
Rendere l’Europa sempre più sostenibile a livello energetico e quindi competitiva a livello mondiale. Questo il tema al centro dell’VIII edizione del Sustainable Economy Forum, organizzato da Confindustria e San Patrignano, tenutosi il 14 maggio 2026 all’interno della comunità.
Il forum ha avuto un grande eco: 350 gli iscritti in presenza, 400 quelli che hanno scelto di seguirlo online. Tema più atteso quello riguardante l’energia, su cui il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ripreso il discorso sul nucleare aperto nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A tal riguardo ha detto che “il dibattito politico sul ritorno della produzione di energia dal nucleare in Italia non dev’essere ‘ideologico’, ma basato su ‘elementi di merito’. Confidiamo che il disegno di legge sul nucleare di ultima generazione possa uscire entro la pausa estiva dal Parlamento per proseguire con l’iter. Mi auguro”, ha proseguito il ministro, “non si ideologizzi la questione: perdere il nucleare sarebbe un delitto nei confronti delle future generazioni e ci costringerebbe alla decrescita. Dobbiamo riuscire a tenere insieme il percorso di decarbonizzazione, con quello di energia proveniente da altre fonti energetiche”.
L’intero forum è stato moderato da Luca Orlando, giornalista del Il Sole 24 Ore.
Il Sustainable Economy Forum 2026 è promosso da San Patrignano e Confindustria con Intesa Sanpaolo quale partner istituzionale e Audi main partner. Brembo, Conai, Enel, Gruppo Il Sole 24 Ore, IgpDecaux e Snam sono i top partner, mentre 4.Manager, A2A, CDP, Cersaie-Bologna, Dils i partner. Si ringrazia per la donazione all’evento NovaCapital e Acciona. Con la partecipazione di E4Impact Foundation.
Produzione energetica, Orsini: “Tutti partiti sostengano con responsabilità la proposta in Parlamento”
Sulla centralità del nucleare ha insistito anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per cui: “Sarà fondamentale che tutti i partiti, in modo responsabile, sostengano la sperimentazione sul nucleare, perché sarà l’unica via nel futuro per rendere indipendente il nostro Paese”. Un tema che, però, si scontra con la sua applicazione odierna. “Per scelte fatte nel passato, sul nucleare il Paese è fuori scala e fuori mercato sia all’interno dell’Europa sia all’esterno del nostro continente”, ha concluso Orsini.
A sottolineare l’importanza di una differenziazione nella produzione energetica anche Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano: “Il Green Deal europeo ha segnato una direzione chiara: diventare il primo continente climaticamente neutro. Oggi è evidente che la sfida si è fatta più complessa e deve guardare alla concretezza: non basta indicare la meta, occorre rendere il percorso sostenibile anche dal punto di vista economico, industriale e sociale. Oltre a ridurre gli impatti ambientali”, ha proseguito, “dobbiamo ripensare intere filiere in chiave di recupero, riuso e valorizzazione delle risorse. È una sfida che può generare valore economico, oltre che ambientale, rafforzando l’autonomia europea nelle materie prime”.
Autonomia energetica, tra ambizioni e pragmatismo
Il tema dell’energia e dei carburanti rappresenta uno dei veri banchi di prova della sostenibilità europea. Come sottolineato dalla stessa Letizia Moratti, “la transizione energetica non può prescindere da sicurezza, accessibilità e competitività dei costi. Le scelte su rinnovabili, idrogeno, biocarburanti e infrastrutture saranno determinanti per il futuro della nostra industria. Oggi le dinamiche internazionali incidono direttamente sui prezzi, sulla disponibilità delle risorse, sulle scelte di investimento. E rendono ancora più urgente per l’Europa costruire una vera autonomia energetica, diversificando le fonti e accelerando sull’innovazione. L’Europa ha le competenze, i valori e la capacità industriale per guidare questa trasformazione. A condizione di saper coniugare ambizione e pragmatismo”.
“Se vogliamo tenere insieme la sostenibilità sociale e ambientale e la competitività, oggi dobbiamo essere pragmatici, mettendo al centro la neutralità tecnologica e puntando a un mercato unico dell’energia. Noi ci batteremo per mantenere l’industria all’interno del nostro continente” ha detto Emanuele Orsini, presidente di Confindustria aprendo i lavori del Sustainable Economy Forum”. Per la competitività dell’industria italiana ha aggiunto: “Speriamo che il Mef faccia presto a mettere a terra le misure per il sostegno all’automotive. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione”.
Tiro alla fune tra regolamentazioni e innovazione, un freno alla crescita
A portare l’impegno delle istituzioni europee la stessa Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo e Roberto Viola, Director-General, Directorate-General for Communications Networks, Content and Technology, European Commission. Per Metsola, “Un’Europa che cresce ha bisogno di energia sostenibile. Per questo stiamo accelerando la transizione verso un sistema energetico più interconnesso e diversificato, aumentando gli investimenti nelle energie rinnovabili e nel nucleare e ponendo fine alla dipendenza del gas russo”.
Anche le infrastrutture strategiche rappresentano oggi un terreno di forte competitività. “Nell’affrontare il tema del cambiamento e del progresso tecnologico un punto centrale è ‘la dimensione delle regole e la loro semplificazione’ e ‘il cambiamento di rotta che c’è stato nell’ultimo anno non è stato abbandonare quelli che sono i principi fondamentali della democrazia, ma correggere tutto quel sistema di regolamentazione eccessiva che pone freni all’innovazione tecnologica”, è intervenuto detto Roberto Viola, affermando che sono stati investiti 10 mld di euro per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale e che il giro di investimenti potenziali in Europa su questo tipo di infrastrutture si aggira sui 200 miliardi di euro di euro.
In merito al tema dell’energia si sono confrontati Giovanni Arcoleo, country Manager Energia Italy & Egypt di Acciona; Aurelio Regina, delegato per l’Energia di Confindustria; Paolo Scaroni, presidente Enel; Agostino Scornajenchi, amministratore delegato e direttore generale Snam.
Logistica e trasporti sostenibili: dimensioni costitutive della competitività
Nella tavola rotonda sul tema infrastrutture e mobilità si è parlato di corridoi europei fisici e digitali, mobilità intelligente e logistica sostenibile con Mariarosa Baroni, presidente Ngv Italy; Leopoldo Destro, delegato di Confindustria ai trasporti, logistica e industria del turismo; Felipe Morgulis, president of Ups Healthcare Logistic and Distribution; e Francesco Nonno, presidente di Ftth Council Europe.
Come sollevato da Leopoldo Destro, in Europa, “il settore dei trasporti produce il 29% delle emissioni e se il ritmo attuale non cambia al 2030 arriverà al 44% con tutti gli altri settori che scendono. A frenare la transizione”, ha aggiunto, “sono infrastrutture inadeguate o incomplete, flotte obsolete e l’assenza di una strategia intermodale integrata. Oggi la ferrovia merci italiana copre l’11% del totale nazionale, contro il 23% della media Ue”.
Per favorire una transizione efficiente sul piano energetico, ci sono diverse soluzioni. “Rafforzare lo shift modale e accelerare l’utilizzo di carburanti alternativi. Spostare una tonnellata di merci dalla strada alla ferrovia consente di risparmiare 60 grammi di CO2 per tonnellata-km. La Svizzera, nello stesso arco alpino che attraversa l’Italia, ha trasferito il 70% delle merci alpine su rotaia dimostrando che risultati concreti si ottengono con politiche coerenti, investimenti e incentivi strutturali. Per Confindustria”, ha concluso Destro, “la sostenibilità dei trasporti è una leva di competitività: significa ridurre i costi energetici, rafforzare le filiere e qualificare il Made in Italy sui mercati sempre più attenti agli standard Esg”.
Innovazione industriale e competitività
Rispetto al tema dell’innovazione industriale e policy per la competitività si sono confrontati Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica; Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici; Fabio Giambelli, amministratore delegato di Dow, e Marco Nocivelli, vice presidente per le Politiche Industriali e il Made in Italy di Confindustria. A fare un focus sul tema dell’automotive è stato invece Matteo Tiraboschi, presidente esecutivo Brembo.
Nel panel dedicato alla finanza hanno parlato di investimenti, credito e strumenti per la crescita sostenibile Angelo Camilli, vice presidente per il Credito la Finanza e il Fisco di Confindustria; Alessandro Carano, managerial adviser della Banca Europea per gli Investimenti; Luca D’Agnese, direttore investment technology strategy di Cdp Equity; e Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche, Divisione Banca dei Territori, Intesa Sanpaolo e Carlo Germano Ravina, managing director di Nova Capital.
A parlare di qualità urbana attorno ai temi di casa, verde urbano, servizi integrati e rigenerazione urbana sono stati Giuseppe Amitrano, founder e group Ceo di Dils; Gabriele Buia, delegato Confindustria per il Piano Casa; Maurizio Marchesini, presidente di Assoclima; Giovanna Ricuperati, presidente Confindustria Bergamo, e Andrea Rustioni, amministratore delegato di Igp Decaux.
Economia circolare e nuovi modelli di business
A dialogare attorno ai temi più pertinenti all’economia circolare come riduzione rifiuti, riciclo e nuovi modelli di business sostenibili sono stati Catia Bastioli, amministratrice delegata di Novamont; Camilla Colucci, co-fondatrice e ceo di Circularity; Simona Fontana, direttrice generale Conai, e Marco Piccolo, del gruppo tecnico ambiente e sostenibilità di Confindustria.
Per il quarto anno consecutivo, all’interno dell’evento, E4Impact ha assegnato il Gian Marco Moratti Award a quelle imprese africane che, attraverso modelli innovativi e soluzioni concrete, contribuiscono in modo misurabile al raggiungimento di uno o più obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. A essere premiati Jane Ndiritu, partecipante dell’E4Impact MBA in Kenya, co-fondatrice e CEO di Dheiton Ventures Limited, un’impresa sociale specializzata nella filiera avicola che oltre alla produzione di uova (circa 6 tonnellate a settimana) si occupa di capacity building per i piccoli allevatori di pollame (di ad oggi ne ha supportati oltre 1.000). Assieme a lei è stato premiato anche Bright Vandyke Okyer, partecipante dell’E4Impact MBA in Ghana, fondatore di Anidaso Eye Centre, impresa socio-sanitaria fondata nel 2022 per colmare il grave divario nell’accesso a cure oculistiche di qualità nelle comunità rurali. AEC offre servizi oculistici di alta qualità, accessibili e a prezzi sostenibili, con un forte focus sulle popolazioni meno servite. A oggi ha fornito assistenza oculistica a oltre 50.000 persone e ha distribuito oltre 5.000 paia di occhiali e sottoposto a screening migliaia di bambini in età scolare.

