
Tre giorni per raccontare l’impresa con il linguaggio del cinema. Dal 2 al 4 marzo il Premio Film Impresa torna al Cinema Quattro Fontane di Roma, confermandosi piattaforma culturale e luogo di dialogo tra mondo produttivo e industria audiovisiva. Il progetto, ideato e organizzato da Unindustria in collaborazione con Confindustria, mette al centro lavoro, innovazione e cultura industriale attraverso l’audiovisivo.
Il programma dell’edizione 2026 è stato presentato dal presidente Giampaolo Letta, dal direttore artistico Mario Sesti e dal presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, insieme al presidente di Giuria Sergio Castellitto e alla project leader di UNI.verso PFI Lidia Cudemo. Con loro anche il comitato scientifico del Premio con Alberto Tripi (Presidente Almaviva) e Maria Raffaella Caprioglio (Presidente Umana), golden partner insieme a Edison e UniCredit. Event partner dell’edizione 2026 sono Ferrovie dello Stato Italiane e Gruppo Lavazza.
Una filiera industriale strategica
Il contesto è quello di una filiera produttiva sempre più centrale per l’economia nazionale. Il cinema e l’audiovisivo in Italia generano oltre 4,6 miliardi di euro di valore. Il Lazio ne rappresenta il baricentro industriale, concentrando circa il 60 per cento del valore aggiunto nazionale, pari a quasi 2 miliardi di euro, con oltre 2.600 imprese del settore e quasi 15 mila addetti lungo tutta la filiera: produzione, post-produzione e distribuzione.
“Il Premio Film Impresa nasce e cresce in un contesto industriale molto chiaro: oggi il cinema e l’audiovisivo sono una vera filiera produttiva strategica per il Paese. In Italia il comparto genera oltre 4,6 miliardi di euro di valore, ma è il Lazio a rappresentarne il baricentro industriale, concentrando circa il 60 per cento del valore aggiunto nazionale, pari a quasi 2 miliardi di euro. La nostra regione conta oltre 2.600 imprese del settore audiovisivo e quasi 15 mila addetti, con una leadership netta lungo tutta la filiera: produzione, post-produzione e distribuzione. Roma non è soltanto un grande set naturale, ma una piattaforma industriale avanzata dell’audiovisivo italiano. In questo scenario, il Premio Film Impresa rappresenta uno strumento culturale e industriale insieme. Racconta l’impresa, il lavoro e l’innovazione attraverso il linguaggio dell’audiovisivo, valorizzando un settore che crea occupazione qualificata, attrazione di investimenti e competitività internazionale. Per Unindustria sostenere Film Impresa significa investire in una politica industriale moderna, capace di unire economia, cultura e territorio, e di rafforzare il ruolo del Lazio come capitale nazionale dell’audiovisivo”, ha dichiarato Giuseppe Biazzo.
Premi speciali e novità dell’edizione 2026
Tra le novità della quarta edizione spicca l’istituzione del Premio alla migliore musica originale, promosso da Caterina Caselli e Sugar Publishing, che amplia ulteriormente lo sguardo del Premio sul rapporto tra cinema, suono e linguaggi contemporanei.
Tra i protagonisti già annunciati figurano PIF, che riceverà il Premio Ermanno Olmi 2026, e Giuseppe Tornatore, insignito del Premio Speciale alla Creatività come alfiere del Made in Italy per il film Brunello, il visionario garbato. A Brunello Cucinelli andrà invece il Premio Speciale per il Made in Italy all’estero.
Il Premio Speciale Unindustria sarà assegnato alla maison francese Hermès e al regista Frédéric Laffont per il progetto ‘Grand tour degli affreschi’, mentre Sergio Castellitto riceverà il Premio Speciale alla Carriera.
Un luogo di incontro tra industria e cinema
“Il Premio Film Impresa è diventato negli anni un luogo di incontro reale tra cinema, industria e società. Un progetto che continua a crescere e che dimostra come il racconto audiovisivo possa essere uno strumento culturale capace di restituire il senso, il valore e la complessità del fare impresa oggi”, ha spiegato Giampaolo Letta.
“Alla IV edizione il Premio Film Impresa assiste a una proposta di racconto, testimonianza e presa diretta da parte delle imprese che disegna un orizzonte sempre più ampio e ricco: dalla manifattura storica alla società sportiva, dalla cantieristica alla componentistica industriale, dal turismo al design. Non c’è azienda che non senta il bisogno di raccontarsi in modo non convenzionale ed è proprio il cinema, ancora una volta, ad offrire la più ricca library di stile e storie”, ha aggiunto Mario Sesti.

