Migliorare i processi decisionali della Pubblica amministrazione, ridurre il divario digitale tra le differenti generazioni di cittadini, creare ecosistemi nuovi in cui la tecnologia consenta di trovare soluzioni su misura ai bisogni della comunità. Sono molte le sfere di applicazione dell’Intelligenza artificiale nei contesti urbani. Se ne parla nell’ultimo numero della Rivista di Politica Economica con un focus sul caso di Pescara, tra i migliori esempi nazionali nell’offerta di servizi smart
È questa la tendenza rilevata da Paolo Spreafico, Country director of engineering per l’Italia di Google. L’automazione del servizio clienti, l’analisi dei dati e il miglioramento dei flussi di lavoro interni sono i campi di maggiore interesse per le piccole e medie imprese
Fa base a Pesaro ma il suo operato raggiunge, oltre alle Marche, anche Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Supporta aziende e pubbliche amministrazioni in materia di progetti di sviluppo e innovazione europei, italiani e regionali. A fondarla, vent’anni fa, sono stati Flavio Tonetto e Massimiliano Londei, che in questa intervista racconta come siano ancora oggi affiatati e soprattutto “appassionati delle materie sulle quali facciamo consulenza”
Per rispondere a una domanda crescente, 4.Manager, in collaborazione con Digit’Ed e 24Ore Business School, ha messo a punto un percorso di alta formazione nel quale i dirigenti potranno arricchire il proprio bagaglio professionale con abilità e contenuti legati alla trasformazione digitale. Il programma, in calendario fino a maggio, è stato presentato a Milano. “Un’opportunità unica”, spiega il presidente Stefano Cuzzilla
Imprenditori e manager hanno a disposizione tre strategie per integrare lo strumento in modo efficace e responsabile: Plug-and-Play, Interventi Architetturali e Iniziative di Mercato. Lo spiega un recente studio realizzato nell’ambito della Vodafone Chair in Cybersecurity and Digital Transformation della Luiss in collaborazione con Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Se ne parla nell’ultimo numero della Rivista di Politica Economica
Le Pmi spesso non dispongono delle risorse tecniche ed economiche per tutelare la propria sicurezza informatica. L’IA viene loro in aiuto, a patto di investire anche in programmi di formazione per i propri dipendenti. È uno degli aspetti esaminati nell’ultimo numero della Rivista di Politica Economica, dove si parla anche del nuovo progetto PACY sviluppato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma pensando alle Pmi
Rischio? Opportunità? I due estremi convivono ogni volta che si affronta questo tema, quasi a riproporre un novello scontro fra apocalittici e integrati. In realtà l’IA è una materia molto complessa, ricca di aspetti inediti mai affrontati prima. La Rivista di Politica Economica le dedica un numero monografico, di cui parliamo con Stefano Manzocchi, prorettore per la ricerca e la terza missione all’Università Luiss Guido Carli e direttore della pubblicazione
Operativo da appena sette anni, il gruppo che ha dato vita a questa piccola realtà di Civitanova Marche, in provincia di Macerata, si è fatto già apprezzare con le proprie soluzioni digitali anche in ambiti molto sfidanti come quello del nuovo ponte Genova San Giorgio. Michele Sasso, fondatore e titolare, ci racconta gli inizi – tutto è partito dal mondo dei videogiochi – e il modus operandi maturato in questi anni, fatto di grande ascolto del cliente e delle sue esigenze
Per Francesca Maria Montemagno, Ad Smartive, è indispensabile affrontare il tema in modo franco, cercando di analizzare resistenza e difficoltà. Si scoprirà per esempio che sono le Generazioni Z e Millennial le più timorose rispetto al cambiamento. E in un momento in cui le novità tecnologiche sono all’ordine del giorno, la manager suggerisce di concentrarsi su etica, competenza e innovazione
Costruire una road map digitale oggi è fondamentale per ogni azienda, ma il processo deve essere condiviso e partecipato dai collaboratori. Serve una forma mentis disponibile all’innovazione e al cambiamento, ma pensare che questa sia soltanto appannaggio delle generazioni più giovani sarebbe un errore. Il digitale può essere una leva per incoraggiare il mentoring reciproco e favorire lo scambio di conoscenze