Il loro lavoro cambia ogni volta perché la materia prima non è mai la stessa. Ma è così che si coltiva e rafforza il know how che ha reso questa Pmi della provincia di Treviso parecchio affermata sui mercati esteri, tanto che alcune griffe hanno scelto di rendere visibile all’esterno la loro etichetta. Tra i progetti in corso, uno riguarda i tessuti a tintura vegetale. Ma non è l’unico, come ci racconta l’Ad Roberto Bottoli
Al via la prossima settimana il nuovo ciclo di incontri organizzato per supportare le imprese che operano sui mercati esteri. Si comincia il 14 maggio e la partecipazione è gratuita. Gli incontri formativi saranno tenuti da specialisti ed esperti in materia di trade compliance. Ultimo appuntamento il 10 luglio
Una realtà giovane, pronta a sperimentare e capace allo stesso tempo di assicurare una cura artigianale per il prodotto. Il team che guida la trevigiana Xilia ha le idee ben chiare e si è già fatta apprezzare all’estero, da cui proviene il 75% del fatturato. Pareti e complementi d’arredo che piacciono sempre di più ai paesi del Medio Oriente. Parla il fondatore e direttore commerciale Mirko Longo
La passione per la meccanica e il desiderio di semplificare il modo di ricaricare le automobili sono all’origine di questa Pmi della provincia bergamasca fondata sette anni fa dagli ingegneri Giacomo Zenoni e Andrea Daminelli, ai quali poco dopo si è aggiunto Federico Mazzoleni. Un team giovane e affiatato che ha messo a punto un portafoglio prodotti apprezzato anche al di là dei confini italiani. E che è molto attento al benessere dei propri dipendenti, coccolati con benefit e la possibilità di lavorare da remoto
Quello della Pmi nata a Pontecagnano Faiano negli anni Sessanta è stato un percorso all’insegna della crescita, ottenuta attraverso acquisizioni, attenzione alle produzioni biologiche e investimenti in innovazione. Maria D’Amico, marketing e sustainability manager, ha un obiettivo: aumentare le esportazioni, diffondendo in modo ancora più capillare la cultura italiana del cibo
L’altissima reputazione di cui gode il made in Italy apre le porte alle imprese BtoC, ma anche chi opera nel BtoB può approfittare delle numerose fiere in programma nei settori della plastica, meccanica di precisione, agricoltura biologica e molti altri. E soprattutto può contare sul supporto delle istituzioni. A darci un quadro complessivo è Roberto Cantone, ambasciatore d’Italia a Riad dal 2020 e ospite della rubrica realizzata in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo
Specializzata nella progettazione, industrializzazione e produzione di componenti in materiali compositi che vengono adoperati nel settore aerospaziale, l’azienda di Anagni ha ampliato il proprio raggio di azione anche a quello nautico e ferroviario. Garantire il top di gamma è la missione di questa Pmi, che realizza il 50% del proprio fatturato esportando verso Stati Uniti, Polonia e Inghilterra. Parla l’amministratore unico, Jacopo Recchia
Tradizione ultracentenaria e forte proiezione sui mercati esteri. Sono i pilastri sui quali si fonda la Pmi di Beinasco, in provincia di Torino, specializzata in prodotti e formulazioni per gli animali, sia esotici che da compagnia. Un filone specifico è dedicato ai cavalli, sulla scia di una passione familiare per l’equitazione, come ricorda l’amministratore unico Luca Cravero Candioli
È decisamente votata all’export, giunto a quota 75% della produzione, l’azione di questa Pmi con base a Cessalto, nel trevigiano. Specializzata nella progettazione e produzione di lavanderie industriali e alberghiere, l’azienda si è affermata come partner affidabile e attento al risparmio di acqua ed energia. Tra gli aspetti di cui l’Ad Alessia Miotto va più fiera, c’è una “versatilità sopra la media”, come ci racconta in questa intervista
Attiva nella progettazione e realizzazione di impianti industriali per la produzione di elettrodomestici, la Pmi campana ha arricchito nel corso del tempo le proprie competenze ampliando così i settori coperti. Oggi l’azienda guidata da Domenico Izzo lavora parecchio per grossi player all’estero, da cui proviene l’80% circa del fatturato. Cuore e testa restano, però, saldamente ancorati al territorio, come dimostrano i lavori in corso per un nuovo stabilimento