Agenda digitale europea: cosa cambia per industria e PMI
AI, cybersicurezza e sovranità tecnologica: i dossier chiave che stanno ridisegnando la strategia digitale europea


AI, cybersicurezza e sovranità tecnologica: i dossier chiave che stanno ridisegnando la strategia digitale europea
Torna nella cittadina ligure uno degli eventi più originali sulla cultura d’impresa. Un’esperienza di tre giorni in grado di creare un connubio tra visione imprenditoriale, cultura e sinergia col territorio.
Cambiano le prospettive di crescita delle imprese italiane, sottoposte allo shock energetico e incerte sugli investimenti nel lungo periodo. A risentirne è soprattutto il Pil del Quadrilatero di Assolombarda, tra i principali poli produttivi del Paese. Per il presidente Alvise Biffi tre sono le direttive su cui puntare: energia competitiva, accesso ai mercati e capacità di innovare.
Marco Bodini e Pierangelo Albini guideranno ancora il fondo promosso da Confindustria e Federmanager. Al centro del nuovo mandato formazione manageriale, innovazione e competitività delle imprese.
L’agenzia ha condiviso delle raccomandazioni per fronteggiare l’impatto economico della crisi energetica. Non solo smart working, per il direttore esecutivo Birol le misure “hanno dimostrato la loro efficacia in diversi contesti”. Sono però condivisibili per le imprese?
L’associazione delle imprese dell’high tech digitale di Confindustria si definisce preoccupata sull’esclusione dei software cloud dal decreto attuativo del nuovo piano Transizione 5.0. Uno strumento che rappresenta la modalità principale di accesso al software e ai servizi digitali per la maggior parte delle Pmi.
Il conflitto prospetta diversi scenari per le imprese. Dall’aumento dei costi energetici e la stretta sul credito agli effetti sul commercio internazionale, con le tariffe e la riorganizzazione dei flussi. La competitività delle imprese dipende dal grado di adattabilità all’incertezza.
L’accordo, entrato in vigore in via provvisoria il 1° maggio, si pone come un valido strumento per migliorare il dialogo e la collaborazione tra le imprese. L’Italia ne gioverebbe particolarmente, essendo secondo partner europeo dell’area interessata dal Trattato Ue Mercosur.
Partito da Bergamo e proseguito a Torino il nuovo modello di ascolto e confronto della Piccola Industria ha coinvolto circa 400 imprenditori nelle prime due tappe. Il percorso continua verso Genova per rafforzare rappresentanza e competitività delle PMI.
Secondo il Purchasing Manager’s Index, il settore manifatturiero ha registrato ad aprile un’espansione notevole delle attività economiche per le Pmi, raggiungendo il valore più alto del comparto di quattro anni esatti.