
“L’Europa deve assumersi collettivamente la responsabilità della crisi abitativa che colpisce milioni di nostri cittadini e agire di conseguenza. […] Perché l’alloggio non è solo un bene di consumo. È un diritto fondamentale. Dobbiamo mobilitare ogni euro e fare tutto ciò che è in nostro potere per garantire che in Europa tutti possano permettersi un alloggio dignitoso da chiamare casa.”
Così lo scorso 16 dicembre Dan Jørgensen, il commissario europeo per l’edilizia abitativa, ha commentato la presentazione del presentato il Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili (European Affordable Housing Plan), sottolineando l’urgenza di un problema, quello della pressione abitativa, che tocca da vicino sempre più Paesi in Europa.
Non a caso, l’obiettivo della proposta presentata a fine anno è quello di fornire un quadro comune di riferimento per sostenere le politiche nazionali, regionali e locali nel rispetto delle competenze tra Bruxelles e le capitali. Il Piano, inoltre, riconosce il tema della casa come una condizione abilitante per la mobilità dei lavoratori, l’attrazione delle competenze e la competitività dei territori, dunque come un fattore d’impatto sulla crescita economica europea.
L’iniziativa europea si affianca, per quanto riguarda l’Italia, alle misure annunciate dal Governo il 9 gennaio 2026, relative all’imminente adozione del DPCM attuativo del Piano Casa Italia, finalizzato a rendere disponibili 100.000 alloggi a canone calmierato nei prossimi dieci anni, oltre alle case popolari.
I quattro pilastri il Piano europeo
La Commissione individua le cause strutturali della crisi abitativa nel persistente divario tra domanda e offerta, aggravato dall’aumento dei costi di costruzione, dalla carenza di manodopera qualificata e da oneri amministrativi che rallentano la realizzazione di nuovi progetti. Su questa base, il Piano articola la risposta europea in dieci azioni organizzate in quattro pilastri.
Il primo pilastro è dedicato al rafforzamento dell’offerta abitativa. L’azione europea si concentra su nuove costruzioni, riqualificazione dello stock esistente, conversione di edifici non più utilizzati e recupero degli alloggi vuoti, valorizzando innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle competenze nel settore delle costruzioni. Centrale è il richiamo alla semplificazione dei procedimenti amministrativi e autorizzativi, con l’obiettivo di ridurre tempi e costi, garantendo al contempo standard elevati di qualità e sostenibilità e contribuendo alla riduzione dei costi energetici per le famiglie.
Il secondo pilastro riguarda la mobilitazione degli investimenti pubblici e privati. La Commissione riconosce che le risorse attualmente destinate all’edilizia abitativa risultano spesso insufficienti e frammentate e annuncia la creazione di una piattaforma paneuropea, sviluppata con il gruppo BEI, per sostenere gli investimenti in alloggi sostenibili e a prezzi accessibili. Il Piano richiama inoltre un uso più coordinato degli strumenti europei esistenti, in particolare la politica di coesione e InvestEU, il cui rafforzamento è previsto nel periodo 2026–2027. In questo contesto si colloca anche il riferimento al quadro sugli aiuti di Stato e sui servizi di interesse economico generale, come strumento per consentire un sostegno pubblico più rapido e semplificato agli alloggi sociali e a prezzi accessibili.
Il terzo pilastro è orientato al sostegno immediato e alle riforme strutturali. La Commissione evidenzia come, in alcune aree urbane e mercati sotto maggiore pressione, la crescita delle locazioni a breve termine e dinamiche speculative possano ridurre l’offerta di alloggi accessibili. Il Piano richiama quindi l’importanza di una corretta attuazione del regolamento europeo sulla raccolta e condivisione dei dati sulle locazioni a breve termine, applicabile da maggio 2026, e prevede ulteriori iniziative per rafforzare un quadro europeo coerente e basato su dati affidabili. Parallelamente, sono promosse riforme nell’ambito del Semestre europeo per migliorare il funzionamento dei mercati abitativi e semplificare le procedure, tenendo conto delle specificità territoriali.
Il quarto pilastro è dedicato ai gruppi maggiormente colpiti dalla crisi abitativa. Il Piano mira ad ampliare l’offerta di alloggi per giovani, studenti e apprendisti, promuovendo modelli abitativi innovativi e riducendo le barriere di accesso al mercato degli affitti. Sono inoltre previste iniziative per contrastare la deprivazione abitativa e sostenere le famiglie più vulnerabili, in coordinamento con le politiche sociali ed energetiche dell’Unione.
A livello più generale, l’impostazione del Piano europeo riconosce il legame tra accessibilità abitativa, competitività e funzionamento del mercato del lavoro e pone l’accento sull’aumento dell’offerta e sulla semplificazione delle procedure.
Particolarmente rilevante è il focus sulla capacità del settore delle costruzioni e sulla mobilitazione degli investimenti, anche attraverso strumenti finanziari europei ed il coinvolgimento del settore privato. L’efficacia dell’iniziativa dipenderà ora dalla fase attuativa e dalla capacità di tradurre gli orientamenti europei in interventi concreti e coordinati a livello nazionale e territoriale

