
Accompagnare le PMI manifatturiere italiane nel percorso di trasformazione digitale con un’offerta integrata di competenze, software e servizi. È l’obiettivo di Digitaly Industria, progetto nato nell’ottobre dello scorso anno da un’idea di Fabio Massimo Marchetti e oggi strutturato in una federazione di nove imprese con 220 dipendenti complessivi.
Con dieci sedi distribuite tra Umbria, Lombardia, Toscana, Marche e Veneto, l’ecosistema punta a coprire tutti i principali servizi digitali di cui può aver bisogno una fabbrica contemporanea, mettendo a disposizione competenze certificate e software proprietari per accompagnare le aziende nei processi di innovazione.
Digitaly Industria: un ecosistema di imprese per la digitalizzazione delle PMI
A raccontare la visione del progetto è Jacopo Bolli, direttore marketing di Digitaly Industria, appena ventiquattro anni, parte di una nuova generazione di professionisti che sta accompagnando le imprese nei processi di innovazione tecnologica.
“Non è sicuramente un processo facile da portare avanti, ma è di certo parecchio sfidante – spiega Bolli, la cui passione traspare nitida ad ogni parola pronunciata -. Siamo un gruppo preparato che non vuole offrire solo tecnologia fine a sé stessa, considerato che per noi le persone sono realmente al centro di tutto quanto facciamo. Un progetto che nasce come una piramide rovesciata, visto che di fatto sono le varie imprese ad entrare nella federazione e non viceversa. Qui, insomma, non c’è alcuna voglia di essere una holding che spersonifica le proprie componenti e il clima che si respira nell’intera catena di valore sta a testimoniare quanto teniamo a certi principi fondanti”.
Software, consulenza e finanza agevolata: il modello integrato per l’innovazione industriale
Ma qual è il motivo che vi ha spinto a proporre questo nuovo modus operandi sul mercato sfruttando le indubbie potenzialità dei dieci software proprietari a disposizione?
“Volevamo essere un player che entra nelle aziende con una proposta qualificata per poi scortarle, senza frammentazioni di sorta, verso un futuro ancora migliore. Non di rado le imprese acquistano tecnologia spesso fine a sé stessa, mentre in Digitaly Industria riusciamo ad essere efficienti ed efficaci con una proposta unica che non svende i vari prodotti digitali. Noi copriamo la parte del software e accompagniamo il cliente tanto nel mondo della finanza agevolata come in quello legato al singolo acquisto”.
Non sempre, però, è facile far comprendere alle imprese quanto sia ormai determinante poter contare su un partner capace di accompagnarle nei processi di innovazione.
“Confermo, purtroppo. Però è anche vero che le Pmi italiane restano un’eccellenza e che qui nel nostro Paese siamo molto più resilienti rispetto alle altre nazioni europee – sottolinea Bolli -. Possiamo riassumere il concetto dicendo che alcuni si preoccupano ancora dei costi, ma ci sono pure molti altri che vedono il tutto come un essenziale servizio di supporto, un investimento futuribile”.
Intelligenza artificiale e nuove competenze nella trasformazione digitale delle imprese
Nella sfida lanciata al settore, quella di mettere in gioco tutte le conoscenze acquisite per diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale, Digitaly Industria continua a investire sulle tecnologie emergenti.
“Di sicuro uno degli strumenti più in voga al momento e che lo sarà ancor più nel prossimo futuro è ovviamente l’Intelligenza Artificiale. Credo dovremmo sfruttarla ma non subirla, facendo crescere le professionalità delle persone che verranno a contatto con questa sorprendente tecnologia digitale e magari farle migrare da ruolo di sviluppatore a quello di architect.
Devo dire che pure io, indossati i panni dell’imprenditore, sono un po’ preoccupato, anche se non per i motivi più ascoltati in giro. Penso infatti che il cliente si concentrerà soprattutto sul fatto che l’IA è capace di accorciare le tempistiche lavorative e quindi i costi, mentre potrebbe non comprendere che il valore di un progetto dovrà continuare a contare, ad essere un aspetto centrale e ben visibile a tutti. La tecnologia come fine e non mezzo, insomma, cercando però di non fare accadere nulla di estremamente traumatico in chiave occupazionale”.
Giovani competenze e nuove professionalità per l’industria digitale
In prospettiva, vista la giovanissima carta d’identità del progetto Digitaly Industria, uno degli obiettivi principali sarà quello di far crescere i giovani già presenti negli organici delle dieci aziende del gruppo e attrarne di nuovi.
“Noi crediamo realmente nelle potenzialità delle nuove generazioni, ragazzi che, tra l’altro, ci aiuteranno a spiegare al cliente che i processi innovativi necessari per far sviluppare un progetto industriale non devono essere visti come caos o perdita di soldi, come, ripeto, capita ancora di sentire in certi incontri”.
Concludendo, appare chiaro che dietro l’impegno quotidiano della federazione di aziende marchiata Digitaly Industria ci sia il disegno di non lasciare niente di intentato per dare una mano concreta all’imprenditoria italiana in questa fase storica di grandi cambiamenti.
“Sì, vogliamo accompagnarla con un’offerta mirata, mettendo a punto anche una suite integrata a 360 gradi con tutti i nostri prodotti”, conclude Jacopo Bolli.

