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Febbraio 2018 - © L'Imprenditore

Qualità italiana per la Marina britannica

di Gianluca Fiorindi

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Con i loro motori elettrici hanno “conquistato” le fregate militari di sua maestà. Segno che il nostro manifatturiero all’estero sa farsi onore. Ne parliamo con Lorenzo Riva, presidente di Electro Adda

 

All’estero l’eccellenza italiana viene scelta e apprezzata. Nel nostro Paese, invece, il ruolo economico e insieme quello sociale non sempre sono riconosciuti. Un paradosso di cui abbiamo parlato con Lorenzo Riva, presidente di Electro Adda, impresa specializzata nella produzione di motori elettrici con sede a Beverate di Brivio, nella provincia di Lecco, che recentemente ha messo a segno un bel colpo oltremanica.

 

Electro Adda ha una lunga storia. Qual è il suo segreto?

Nel 2018 festeggiamo i 70 anni. Si tratta di un traguardo importante, raggiunto soprattutto grazie alla passione per il nostro lavoro, che ci ha aiutati ad attraversare questi anni mantenendoci sulla breccia. Non abbiamo mai smesso di investire nella ricerca, nei nuovi progetti e nelle risorse umane, aprendoci anche ai mercati internazionali. Questa è la ricetta, comune anche a molte altre imprese italiane, che oggi ci fa guardare a domani con lo stesso spirito fiducioso e la passione dei nostri fondatori.

 

La sua impresa si è aggiudicata il contratto di fornitura con la marina militare britannica. Cosa ha permesso di vincere la sfida?

Per questa commessa, che riguarda motori speciali per servizi ausiliari delle nuove fregate militari britanniche “Type 26”, siamo stati in gara con competitor internazionali molto qualificati e solo dopo due anni di verifiche e collaudi, inclusi test di tenuta all’urto, le prestazioni dei prodotti nelle condizioni estreme di impiego si sono dimostrate pienamente conformi, mettendo in luce l’eccellenza delle nostre soluzioni. Per raggiungere questi risultati è stato necessario validare la costruzione secondo i severi criteri imposti dalla Royal Navy e sono convinto, con orgoglio, che questo risultato sia un esempio tangibile di come l’eccellenza ingegneristica e manifatturiera italiana sia in grado di competere nel mercato globale.

 

Quali sono i prossimi obiettivi?

Continuare a crescere, rendendo i nostri prodotti sempre più performanti e innovativi. Nel settore navale e difesa, ma non solo, la nostra esperienza è ormai lunga e questo è un ambito nel quale continueremo ad investire, per proporre nuove soluzioni garantendo capacità ingegneristica e un’estrema flessibilità per assicurare forniture “su misura” anche ai clienti più esigenti.

 

L’Italia si afferma all’estero, ma le nostre imprese non sempre vengon viste come un valore. Come cambiare?

Viviamo purtroppo una grande contraddizione: le nostre imprese esportano in tutto il mondo vincendo e il made in Italy è considerato sinonimo di qualità, ma in Italia il valore generato dalle imprese non viene percepito per la sua reale portata. 

Sembra quindi inspiegabile, e non è accettabile, il clima anti-impresa che ancora si respira nel Paese, retaggio di un vecchio modo di pensare e in evidente contraddizione anche con il benessere e l’occupazione generati dal sistema produttivo.

Sono convinto che ogni impresa debba continuare ad esprimere il meglio di sé senza smettere di investire nella propria crescita e negli aspetti che la portano ad essere un valore per il contesto in cui insiste. Per farci meglio conoscere possiamo aprirci di più al territorio, come molti stanno già facendo, anche attraverso le iniziative per fare entrare i giovani nelle fabbriche. 

Su questo Confindustria sta svolgendo un ruolo molto importante per ristabilire una giusta percezione dell’inestimabile valore del sistema manifatturiero, facendolo conoscere e contribuendo alla diffusione della cultura industriale.

 

Anche nel 2017 avete aderito al Pmi Day e a Orientagiovani. Quale è il rapporto dei più giovani con il mondo dell’impresa? 

È fondamentale per il nostro futuro. Le imprese non potrebbero sopravvivere senza risorse umane adeguatamente formate e iniziative come il Pmi Day, Orientagiovani e altre, che vanno nella direzione di aprire e sviluppare il dialogo con le nuove generazioni, consentono di offrire uno spaccato del nostro sistema produttivo e dei suoi valori, aiutando i giovani ad orientarsi nelle scelte per il futuro.

Il sistema Confindustria è molto attivo su questo fronte, così come lo sono le associazioni territoriali. Nelle province di Lecco e Sondrio ad esempio, fra le diverse iniziative dedicate al rapporto scuola-impresa, lo scorso anno abbiamo anche lanciato una nuova proposta con alcune serate dedicate alle famiglie per approfondire le opportunità offerte dall’istruzione tecnica, a completamento del percorso ideale costituito da Orientagiovani e Pmi Day.

 

Da poco è Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. Cosa della sua esperienza di imprenditore porterà nell’associazione?

Electro Adda è un’azienda familiare che attraverso le generazioni non ha perduto l’attaccamento ai valori che hanno ispirato i fondatori, pur guardando sempre avanti e innovandosi. 

Credo che questo approccio sia valido anche per un’associazione di lunga e importante tradizione come la nostra, che non ha mai smesso di rinnovarsi al fine di essere il miglior partner possibile per le imprese, ma che non deve mai dimenticare quali sono i valori comuni alle imprese, i valori fondanti che ispirarono la sua nascita. 

limprenditore

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