Rivista di Politica Economica 2026/1
22,00€
Le strategie e le istituzioni dell’Unione Europea richiedono un cambio di approccio per sostenere e promuovere la posizione competitiva del nostro continente, la sua autonomia e sovranità. A questo è dedicato il nuovo numero della Rivista.
Descrizione
La globalizzazione ha cambiato forma. L’arena internazionale degli scambi commerciali e produttivi non è più esclusivamente il luogo del perseguimento di vantaggi economici attraverso le transazioni, ma un contesto multidimensionale in cui efficienza produttiva, autonomia strategica, resilienza e rivalità geopolitica si intersecano. In questo nuovo ambiente internazionale, le consuetudini operative, le strategie e le istituzioni dell’Unione Europea e dei suoi Paesi Membri segnano il passo, mentre scelte innovative sono inderogabili per il futuro competitivo del nostro continente.
Stati Uniti e Cina sono ormai impegnati in una competizione strategica su ogni terreno, con una chiara determinazione a modificare a proprio vantaggio lo status quo.
La fragilità dell’Europa si esprime in molti casi nel praticare schemi di gioco superati, per esempio a fronte della competizione durissima con esportazioni cinesi sostenute da sussidi finanziari e no, oppure a fronte della nostra dipendenza energetica che pregiudica la competitività.
Questo numero della Rivista approfondisce alcuni dei temi centrali che oggi sollecitano con urgenza un cambio di passo nelle dinamiche europee. Il dibattito sulla competitività europea si è cristallizzato attorno a una narrativa di declino che è al contempo in parte fondata e in parte fuorviante. È fondata laddove segnala un divario reale e crescente nella frontiera tecnologica del software e dell’intelligenza artificiale, specialmente nei confronti degli Stati Uniti. È fuorviante laddove interpreta tale divario come un destino di debolezza sistemica del modello europeo, ignorando le dimensioni e le potenzialità che possono invertire la tendenza.
La posta in gioco eccede la sfera economica: la qualità della vita che il modello europeo garantisce oggi non è sostenibile nel medio periodo in assenza di innovazione, e l’innovazione langue precisamente nei settori strategici, tra cui semiconduttori, intelligenza artificiale, farmaceutica, energia pulita e difesa, nei quali si decidono simultaneamente la crescita futura e la sicurezza. Un nuovo equilibrio è possibile con una regolamentazione meno asfissiante e più armonizzata, e con investimenti su scala continentale. La manifattura europea in questa prospettiva è un patrimonio decisivo e una leva per la rinascita competitiva, se il momento delle scelte viene colto.



