Il settore cinematografico italiano genera 2 miliardi di euro l’anno e coinvolge 18.000 addetti, ma convive con tagli ai finanziamenti e regole normative instabili. Il presidente di Anica, Alessandro Usai, spiega perché senza sostegni adeguati e investimenti a lungo termine il Paese rischia di perdere un asset strategico per l’industria e per l’identità culturale italiana.
L’Italia fonda la propria identità sulla cultura, ma non la considera ancora pienamente un settore strategico. Con 118mila imprese, 300mila occupati e 60 miliardi di fatturato, serve una visione politica che sostenga crescita, innovazione e competitività internazionale. Il parere di Luigi Abete, presidente di Confindustria Cultura Italia.
L’Italia vanta un patrimonio culturale unico, ma la sua fruizione resta concentrata soprattutto sulle grandi mete turistiche. Aicc chiede di cambiare passo: più spazio alle imprese culturali, nuovi strumenti per valorizzare il patrimonio e una maggiore collaborazione tra pubblico e privato.
L’industria musicale indipendente italiana raggiunge numeri record, con l’Italia terzo mercato Ue e undicesimo al mondo. Imprese e produttori lanciano però l’allarme: servono una politica industriale dedicata e nuove tutele per la filiera. L’intervista a Dario Giovannini, neopresidente di Pmi (Produttori musicali indipendenti).
Con oltre 70mila addetti e un valore superiore ai 3 miliardi di euro, l’editoria rappresenta un pilastro dell’industria culturale italiana. Aie (Associazione italiana editori) auspica a una strategia nazionale per sostenere imprese, innovazione e competitività del settore.
La musica italiana vale più di 500 milioni di euro e supera il box office cinematografico. Tra boom dello streaming, ritorno dei super fan e sfida dell’intelligenza artificiale, Fimi chiede una vera politica industriale per difendere creatività, diritti e competitività del settore.
Tra streaming, pirateria e nuove generazioni, Univideo, l’associazione che si occupa di tutelare e sostenere gli editori di audiovisivi operanti su media digitali, racconta le sfide delle imprese e Pmi che custodiscono il patrimonio culturale del Paese quando si parla di audiovisivo. In ques’ottica, il supporto fisico non è solo nostalgia: le imprese dell’home entertainment lo considerano una risorsa strategica per il futuro. Senza incentivi e tutele, rischia però di impoverirsi una parte della filiera culturale italiana.
L’audiovisivo italiano si conferma un motore economico strategico: secondo Apa (Associazione produttori audiovisivo), ogni euro investito nel settore genera di Pil il 13% in più rispetto alla media della spesa pubblica nazionale. Nonostante il valore prodotto, che nel 2023 ha raggiunto i 23,5 miliardi di euro, le imprese chiedono un tax credit più stabile e meno burocrazia per sostenere la crescita e la competitività del comparto.