il tutto rispettando in maniera rigorosa la stagionalità delle erbe, un aspetto estremamente importante se si vuole mantenere la barra dritta sui concetti fondanti della sostenibilità ambientale.
“Per fare al caso nostro queste debbono essere nel loro esatto tempo balsamico, periodo in cui le piante hanno al loro interno il massimo dei principi attivi”.
Sarandrea, crescere senza cambiare filosofia
Oltre a questo, in Sarandrea vengono tenuti in grande considerazione pure altri criteri di sostenibilità, quelli economici e sociali.
“Non abbiamo alcuna intenzione di espandere il raggio d’azione commerciale perché significherebbe cambiare filosofia aziendale. E poi, non vogliamo assolutamente essere utilizzare prodotti di sintesi nei processi produttivi”.
Parte di una zona della Ciociaria resa preziosa, come detto, da una biodiversità fuori dal comune, il territorio intorno a Collepardo è una sorta di isola felice naturale. Non si sa se per la ricchezza del terreno, per la posizione, ma qui, dal 1991, convergono un po’ da tutta Italia per partecipare al corso di riconoscimento e uso delle piante officinali organizzato dalla Sarandrea.
Chiarisce la cotitolare dell’azienda del frusinate.
“È tenuto nella nostra sede da docenti universitari e membri delle accademie, un approfondimento che chiunque può frequentare. Chi lo ha pensato e messo in pratica è stato mio fratello Marco: parte a maggio e si sviluppa su quattro finesettimana”.

Nuovi progetti per la sede e i laboratori di liquori, fitoterapia e cosmetica
Nel breve e medio termine, infine, i vertici aziendali di Sarandrea hanno in cantiere più di un progetto. Tra i più impellenti è di sicuro quello di sistemare ancora meglio gli interni della sede datata anni ’60.
“L’abbiamo progressivamente migliorata tanto, ma adesso vorremmo ammodernarla, anche per sfruttare appieno i pannelli solari che stiamo montando. Un restiling necessario per dare maggiore respiro ai tre laboratori dedicati a liquori, fitoterapia e cosmetica operativi al suo interno”.

