
Semplificare per innovare, ma non a discapito della sicurezza. Seguendo questa strada, l’agenda digitale europea si trova di fronte a una sfida di grande portata, con numerosi dossier che hanno da poco intrapreso il loro iter normativo e altri attesi nei prossimi mesi.
Si tratta di temi diventati prioritari per l’esecutivo europeo e che vedono in prima linea la presidente Ursula von der Leyen e la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, impegnate a lavorare lungo cinque direttrici strategiche: semplificazione, cybersicurezza, infrastrutture, nuove tecnologie e sovranità digitale.
Digital Omnibus e semplificazione delle regole digitali europee
Tra le principali iniziative normative figura il Digital Omnibus (qui il position paper di Confindustria), presentato dalla Commissione europea nel novembre 2025 e suddiviso in due filoni: uno dedicato all’intelligenza artificiale e uno focalizzato su trasparenza online, protezione dei dati e cybersicurezza.
L’obiettivo della proposta è semplificare e armonizzare il quadro normativo digitale europeo, riducendo sovrapposizioni e ambiguità giuridiche. Le misure previste includono regole più chiare sull’AI, un maggiore coordinamento nel reporting degli incidenti cyber, semplificazioni del GDPR e un approccio più calibrato al data sharing, soprattutto nei rapporti tra imprese, per tutelare sicurezza, investimenti e proprietà industriale.
Sul tema della semplificazione digitale, Confindustria ha pubblicato nell’aprile 2026 un documento dedicato alle priorità dell’industria italiana. Altro dossier centrale è il Cybersecurity Act 2, presentato a gennaio 2026 con l’obiettivo di rafforzare la resilienza e le capacità di cybersicurezza europea, evitando frammentazioni del mercato digitale.
La proposta punta inoltre a rafforzare il ruolo dell’ENISA, l’agenzia europea per la cybersicurezza, e a migliorare la sicurezza delle catene di approvvigionamento ICT.
Infrastrutture digitali europee: reti e connettività entro il 2030
Sul fronte infrastrutturale, la Commissione ha presentato il Digital Networks Act, anch’esso nel gennaio 2026, per rafforzare le reti di connettività europee e favorire investimenti in infrastrutture più veloci e sicure. Tra gli obiettivi figurano il consolidamento della diffusione della fibra, una gestione più coordinata dello spettro radio e il miglioramento della qualità della connessione in tutta l’Unione europea entro il 2030.
Sovranità tecnologica europea: cloud, AI e semiconduttori
Tra le iniziative ancora attese vi è invece il Tech Sovereignty Package, la cui pubblicazione è prevista entro maggio 2026. Il pacchetto comprende diversi atti legislativi pensati per rafforzare il controllo europeo sulle infrastrutture digitali critiche, ridurre la dipendenza dalle tecnologie extraeuropee e aumentare la resilienza industriale e tecnologica dell’Unione.
All’interno del pacchetto, l’attenzione è concentrata soprattutto sul Cloud and AI Development Act (CAIDA), sul Chips Act 2.0, su una strategia europea per l’open source e su una roadmap per la digitalizzazione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore energetico.
In particolare, il CAIDA dovrà affrontare il tema della sovranità tecnologica europea, con l’obiettivo di rafforzare la capacità cloud dell’UE e creare le condizioni per un mercato europeo del cloud e dell’AI più competitivo e dinamico.
Questo tema si collega direttamente allo sviluppo delle AI Factories e dei progetti di Gigafactories europee: infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni dotate di risorse computazionali avanzate, dataset di qualità e software specializzati per supportare lo sviluppo di modelli AI su larga scala.
Anche l’Italia partecipa a questo sforzo attraverso il progetto IT4LIA AI Factory, con sede al Tecnopolo di Bologna, che rappresenta uno dei principali asset italiani nell’ecosistema europeo dell’HPC e dell’intelligenza artificiale.
Quantum Act e opportunità per industria e PMI italiane
Un ulteriore dossier atteso è il Quantum Act, previsto nel corso del 2026 e anticipato dalla pubblicazione della Quantum Strategy nel luglio 2025. L’iniziativa punta a consolidare la posizione europea nel settore delle tecnologie quantistiche, affrontando al tempo stesso le implicazioni economiche, industriali e di sicurezza legate allo sviluppo del comparto. Per l’industria italiana, e in particolare per le PMI, questa fase rappresenta al tempo stesso un’opportunità e una sfida.
Da un lato, il nuovo quadro europeo potrebbe favorire investimenti, innovazione e crescita industriale, rafforzando il posizionamento italiano nei settori cloud, AI, semiconduttori e connettività. Dall’altro lato, restano aperte criticità significative, a partire dal peso della compliance normativa su un tessuto produttivo composto prevalentemente da PMI.
La semplificazione promessa dal Digital Omnibus sarà quindi determinante, ma non sufficiente. Rimane inoltre centrale il tema delle competenze: senza investimenti adeguati in formazione e reskilling, il rischio è che le opportunità generate dalle nuove infrastrutture digitali europee vengano colte soprattutto da attori internazionali già più avanzati sul piano tecnologico e industriale.

