
“Le discussioni tenutesi oggi ad Alden Biesen hanno infuso nuova energia e fatto emergere un senso condiviso di urgenza in merito a tale obiettivo (la competitività europea, ndr). E, cosa ancora più importante, oggi abbiamo spianato la strada al raggiungimento di un accordo su azioni concrete in occasione del Consiglio europeo di marzo”.
Con queste parole il presidente del Consiglio europeo António Costa ha chiuso il ritiro informale del 12 febbraio al Castello di Alden Biesen, in Belgio, convocato per rilanciare il tema della competitività dell’Unione in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, distorsioni commerciali e crescente competizione globale.
All’incontro hanno partecipato, oltre ai capi di Stato e di governo e ai vertici delle istituzioni Ue, anche Mario Draghi ed Enrico Letta come contributori esterni.
La prima sessione è stata dedicata allo scenario globale. Draghi ha messo in guardia sul peggioramento del quadro economico internazionale e sull’impatto delle tensioni geopolitiche e delle pratiche commerciali sleali sulla posizione dell’Europa. Il messaggio è chiaro: l’UE deve combinare un’agenda commerciale più ambiziosa con strumenti di difesa efficaci contro la concorrenza distorta, prevedendo forme mirate di protezione nei settori strategici, un ricorso alla “preferenza europea” e un approccio più sistematico al de-risking per ridurre le dipendenze critiche.
La seconda sessione, introdotta da Letta, ha affrontato la dimensione interna della competitività. Al centro, il completamento del mercato unico, l’eliminazione delle barriere nazionali ancora esistenti e la definizione di un quadro regolatorio più favorevole a investimenti, innovazione e crescita.
Sul piano delle iniziative operative, le dichiarazioni di Costa sono state confermate dall’annuncio, da parte della presidente Ursula von der Leyen, di una Roadmap e un Piano d’Azione “Un’Europa, un mercato” (One Europe, One Market) da presentare al Consiglio europeo di marzo, con l’ambizione di completarne l’attuazione entro la fine del 2027. La proposta, delineata solo a parole dalla presidente della Commissione, dovrebbe includere tempistiche dettagliate, obiettivi e scadenze di attuazione e, sempre nelle intenzioni espresse da von der Leyen, essere formalmente concordata dalla Commissione europea, dal Consiglio europeo e dal Parlamento europeo, in quello che è stato definito il “Patto per il mercato unico”.
L’iniziativa delinea una strategia globale e scandita nel tempo, strutturata attorno a cinque pilastri principali: la semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi (pacchetti Omnibus e revisione della normativa europea, detta acquis, nel suo complesso); l’approfondimento del mercato unico e il rafforzamento industriale (28° regime opzionale, Unione del Risparmio e degli Investimenti, Industrial Accelerator Act); la costruzione di un mercato energetico integrato; l’integrazione digitale e la sovranità tecnologica (Digital Networks Act, Chips Act 2.0, AI); e, infine, la dimensione esterna, con la rapida attuazione degli accordi recentemente conclusi (Indonesia, Mercosur, India, Svizzera) e per il proseguimento dei negoziati con partner quali l’Asean, gli Stati del Golfo e l’Australia.
Combinando semplificazione, riforme strutturali e investimenti strategici sotto una scadenza comune al 2027, la Roadmap mirerà a consolidare il mercato unico dell’UE in uno spazio economico più coerente, scalabile e competitivo a livello globale, in linea con le priorità stabilite dai leader dei 27.

