
Il Trattato Ue Mercosur entra nel vivo della sua operatività. Applicato da pochi giorni, l’accordo interinale disciplinerà gli accordi commerciali tra i paesi Mercosur (Argentina, il Brasile, il Paraguay e l’Uruguay) e quelli dell’area Ue. A beneficiarne saranno imprese, consumatori e agricoltori che operano su scala internazionale: si stimano infatti 4 miliardi di dazi in meno a carico delle imprese e nuove opportunità per le attività produttive.
Scambi commerciali Ue-Mercosur: una relazione da oltre 17mld di euro
Lo sviluppo delle filiere comuni è un aspetto centrale nel Trattato Ue Mercosur, che favorirà in primis le filiere industriali, ma dedicando spazio e attenzione anche ai settori in crescita. “L’Accordo Ue-Mercosur è una leva essenziale per la competitività delle nostre imprese e per rafforzare una relazione che vale già oltre 17 miliardi di euro di interscambio con l’area. La nostra industria può contribuire in modo determinante allo sviluppo di filiere comuni in ambiti ad alta crescita, come digitalizzazione, energie rinnovabili, green tech mentre il Brasile resta un partner decisivo anche per l’accesso a materie prime e minerali critici. Ma la sostenibilità resta un elemento imprescindibile: il capitolo dedicato nello stesso accordo va nella direzione di coniugare crescita e tutela ambientale, condizione necessaria per la stabilità degli scambi e per gli obiettivi climatici europei”. Lo ha detto la vicepresidente per l’export e l’attrazione degli investimenti di Confindustria Barbara Cimmino durante l’evento “Tecnologia e Ambiente: prospettive per l’Italia e il Brasile nell’ottica dell’Accordo Ue-Mercosur” a Roma del 4 maggio.
Rafforzare gli scambi con i partner commerciali: la missione strategica in Argentina e Brasile
È ai comparti più strategici che è dedicata la missione che Confindustria guiderà dal 7 all’11 settembre 2026. La missione di sistema si concentrerà su Argentina e Brasile, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia: un’occasione per valorizzare le opportunità nei comparti transizione energetica, infrastrutture, farmaceutica, macchinari, agri-tech e digitale.
Gli scambi tra l’Italia e i due paesi, infatti, rappresentano un nodo strategico, con una crescita registrata dei volumi di interscambio soprattutto negli ultimi dieci anni. “L’Italia è il secondo partner europeo del Mercosur e l’80% dei nostri scambi con l’area è concentrato sul Brasile”, spiega Barbara Cimmino, “con un interscambio cresciuto del 57% in dieci anni e un export manifatturiero che nel 2025 ha raggiunto 5,7 miliardi di euro. Il nuovo quadro tariffario, con il 10% delle esportazioni europee già a dazio zero dal primo maggio e una progressiva eliminazione delle barriere nei prossimi anni, può liberare ulteriore potenziale in settori chiave come macchinari, mezzi di trasporto e prodotti chimico-farmaceutici“.
In questo clima positivo di cooperazione internazionale e crescita, Cimmino ha concluso spiegando che “Confindustria continuerà a lavorare per rafforzare questa collaborazione, anche attraverso la missione in Argentina e Brasile di settembre, dedicata proprio ai settori strategici e alla costruzione di nuove catene del valore“.

