
“L’UE e l’India scrivono oggi una pagina di storia, approfondendo il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo. Abbiamo creato una zona di libero scambio che conta 2 miliardi di persone, con vantaggi economici per entrambe le parti. Abbiamo inviato al mondo un segnale chiaro: la cooperazione basata su regole consolidate continua a produrre ottimi risultati. E, soprattutto, questo è solo l’inizio: partiremo da questo successo per rafforzare ulteriormente le nostre relazioni”.
Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato ufficialmente la conclusione dei negoziati per un Accordo di libero scambio (FTA) di portata storica, il più ambizioso mai finalizzato sia dall’Unione europea che dall’India.
Il ruolo dei vertici europei e indiani
Von der Leyen è volata in India nel fine settimana insieme al presidente del Consiglio europeo, António Costa, portando a compimento le trattative con il governo guidato dal primo ministro Narendra Modi.
Un segnale politico ed economico nel contesto globale
L’intesa rafforza in modo significativo i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia mondiale, in un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche e crescenti barriere commerciali, e rappresenta un chiaro segnale a favore dell’apertura dei mercati e del commercio basato su regole condivise.
Gli impatti attesi su export e competitività europea
Secondo le stime della Commissione, l’accordo consentirà di raddoppiare le esportazioni europee di beni verso l’India entro il 2032, grazie all’eliminazione o riduzione dei dazi su circa il 96,6% del valore delle esportazioni UE. I risparmi complessivi per le imprese europee sono stimati in circa 4 miliardi di euro all’anno in minori dazi. Si tratta della più ampia apertura commerciale mai concessa dall’India ad un partner, che garantirà alle imprese europee un vantaggio competitivo rilevante nell’accesso a un mercato di 1,45 miliardi di consumatori e alla più grande economia emergente a livello globale.
Le ricadute sull’industria manifatturiera
Dal punto di vista industriale, l’accordo prevede riduzioni tariffarie senza precedenti. I dazi sulle autovetture scenderanno progressivamente dal 110% fino al 10%, entro una quota annua di 250.000 veicoli, mentre quelli sui componenti auto saranno completamente eliminati in un periodo compreso tra cinque e dieci anni. Verranno in larga parte azzerati anche i dazi su macchinari e apparecchiature elettriche, oggi fino al 44%, sui prodotti chimici con tariffe attuali fino al 22% e sui farmaceutici, oggi soggetti a dazi fino all’11%. Beneficeranno in modo significativo anche settori quali aeronautica e spazio, dispositivi medicali e ottici, plastica, metalli preziosi, ferro e acciaio, con liberalizzazioni quasi totali per la maggioranza delle linee tariffarie.
Le aperture e le tutele per l’agroalimentare
Per quanto riguarda l’agroalimentare, l’accordo riduce o elimina dazi mediamente superiori al 36%, aprendo nuove opportunità per gli esportatori europei. In particolare, i dazi sui vini scenderanno dal 150% al 75% all’entrata in vigore e fino ad almeno il 20% nel medio periodo, quelli sugli spirits saranno ridotti al 40%, mentre per l’olio d’oliva è prevista l’eliminazione totale entro cinque anni. Saranno inoltre liberalizzati numerosi prodotti trasformati, tra cui pasta, prodotti da forno, dolciaria, succhi di frutta e alimenti per animali. Al contempo, i settori agricoli sensibili per l’UE, come carni bovine e avicole, riso e zucchero, restano esclusi dalla liberalizzazione, e tutte le importazioni dall’India continueranno a essere soggette agli standard europei in materia di sicurezza alimentare e salute.
Servizi, PMI e semplificazione regolatoria
L’accordo offre inoltre un accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi, con impegni particolarmente avanzati nei settori dei servizi finanziari e del trasporto marittimo, che rappresentano le concessioni più ambiziose mai accordate dall’India in un’intesa commerciale. È previsto anche un capitolo dedicato alle piccole e medie imprese, con punti di contatto specifici e strumenti di assistenza per facilitare l’utilizzo dell’accordo, ridurre gli oneri amministrativi e aumentare trasparenza e prevedibilità regolatoria.
Proprietà intellettuale e indicazioni geografiche
Sul fronte della proprietà intellettuale, l’FTA dovrebbe garantire un elevato livello di tutela e di enforcement per copyright, marchi, disegni, segreti commerciali e varietà vegetali, avvicinando i quadri normativi UE e indiano e facilitando scambi e investimenti per i settori ad alta intensità di IP. In parallelo, proseguono i negoziati su un accordo separato sulle Indicazioni Geografiche, volto a contrastare le imitazioni e a rafforzare la presenza dei prodotti agricoli europei di qualità sul mercato indiano.
Sviluppo sostenibile e cooperazione climatica
Un capitolo specifico è dedicato allo sviluppo sostenibile: le parti si impegnano a rispettare le convenzioni fondamentali dell’ILO e gli accordi internazionali in materia ambientale, prevedendo meccanismi di consultazione e risoluzione delle controversie per garantire un’attuazione effettiva degli impegni. A ciò si affiancherà un Memorandum of Understanding per istituire una piattaforma UE-India sulla cooperazione climatica, che dovrebbe essere lanciata nel primo semestre del 2026, con la previsione di un sostegno europeo fino a 500 milioni di euro nei prossimi due anni per accompagnare la transizione industriale sostenibile dell’India.
L’iter di approvazione dell’accordo Ue-India
Dal punto di vista procedurale, i testi negoziali saranno pubblicati a breve e sottoposti a revisione giuridica e traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’UE. La Commissione presenterà quindi al Consiglio le proposte per la firma e la conclusione dell’accordo. Dopo l’adozione in Consiglio e la firma UE-India, sarà necessario il consenso del Parlamento europeo e la decisione finale del Consiglio per l’entrata in vigore, subordinatamente alla ratifica da parte indiana.
Il significato geopolitico dell’intesa
Sul piano politico, la conclusione dell’accordo va letta anche come una risposta strategica al contesto globale attuale, segnato dall’aumento delle misure protezionistiche statunitensi, che colpiscono sia l’UE sia l’India. Pur trattandosi di un compromesso che lascia fuori alcuni dossier sensibili, in particolare in ambito agricolo e climatico, l’intesa assolve a un’importante funzione geopolitica, dimostrando la capacità dell’UE di concludere accordi commerciali di ampia portata e di rafforzare partnership strategiche in un mondo sempre più multipolare. Resta tuttavia da verificare, nel medio periodo, l’impatto effettivo dell’accordo sugli equilibri geopolitici regionali e sulle relazioni dell’India con altri attori chiave.
Le prossime tappe
Da parte dell’UE, i progetti di testo negoziati saranno pubblicati nei prossimi mesi. I testi saranno sottoposti a revisione giuridica e tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’UE. La Commissione presenterà quindi al Consiglio la sua proposta di firma e conclusione dell’accordo. Una volta adottato dal Consiglio, l’UE e l’India potranno firmare gli accordi. Dopo la firma, l’accordo richiede l’approvazione del Parlamento europeo e la decisione del Consiglio sulla conclusione affinché possa entrare in vigore. Una volta ratificato anche dall’India, l’accordo potrà entrare in vigore.

