
The Perfect Pitch è sbarcata su Mediaset Infinity. Disponibile da febbraio sulla piattaforma digitale di Mediaset, la serie TV dedicata alle startup italiane della mobilità sostenibile racconta il percorso di crescita delle imprese selezionate nell’ambito della Call promossa da RetImpresa, in collaborazione con il Consolato d’Italia a Detroit, all’interno del concorso ROCK per l’open innovation.
Attraverso sei episodi, la serie segue il confronto delle startup con investitori, imprese e istituzioni in uno degli ecosistemi più strategici al mondo per l’automotive e la mobilità, offrendo uno sguardo sul valore dell’innovazione italiana e sulle sue prospettive di sviluppo internazionale.
Tra i protagonisti di The Perfect Pitch c’è Alessio Sansò, founder di Limitless Device, startup che sviluppa soluzioni tecnologiche a supporto delle persone con disabilità. Con lui abbiamo parlato del progetto, dell’esperienza raccontata nella serie e di cosa significa, per una giovane impresa innovativa, misurarsi con un percorso di open innovation di respiro globale.
The Perfect Pitch racconta un percorso più che un semplice risultato. Senza svelare troppo, cosa ha rappresentato per te e per Limitless Device partecipare a questa esperienza?
The Perfect Pitch e, più in generale il concorso ROCK di RetImpresa, è stata un’esperienza incredibile sotto il punto di vista umano e professionale. Ho conosciuto professionisti di valore assoluto con i quali ho avuto il piacere di confrontarmi e ricevere feedback utili alla mia crescita personale e a quella della startup. Per non parlare del supporto che abbiamo ricevuto dal Consolato d’Italia a Detroit e dall’energia e competenza della Console Baistrocchi. E’ stato un viaggio pieno di sfide e opportunità che ho cercato di cogliere al massimo, coltivando tutt’ora contatti e connessioni. In estrema sintesi, un viaggio che mai dimenticherò!
La serie mette al centro il confronto con investitori, imprese e istituzioni in un contesto internazionale come Detroit. Dal punto di vista di una startup, qual è il valore aggiunto di misurarsi con ecosistemi globali così competitivi e allo stesso tempo ricchi di opportunità?
Se da un lato confrontarsi con l’ecosistema più importante al mondo potrebbe farti sentire piccolo e “indifeso” allo stesso modo ti rende consapevole di quanto vali. Per me e per noi come startup credo sia stata una prova per metterci in gioco e capire realmente il valore di ciò che stavamo facendo. Ci ha permesso di continuare a sognare e di farlo con più forza e consapevolezza.
Limitless Device nasce per rispondere a un bisogno concreto, con un forte impatto sociale. Quanto è importante, nel vostro percorso, riuscire a coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e scalabilità del modello di business?
La validazione del nostro prodotto con più di 1000 utenti che volontariamente hanno dato il loro parere e suggerimenti su come il dispositivo potesse evolversi è stato il nostro punto di forza. La sostenibilità non solo su materiali e sui processi produttivi ma anche su quelli economici è il mantra per permettere a tutti di poter avere accesso a un prodotto che non deve essere “solo per alcuni”. Il modello di business scalabile è la chiave per poter essere appetibili da parte di investitori che ahimè credono sempre meno all’imprenditoria sociale e al mondo della disabilità.
Partecipare a iniziative di open innovation promosse dal sistema Confindustria significa entrare in una rete strutturata di relazioni. Che tipo di opportunità apre, secondo te, ad una startup che vuole crescere e consolidarsi?
Per noi è stata una bellissima scoperta che, da piccola realtà quale siamo, ci ha permesso di coltivare rapporti, relazioni, network e contatti utili a crescere. Credo che una startup abbia bisogno, prima del prodotto e della validazione degli investitori, di persone che possano sostenerti e crederci. Abbiamo bisogno del supporto di chi si spende con idee, competenze e con il proprio network di relazioni a dare forza e valore al tuo progetto. L’open innovation vera parte proprio da qui. Le connessioni e il contatto con imprese più esperte e organizzate, con le reti di imprese, di conoscenze e di relazioni di RetImpresa e Confindustria sono, a mio giudizio, il motore di un’azienda, assieme naturalmente ai valori che essa rappresenta e al rispetto della persona e del prodotto in cui crede. Con questa consapevolezza e con queste basi sarà più facile scalare e conquistare i mercati, compreso quello americano.
E nel caso di Limitless, guardando anche al futuro, cosa ti porti a casa da The Perfect Pitch come imprenditore, al di là della visibilità?
Mi porto nel cuore relazioni costruite con delle persone straordinarie, speciali. Mi porto tutti i consigli, le critiche, gli stimoli a migliorarsi. Mi porto le connessioni, il network, i contatti di professionisti ai quali mai avrei avuto accesso. Mi porto la mentalità di un mondo, quello americano, che corre veloce, che vuole innovare e che crede nei giovani e nelle loro idee. Infine, mi porto la partecipazione a una serie tv, su Mediaset Infinity, che rappresenta un sogno – insperato – in attesa di realizzare quello del mercato USA.
GUARDA QUI LA SERIE THE PERFECT PITCH SU MEDIASET INFINITY

