Confindustria lancia il progetto rivolto a ottimizzare le filiere, per migliorare la sinergia tra industria manifatturiera e trasporto merci. L’obiettivo è creare un ecosistema logistico più sostenibile e competitivo.
Secondo il Purchasing Manager’s Index, il settore manifatturiero ha registrato ad aprile un’espansione notevole delle attività economiche per le Pmi, raggiungendo il valore più alto del comparto di quattro anni esatti.
In Italia nei primi vent’anni di questo secolo la produttività del lavoro è cresciuta in media solo dello 0,2% all’anno, il valore più basso nel confronto con Germania, Francia e Spagna. A pesare è l’inefficienza della Pubblica amministrazione e della giustizia civile, oltre alle ridotte dimensioni delle nostre imprese. Serve un cambio di passo, come quello intrapreso dalla manifattura anche grazie ai provvedimenti di Industria 4.0
Il sistema industriale è da tempo impegnato nella transizione verso un modello di produzione più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Alle complessità di questo passaggio si sono aggiunte le criticità determinate dalla pandemia e dal conflitto in Ucraina. Alcune imprese stanno valutando di spostare la produzione e un’indagine condotta dal Centro Studi Confindustria e il gruppo Re4It fa il punto della situazione. Se ne parla nell’ultimo numero della Rivista di Politica Economica
Il 2021 è stato un anno complessivamente positivo per le imprese della regione, anche se il recupero rispetto al crollo del 2020 non è completo. Bene l’export con un +17% sul primo semestre 2020 e l’Europa come principale mercato di destinazione. Semplificazione amministrativa e potenziamento delle infrastrutture sono i principali freni allo sviluppo. La fotografia scattata dal Rapporto Pmi Campania 2021 realizzato dal Comitato Piccola Industria Confindustria Campania
Sviluppare tecnologie green da applicare nei settori più vari e ripensare la progettazione dei beni per facilitare il loro aggiornamento e riuso. Sono alcune delle sfide cui è chiamata l’industria per ridurre il proprio impatto ambientale. Il nostro Paese, insieme con la Germania, è tra i più virtuosi in Europa, ma il cambiamento deve essere ampio e condiviso a livello globale. Una riflessione tratta dall’ultimo numero della Rivista di Politica Economica