Il claim sul loro sito recita “Vini, volti, valori” e in queste tre parole è racchiusa la filosofia che ha guidato fino ad oggi l’avventura di otto cantine della provincia di Chieti raggruppate in un’unica cooperativa. L’attenzione alla qualità ha sempre fatto da bussola e oggi è comprovata anche dalle numerose certificazioni ottenute. Un risultato che consente alla realtà abruzzese di operare più agevolmente sul mercato senza subirne i cambiamenti, come ci racconta il presidente Sandro Spella
Elevato controllo gestionale con l’automazione e attenzione alla manualità dei passaggi in cui l’intervento dell’operatore fa la differenza. Su queste basi è nato il nuovo caseificio dell’azienda con sede a Biella. Un investimento da otto milioni di euro che ha richiesto circa dieci anni di lavoro, come ci racconta Andrea Bonino, esponente della seconda generazione
Il loro lavoro cambia ogni volta perché la materia prima non è mai la stessa. Ma è così che si coltiva e rafforza il know how che ha reso questa Pmi della provincia di Treviso parecchio affermata sui mercati esteri, tanto che alcune griffe hanno scelto di rendere visibile all’esterno la loro etichetta. Tra i progetti in corso, uno riguarda i tessuti a tintura vegetale. Ma non è l’unico, come ci racconta l’Ad Roberto Bottoli
Una realtà giovane, pronta a sperimentare e capace allo stesso tempo di assicurare una cura artigianale per il prodotto. Il team che guida la trevigiana Xilia ha le idee ben chiare e si è già fatta apprezzare all’estero, da cui proviene il 75% del fatturato. Pareti e complementi d’arredo che piacciono sempre di più ai paesi del Medio Oriente. Parla il fondatore e direttore commerciale Mirko Longo
Quello della Pmi nata a Pontecagnano Faiano negli anni Sessanta è stato un percorso all’insegna della crescita, ottenuta attraverso acquisizioni, attenzione alle produzioni biologiche e investimenti in innovazione. Maria D’Amico, marketing e sustainability manager, ha un obiettivo: aumentare le esportazioni, diffondendo in modo ancora più capillare la cultura italiana del cibo
Sostenibilità, innovazione e made in Italy sono le aree tematiche delle opportunità di matching messe a disposizione dai soci di RetImpresa sulla piattaforma Registry. L’obiettivo è fare incontrare domanda e offerta, mettendo in contatto Pmi, startup, aziende capo filiera e associazioni. Il 14 giugno, a Roma, si terrà la presentazione dei progetti
Tessuti da sogno, preziosi, capaci di evocare atmosfere raffinate. La produzione della storica azienda veneziana spazia dal residenziale, che ha conosciuto nuova fortuna nell’immediato post Covid-19, all’hotellerie e al retail, attualmente in grande ripresa. Con l’80% di export non c’è continente che non sia stato raggiunto, ci racconta l’ad Andrea Favaretto Rubelli, che nel frattempo porta avanti la ricerca per ottenere filati sempre più sostenibili
Per realizzare le proprie collezioni numerosi brand del lusso si affidano alla sapienza artigianale di questa Pmi di Fossò, a pochi chilometri dal capoluogo veneto. Il titolare Daniele Salmaso racconta come oggi, più che in passato, il mercato sia suscettibile a molteplici oscillazioni. Resta prioritario, poi, assicurare il turnover dei prossimi anni, facendo comprendere ai giovani le soddisfazioni che può dare lavorare in questo settore
È decisamente votata all’export, giunto a quota 75% della produzione, l’azione di questa Pmi con base a Cessalto, nel trevigiano. Specializzata nella progettazione e produzione di lavanderie industriali e alberghiere, l’azienda si è affermata come partner affidabile e attento al risparmio di acqua ed energia. Tra gli aspetti di cui l’Ad Alessia Miotto va più fiera, c’è una “versatilità sopra la media”, come ci racconta in questa intervista
Nata a Crotone come bottega artigiana all’inizio degli anni Sessanta, l’azienda orafa si è affermata grazie a creazioni artistiche d’ispirazione classica e mediterranea alle quali ha saputo aggiungere nel tempo anche prodotti estrosi e innovativi. A guidarla è Viviana Sacco, rappresentante della seconda generazione insieme ai fratelli Antonio e Andrea. I progetti per il futuro non mancano e altrettanto chiare sono le idee sull’evoluzione del mestiere, come ci racconta in questa intervista