
Mintor, Pmi industriale con sede ad Assemini, in provincia di Cagliari, chiude il 2025 con 16 milioni di euro di fatturato e 130 dipendenti. Fondata nel 1987 da Roberto Minato, l’azienda ha costruito nel tempo il proprio percorso affrontando le complessità del fare impresa in un contesto, come quello insulare, che continua a presentare sfide operative e logistiche rilevanti.
La società è specializzata nella realizzazione e manutenzione di impianti industriali e nella carpenteria pesante per diversi settori. Un know how consolidato che le consente di operare anche nella consulenza tecnica, nel montaggio e nella costruzione di strutture industriali.
Veronica Minato, amministratore unico di Mintor
“Quando dieci anni fa è venuto a mancare mio padre non abbiamo avuto alcun dubbio sul fatto di voler continuare nel solco da lui tracciato – spiega Veronica Minato, amministratore unico di Mintor –. Una scelta che ci ha portato a sviluppare ulteriormente la sua visione imprenditoriale, con l’obiettivo di migliorare l’azienda mantenendo sempre centrale la cura delle relazioni umane all’interno del contesto lavorativo”.
Su queste basi l’azienda ha proseguito nella ricerca di equilibri industriali non sempre facili da raggiungere, soprattutto in una fase segnata dalla scarsa stabilità dell’economia mondiale.
“In passato abbiamo lavorato molto nell’area del Mediterraneo, in particolare in Francia, Spagna, Portogallo e Nord Africa. Negli ultimi tempi il nostro perimetro operativo si è ridotto alla Sardegna, con alcune commesse arrivate anche da Sicilia ed Emilia-Romagna”.
Il principale cliente resta Saras, leader europeo nel settore della raffinazione petrolifera, per cui Mintor si occupa di prefabbricazione in officina, manutenzione degli impianti, carpenteria, saldature, montaggio di caldaie, piping e reattori.
“Il 75% del nostro fatturato deriva dai loro ordini e facciamo il massimo per rispondere alle richieste quotidiane che arrivano dalla non lontana Sarroch, anche se non sempre è semplice stare al passo”.
Nonostante l’attenzione garantita al cliente principale, le difficoltà gestionali sono spesso legate a una programmazione che oggi risulta particolarmente complessa.
“Le basi solide che abbiamo costruito ci consentono di lavorare bene, ma al momento siamo spesso costretti a navigare a vista. In un periodo come questo programmare o trovare il tempo per dedicarsi anche ad altro resta un’impresa impegnativa”.
Tra i punti di forza dell’azienda c’è la formazione continua, considerata ormai un passaggio necessario per mantenere i grandi player nel proprio portafoglio clienti. Un approccio adottato da tempo e oggi ulteriormente rafforzato.
“Facciamo molta formazione, valorizzando anche dipendenti formatori in grado di coinvolgere tutti i lavoratori. Inizialmente qualcuno si era dimostrato restio, ma dopo aver compreso il valore dei corsi la partecipazione è cresciuta e oggi possiamo dirci soddisfatti”.

Le principali criticità emergono invece sul fronte logistico, ambito in cui l’azienda deve muoversi con particolare attenzione.
“Noi generalmente non spediamo quanto produciamo, ma quando dobbiamo farlo ci confrontiamo con difficoltà anche rilevanti. Le strade in Sardegna non sono sempre adeguate a sostenere determinati trasporti. I lavori per la statale 131 Carlo Felice, iniziati nel 1978, non sono ancora conclusi e le numerose interruzioni rendono complicata la movimentazione delle merci. Può capitare di percorrere un tratto perfettamente realizzato e trovarsi subito dopo su chilometri di asfalto rattoppato”.
Guardando al futuro, i progetti di Mintor sono legati principalmente allo sviluppo della propria struttura industriale.
“Stiamo costruendo un nuovo capannone, più grande e non lontano dal sito principale. L’obiettivo è riuscire a dedicarci alla prefabbricazione senza dover necessariamente ricorrere a lavorazioni esterne’, conclude Veronica Minato.

