
È partito tutto da un interrogativo per B2 Labtech. Dalla domanda, cioè, se fosse meglio utilizzare luci blu o rosse negli ambienti indoor, una scelta ragionata per migliorare benessere, performance e sostenibilità complessiva. È la domanda che i fondatori della startup di casa a Rovereto, in provincia di Trento, si erano fatti già prima della partenza ufficiale del loro progetto, nel 2022, arrivando alla conclusione che nel corso della giornata di lavoro è la luce a doversi adattare alle persone, non il contrario. Lo racconta l’amministratore delegato e cofondatore di B2 Labtech, Luca Benedetti:
“Abbiamo provato a cambiare approccio, soprattutto per chi lavora, puntando a un’illuminazione che per noi deve assolutamente essere umano-centrica. In grado cioè di sviluppare soluzioni adattive e circadiane, così da modulare la luce sui bisogni biologici, psicologici e comportamentali degli esseri umani”.
Assieme a Francesco Brocca, l’altro founder, i due hanno progettato un business partendo da studi scientifici sui cicli circadiani, offrendo spunti ulteriori rispetto al limitativo concetto di luce on-off che attualmente domina sul mercato.
Illuminare la quotidianità con soluzioni “umano-centriche”
L’uso della luce in maniera uniforme, statica e limitativa è un’applicazione da cui la realtà industriale trentina è molto distante. Infatti, B2 Labtech ha deciso da tempo di allontanarsi da questo approccio. Per i due founder questo tipo di utilizzo dell’illuminazione modifica anche i ritmi metabolici delle persone.
“Per prima cosa l’illuminazione standard incide negativamente sulla vista oltre che sull’umore. Per cui ci preoccupiamo di fornire al cliente la luce giusta, concentrandoci su un aspetto in particolare: non vogliamo che al nostro metabolismo arrivino informazioni sbagliate”.
Prendiamo certi mesi dell’anno: si tende ad arrivare a casa distrutti se sul posto di lavoro non si passa nelle ore finali della giornata a un’illuminazione dai toni più caldi, come la luce rossa a 1800 gradi Kelvin. Quella blu, molto fredda e che arriva a 6500 gradi, secondo i vertici di B2 Labtech aiuta a performare meglio durante il giorno, perché capace di aumentare il contrasto tra i colori, mentre la sera può fare veramente male a chi la usa.

Una dimostrazione di come cambi uno spazio con la luce, da calda….

… A luce fredda
Governare la luce con l’intelligenza artificiale
Processi adattivi in cui ha un ruolo sempre più importante anche l’intelligenza artificiale, strumento che in B2 Blutech stanno studiando per capire quali possano essere i suoi ulteriori sviluppi all’interno del progetto. Come sottolinea l’ad della startup con quartier generale a Rovereto:
“È un modus operandi che ci permette di gestire lo spettro della luce, il range cromatico e l’intensità luminosa. L’utente finale, comunque, nota solo la differenza tra luce fredda e calda. Durante il periodo di studi passato in Danimarca per conseguire la laurea magistrale, mi sono reso conto di come questi input luminosi siano in grado di influenzare la vita delle persone”.
Soluzioni su misura, con la luce giusta
Nel corso degli ultimi quattro anni, B2 Labtech ha progressivamente ampliato il proprio raggio di azione dedicandosi in principal modo a tre tipi di clientela.
“Siamo presenti negli ospedali e in quello di Belluno abbiamo già reso fruibile un’istallazione che ha garantito la luce adatta a rispondere alle necessità del loro reparto di pediatria. Un’illuminazione capace di non far affaticare gli occhi dei bambini come pure quelli di famigliari e personale sanitario. Il secondo committente sono sicuramente le grandi aziende. Queste chiedono di creare applicazioni concrete per il benessere dei dipendenti. Infine, l’ultima tipologia di cliente sono le spa, centri all’interno dei quali stiamo continuando a testare i nostri sistemi. Nello specifico ci occupiamo di mettere a punto soluzioni legate a giochi di luce in saune e ambienti relax in strutture di lusso”.

L’amministratore delegato e cofondatore di B2 Labtech, Luca Benedetti
Sotto la luce dell’innovazione
Nel frattempo, il progetto iniziato da B2 Labtech è stato anche premiato come best practice nel programma Trentino Startup Valley. Un riconoscimento dal valore innovativo, che ha contribuito a dare ancora maggiore visibilità alle idee del duo Benedetti-Brocca.
“Il premio in denaro ci ha innanzitutto consentito di poter sviluppare qualcosa in più negli ambiti che avevamo scelto per farci conoscere. Inoltre ha portato con sé un’esposizione mediatica capace di aumentare il livello del foundraising, oltre a permetterci di rafforzare la parte legale e allargare il perimetro commerciale”.
In chiave futura, B2 Labtech ha in cantiere un progetto con un grande player del settore energetico, mentre mantiene saldo il legame con atenei, non solo italiani. Conclude Luca Benedetti:
“Stiamo pensando di ampliare il piano di lavoro che ci ha portato negli ospedali con le nostre idee sull’illuminazione. A tal proposito, abbiamo già in essere contatti avviati con l’università di Trento e con quella giapponese di Nagasaki. Per gli ambienti di lavoro di altre aziende di un certo spessore si sta ragionando infine su ulteriori istallazioni innovative”.

